Il lavoro che sarai, il libro che racconta il lavoro

9 Mar 2017

Il lavoro che sarai: il nuovo libro di Vincenzo Perrone, che racconta il lavoro agli studenti. Un’appassionata riflessione sull’importanza del lavoro nella vita di una persona.

“Il lavoro che sarai” è disponibile su Amazon in versione ebook e cartacea.

Labor o Erg?

Qualche giorno fa un ragazzo di 30 anni, Michele, di Udine si è suicidato dopo avere scritto una lettera che è un atto di accusa contro una società che non gli ha dato la possibilità di lavorare, condannandolo al precariato e a una vita senza futuro ai suoi occhi disperati. Perché il lavoro è così importante per noi? Da un lato è una fatica necessaria come dice l’etimo della parola lavoro, che ci permette di raggiungere quel reddito che ci consente di soddisfare i nostri bisogni e magari anche i nostri desideri. Ma dall’altro il lavoro definisce la nostra identità e dà un senso alla nostra vita. E’ l’energia (come suggerisce la radice erg che sta in parole italiane come ergonomia e straniere come work) che trasforma noi e la realtà che ci circonda. Per questo si dovrebbe pensare al lavoro non solo con la paura di non trovarlo, ma con il desiderio di mettersi alla prova in una esperienza che ci cambierà.

Razzo o Volo a vela?

Oggi tutti hanno capito che per trovare più facilmente lavoro, anche in un paese in crisi come il nostro, bisogna essere unici, diversi e migliori in modo da essere ricercati e scelti. Quello che è raro ha valore e questo vale anche per la persona. Ed allora ecco spiegata l’ansia con la quale genitori e figli cercano di accumulare lingue straniere conosciute, soggiorni all’estero, medaglie sportive, attestati di ogni genere e persino ore di volontariato.

E’ come se si cercasse di riempire con tutto il carburante possibile il serbatoio di un razzo: solo che, fuor di metafora, il razzo è un adolescente che non è detto arrivi in questo modo sparato al successo professionale ed economico. La vita insegna molto anche fuori da questa traiettoria lineare. Insegna a superare una crisi, a comunicare e lavorare con altri, ad essere curiosi e creativi, a capire chi siamo per sapere dove vogliamo andare, a distinguere il vero dal falso e il bene dal male. Serve allora la capacità di volare a vela imparando a reagire all’ambiente e a cogliere le opportunità di scoprire il lavoro migliore per noi quando siamo pronti a riconoscerlo e non quando i nostri genitori scelgono per noi il nostro futuro.

Vincenzo Perrone parla del lavoro con il suo libro “Il lavoro che sarai”.

“Il lavoro che sarai” di Vincenzo Perrone, è un libro che racconta il lavoro a chi ancora non ce l’ha ma si sta preparando per trovarne uno.
E’ stato scritto pensando di parlare ad un gruppo di studenti di una qualsiasi scuola media superiore del nostro paese. Ed è stato pensato come un antidoto all’ansia che prende quando si pensa al proprio futuro e come uno strumento per motivare scelte migliori e più consapevoli sia da parte dei ragazzi che delle loro famiglie.
Non è una guida alla scelta della migliore facoltà universitaria, quella capace di garantire una occupazione alla fine di tre o cinque anni di ulteriori studi, e nemmeno una predica sull’importanza della conoscenza delle lingue, del rimboccarsi le maniche accettando sacrifici e del fare esperienze all’estero. E’ invece una appassionata riflessione sull’importanza del lavoro nella vita di una persona. Come strumento per garantirsi la sopravvivenza e soprattutto come momento nel quale si può scoprire chi vogliamo essere e diventare.
Spiega quali caratteristiche ha il lavoro buono che consente una vera autorealizzazione, quale educazione alla vita, oltre che scolastica, dovrebbe aiutare una adolescente a scegliere e trovare il lavoro buono per lei e come sono i luoghi, le imprese, nei quali il lavoro si svolge.
E’ un invito a guardare con fiducia e senza paura nella sfera di cristallo del futuro: forti dell’impegno che mettiamo ogni giorno nel prepararci a percorrere la nostra strada e ansiosi di vedere apparire il volto sereno delle lavoratrici e dei lavoratori che saremo.
Buona lettura! 
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