La matematica è molto più “pop” di quanto si possa immaginare – intervista a Paolo Alessandrini

15 Jan 2016

la matematica

Inauguriamo questo 2016 con una grande sorpresa, per la rubrica delle interviste per la matematica abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda a Paolo Alessandrini . Paolo è un professore e divulgatore di matematica e si descrive così:

“Mi sono laureato in Ingegneria Informatica presso l’Università di Padova, dove ho anche collaborato a progetti di ricerca sugli algoritmi di ottimizzazione.
Sono docente di ruolo di matematica in una scuola superiore. In passato mi sono occupato di analisi e sviluppo di software e di project management in diverse aziende.
Nell’ambito della divulgazione della matematica, ho scritto due e-book editi da 40K (“La matematica dei Pink Floyd” e “La matematica nel pallone“), sono intervenuto a numerose trasmissioni radiofoniche su emittenti nazionali, scrivo articoli per riviste e siti di divulgazione, conduco laboratori di matematica per bambini e ragazzi e scrivo nel mio blog di matematica “Mr. Palomar“.”

La matematica è molto più “pop” di quanto si possa immaginare: intervista a Paolo Alessandrini

Al tuo Prof. di matematica del Liceo vorresti dire…

Che ora faccio anch’io il suo stesso mestiere e mi rendo conto di quanto sia difficile, e al tempo stesso stimolante, cercare di comunicare ai ragazzi la bellezza della matematica. E’ una sfida davvero impegnativa. I ragazzi d’oggi sono molto diversi da quelli di qualche decennio fa: appartengono a una generazione “digitale” con la quale è necessario adottare metodologie didattiche nuove, al passo coi tempi, per trasmettere una disciplina “complicata” come la matematica e conquistare la loro attenzione e il loro interesse.
Vorrei insomma dire al mio prof. del liceo che un po’ lo invidio, nel senso che ai suoi tempi forse era più facile ottenere l’attenzione dei ragazzi; ma al tempo stesso sono molto contento di poter disporre di strumenti tecnologici che un tempo non esistevano: PC, LIM, internet, e così via.
Gli studenti di oggi sono fortunati: possono imparare divertendosi. Sta a loro cogliere questa opportunità, e soprattutto a noi docenti mostrare loro che questa opportunità esiste, ed è tutta a loro disposizione.

L’ultima volta che hai usato la matematica è…

Ovviamente la uso tutti i giorni quando faccio lezione a scuola!
Ma anche nella vita quotidiana. Ad esempio pochi giorni fa, per calcolare quanti metri di tessuto ritagliare per ricoprire la mimosa nel mio giardino (dato il “diametro” dell’alberello, pari a circa 1 metro, serviva una striscia di circa “pi greco metri”, cioè poco più di 3 metri…).

Come dico sempre, la matematica è ovunque, anche dove non pensereste mai di trovarla.

