Il futuro è antico – Insegnare Latino e Greco con la didattica teatrale

12 ott 2015

didattica teatrale

Ho conosciuto Cristina grazie ad un comune amico che conosce la nostra comune passione per l’orientamento dei ragazzi. Abbiamo scoperto anche una forte passione per i temi di didattica: come parlare ai ragazzi? come rendere “contemporaneo” l’insegnamento di tante conoscenze che sembrano lontane, ma sono l’asse portante della maggior parte delle competenze utili nel lavoro e nella vita? Io penso alla matematica, lei alla tragedia greca… il futuro è STEAM!

Cristina si presenta così:

Cristina Dell’Acqua, docente di latino e greco e coordinatrice didattica del Liceo Classico Interculturale  al Collegio San Carlo di Milano. Autrice con Kim Deignan nell’ottobre 2011 de “Il futuro è antico”,  il ruolo del teatro antico nell’educazione e nella formazione, Paloalto Editore, scrivo per Education 2.0, blog  del Corriere della Sera sul mondo dell’educazione. Per passione sono  socio fondatore di Koinè International Association, associazione internazionale non-profit per la promozione della cultura classica.

Il futuro è antico è un progetto di didattica teatrale sviluppato insieme a Kimberly Deignan, collega e amica, nato nel 2010 e diventato un libro nel 2011.  Il progetto,  destinato ad alunni e ed educatori ma anche a cultori del genere, nato come sperimentazione, è ormai diventato una prassi didattica consolidata all’interno del Liceo Classico Interculturale del Collegio San Carlo di Milano. Si tratta di un laboratorio  fatto durante le ore scolastiche di latino e greco ( l’eroe investito sono diverse tra biennio e triennio) in cui si permette a ragazzi di conoscere attraverso la creatività e l’esperienza diretta.

Attualmente nel progetto sono coinvolti i ragazzi dai 14 ai 17 anni, scegliendo di escludere dalla programmazione i maturandi, in attesa di una auspicabile revisione dell’esame di maturità, per preparare il quale c’è purtroppo poco spazio per una didattica che non sia frontale.
La passione personale ha portato a focalizzare l’attenzione sul teatro antico greco e romano, ma non sono mancati negli anni ampliamenti con testi di diverso genere, come ad esempio alcuni testi filosofici di Platone. Il metodo di lavoro poggia su una introduzione al significato del teatro per antichi e moderni, la lettura diretta dei testi classici ( in italiano o in inglese), la stesura di un copione “di classe” e la conseguente drammatizzazione; il tutto attraverso esercizi semplici di coinvolgimento diretto lavorando in un’aula con banchi accatastati vicino ai muri. Le regole condivise a priori sono poche ma fondamentali: non esistono risposte giuste a priori, esiste solo il gusto socratico di interrogarsi continuamente sul senso di ciò che si legge e poi si indossa attraverso la recitazione.

Gli obiettivi sono la formazione della persona fatta di conoscenze ma anche di educazione  alla calma e alla riflessione, alla creazione di connessioni e riflessioni che Internet non può offrire, la  conquista di una sensibilità più acuta di se stessi e del mondo esterno e quindi maggiore attenzione e apertura ai problemi e, automaticamente, osservazione della realtà da prospettive nuove. Come scriveva Sainte-Beuve nel 1850: “un vero classico è un autore che ha afferrato qualche passione eterna e ha parlato a tutti in uno stile tutto suo nuovo e antico, felicemente contemporaneo di tutte le epoche”. Il futuro è antico ha questo nelle corde: i classici sono ben radicati nel loro mondo e lontani da noi. Ciò che li avvicina è la loro esemplarità, insita proprio nella loro duplice natura: l’essere lontani e datati e nello stesso tempo poter essere contemporanei ed attuali.
Laboratori teatrali così pensati, nell’intento e nei risultati, sono spazi in cui si forniscono a ragazzi le chiavi di educazione civica e culturaleper diventare adulti con radici ben salde su cui costruire
.

Grazie Cristina!