Esame di terza media e maturità: ecco come cambieranno nel 2018

19 gen 2017

esame di terza media e maturità

Secondo le notizie pubblicate dal Ministero dell’Istruzione (MIUR), sono previsti numerosi cambiamenti per quanto riguarda esame di terza media e maturità del 2018.

Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha dato il primo via libera a otto decreti attuativi della Buona scuola. Ora inizierà un iter di approvazione che, se andrà a buon fine, porterà mutamenti per esame di terza media e maturità 2018.

L’esame di terza media oggi conta sei prove scritte ed un colloquio finale. Mentre la maturità, esame che conclude le scuole superiori, prevede tre prove scritte e un orale.

Ecco i cambiamenti previsti per esame di terza media e maturità

Esame di terza media 2018

Erano diversi anni che la mole di prove prevista dall’esame di giugno veniva contestata soprattutto dalle famiglie. L’esame, di fatto, dava un grande peso alle prove di giugno e non teneva troppo in considerazione il percorso dello studente nei 3 anni di scuola superiore di 1° grado.

A partire dal 2018 l’esame dunque cambierà!

Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali.

Il decreto con le novità per l’esame di terza media prevede:

  • una prova di italiano
  • una di matematica
  • una prova sulle lingue straniere
  • un colloquio per accertare le competenze trasversali

Come cambia il test Invalsi

Il test Invalsi (la prova nazionale standardizzata) resta in terza media, ma anziché essere uno scritto ulteriore di giugno, si svolgerà nel corso dell’anno scolastico. Gli studenti avranno così più respiro e potranno dosare meglio impegno e preparazione.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata per certificare le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. La prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non confluisce nel voto finale: il punteggio è riportato nella documentazione allegata al diploma.

Esame di maturità 2018

Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame”, scrive il Miur in un comunicato stampa.

La riforma della maturità prevede quindi che la terza prova sarà abolita – con grande gioia degli studenti. Rimarranno invece la prima prova di italiano e la seconda prova su una delle materie caratterizzanti per ogni scuola. L’orale cambierà un po’: “accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza”. Il colloquio darà quindi rilevanza all’esperienza di alternanza Scuola-Lavoro che diventerà un requisito necessario per accedere all’esame.

Vista l’abolizione della terza prova, cambierà anche la modalità di assegnazione del voto.

Come viene assegnato il voto di maturità?

Il voto resterà in centesimi. Verrà valorizzato maggiormente l’andamento scolastico durante gli ultimi tre anni di superiori: i crediti scolastici che gli studenti possono accumulare passano dai 25 attuali a 40.
Cambierà anche il punteggio assegnato alle prove d’esame. Adesso il punteggio massimo per ognuno dei tre scritti è di 15 punti e il massimo assegnato all’orale è di 30 punti. La riforma della maturità 2018 prevede l’assegnazione di un massimo di 20 punti sia per la prima prova sia per la seconda prova e 20 punti per il colloquio.

Come cambiano i criteri di ammissione?

Per essere ammessi al nuovo esame di Stato basterà la media del sei a cui contribuirà anche il voto in condotta. Non sarà quindi più necessario avere la sufficienza in tutte le materie. Diventa perciò obbligatorio partecipare alle prove Invalsi il cui voto, però, non contribuirà alla media. Il test si svolgerà in quinta superiore. Oltre al questionario d’italiano e matematica prevederà anche un test d’inglese.

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha precisato che questi cambiamenti non sono definitivi perché ora i decreti attuativi passeranno sotto l’esame delle Commissioni parlamentari. Ha affermato: Oggi comincia un percorso, è un punto di partenza. Aver dato il primo via libera in Consiglio dei Ministri non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari – assicurando una forte partecipazione e presenza del Ministero e del Governo – per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder in modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile”.

Informazioni su esame di terza media e maturità tratte da www.istruzione.it

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