La volta che la matematica ti ha stupito…

La matematica mi stupisce molto spesso. Se non fosse così non avrei scelto di dedicare alla matematica la maggior parte del mio tempo.
La bellezza della matematica, secondo me, è fatta soprattutto di stupore.
Provo questa sensazione in particolare quando scopro qualche collegamento inatteso tra l’ambito matematico e qualche altro “mondo” apparentemente lontano, come la letteratura o la musica. Nel mio blog “Mr. Palomar” ho esplorato spesso questi legami. Il nome stesso del blog è un omaggio a uno scrittore, Italo Calvino, nella cui opera si nasconde un sacco di matematica. Basta saperla scoprire.
Faccio solo un paio di esempi. Le “Città invisibili”, celebre romanzo del 1972, è costituito da 55 descrizioni di città, che sono raggruppate in 9 capitoli ma anche catalogate in 11 serie tematiche. Comprendere il modo in cui le 11 serie si alternano nei 9 capitoli è un interessantissimo problema matematico. La raccolta “Palomar”, del 1983, ha invece una struttura che potrebbe essere descritta come un albero ternario o anche come un cubo 3 x 3 x 3, un po’ come il cubo di Rubik!
E si potrebbero fare moltissimi altri esempi sorprendenti: sempre restando in ambito letterario, mi vengono in mente i quadrati latini di Perec, i libri infiniti di Borges, il pi greco raccontato da Thomas Mann o da Wislawa Szymborska, ecc.
Parlando di musica, invece, potrei citare Mozart, che aveva una vera e propria fissa per la matematica, al punto che in un suo manoscritto si trovano i suoi appunti di un calcolo delle probabilità di vincere una lotteria. E lo stesso Mozart si inventò un geniale gioco musicale da fare con i dadi: i punteggi ottenuti nei vari lanci venivano utilizzati per comporre un minuetto casuale. Le possibili combinazioni erano circa 129 miliardi di miliardi di miliardi, ma ognuna inconfondibilmente mozartiana e piacevolissima all’ascolto! Ma potrei citare persino Elio e le Storie Tese. In una loro canzone, “Abate cruento”, parlano di sogni dentro i sogni, cioè di sogni ricorsivi: e la ricorsione è un concetto chiave nella matematica e nell’informatica!

Un consiglio per i ragazzi…

Siate sempre curiosi, e soprattutto non abbiate paura di fare fatica.
Noto infatti, in alcuni adolescenti di oggi, una rinuncia ad affrontare le difficoltà, nella convinzione che la tecnologia possa evitare loro di fare fatica per risolvere i problemi. La matematica è una delle materie che viene tipicamente vista come difficile, oltre che inutile e avara di soddisfazioni, e molti giovani si scoraggiano di fronte alle prime difficoltà. Dico spesso ai miei studenti che la matematica è come una montagna: all’inizio un po’ di fatica la si deve fare (anche se con una buona guida alpina, il giusto equipaggiamento e un po’ di preparazione la camminata non è poi così ardua), ma quando si arriva in cima si potrà godere di uno spettacolo meraviglioso.

Matematica, musica e sport… Come ti è venuta l’idea di scrivere “La matematica dei Pink Floyd“e “La matematica nel pallone“?

L’idea di scrivere “La matematica dei Pink Floyd” non è stata mia, ma di Maurizio Codogno, divulgatore matematico e curatore della collana “Altramatematica” della casa editrice digitale 40K. Un giorno mi propose: perché non metti insieme le cose che avevi scritto su “Mr. Palomar” e riguardanti la matematica presente nei dischi dei Pink Floyd, approfondendo certi spunti e confezionando un vero e proprio e-book? Il progetto mi entusiasmò e in poche settimane il libro era pronto.
Nel testo racconto, per esempio, di come certi dischi della celebre rock band inglese siano pieni di matematica: non solo il famoso prisma di “The dark side of the moon”, ma anche i quadrati latini e le strutture ricorsive nella copertina di “Ummagumma”, per esempio.
L’e-book è tuttora il più venduto dei titoli di “Altramatematica”: forse a dimostrazione del fatto che l’incontro tra temi apparentemente lontanissimi, come la matematica e il rock, può risultare stimolante per categorie di lettori molto diverse.
Qualche mese dopo, ho pensato che avrei potuto ripetere l’operazione parlando di matematica e calcio, visto che avevo fatto alcune ricerche in merito.
In questo secondo libro ho scritto della geometria dei palloni da calcio (che non sono così rotondi come si dice di solito), della forma più o meno aurea dei rettangoli di gioco, delle possibilità di prevedere matematicamente i risultati delle partite, di come si possano progettare i calendari dei campionati, e di molto altro.
Raccontare la matematica facendo notare come essa sia presente in ambiti come lo sport e la musica può aiutare a smontare lo stereotipo della matematica come materia seriosa, arida e priva di divertimento. Questa impresa ha sempre costituito il mio principale obiettivo come divulgatore scientifico, e da qualche tempo anche come docente.
Credetemi: la matematica è molto più “pop” di quanto si possa immaginare.
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