Finalmente! Primo “Nobel” per la matematica a una donna: Maryam Mirzakhani 13 ago 2014

Maryam Mirzakhani

Seul. Congresso internazionale dei matematici. È il 27esimo raduno di questo tipo, la più importante conferenza di matematica a livello mondiale.
Maryam, iraniana, 37 anni, non può credere alle sue orecchie. È proprio il suo quel nome che hanno appena chiamato. Ha vinto. Lei, bimba prodigio, assistente, ricercatrice e ora professoressa di matematica a Stanford, ce l’ha fatta.

Maryam Mirzakhani è il primo “premio Nobel” per la matematica donna della storia. Certo, il premio Nobel per la matematica non esiste. Il “Nobel” si chiama Medaglia Fields, ed è il più alto riconoscimento mondiale nel campo della matematica. Si può vincere solo se si ha meno di 40 anni. Un premio prestigioso che ha lo scopo di segnalare oltre che di celebrare le giovani promesse della matematica. Lei così si racconta in questa breve intervista pubblicata sul Guardian.

Lei voleva fare la scrittrice. Poi al liceo si è accorta che dimostrare formule e risolvere problemi matematici le veniva bene: “È divertente” dice “È come fare un puzzle. Mi sembrava qualcosa in cui ero brava e quindi ho deciso di prendere quella strada”.

Di lì – si potrebbe quasi dire – il resto è storia. Ha vinto, ancora adolescente, due medaglie d’oro alle Olimpiadi Internazionali della Matematica (nel 1994 e nel 1995), l’ultima prendendo il massimo del punteggio ottenibile. Poi è andata all’università a Sharif, e quindi Harvard.

Calcolo, algebra, analisi complessa e geometria iperbolica. Non si è fatta mancare proprio nulla e ha deciso di buttarsi a capofitto nella geometria iperbolica. Stregata dai mille problemi ancora irrisolti ma in particolare da uno, vecchio di decenni. L’ha catturata tanto da tirarle fuori il lavoro che oggi le è valso la medaglia: il calcolo del volume dei solidi delimitati da superfici di Riemann. Nel nostro mondo: amebe e ciambelle per intenderci.

La matematica pura, questa è la matematica di Maryam Mirzakhani. La ricerca in uno spazio puro, talvolta ancora solo teorico, guidato da una curiosità sublime, che non parte dal mondo della realtà ma da un mondo immaginario, che esiste solo nella testa di chi sa vederlo.

“Spero che questo riconoscimento ispiri altre ragazze allo studio delle materie scientifiche” dichiara Maryam. Perché negati non si nasce, forse si diventa, diciamo noi di Redooc.