Perché imparare (la matematica) con l’aiuto di un video non è come leggere un libro

28 mar 2014

redooc video matematica

C’è ancora molto scetticismo nei confronti dell’utilizzo di video come complemento all’insegnamento “old school”, in classe e a casa. Tante volte (forse troppe) sono liquidati come “un libro animato” e quindi ugualmente o addirittura meno efficaci. I video sono invece una componente chiave della didattica innovativa, come quella proposta da Impara Digitale per esempio.

Inutile ricordare chi sui video ha costruito, smontando nei fatti lo scetticismo diffuso, un vero e proprio impero della conoscenza: Khan Academy, che è per noi quotidiana fonte di ispirazione.

Ecco 2 buoni motivi per tornare a pensare seriamente alla potenza educativa dei video, che aiutano a vivere in prima persona il learning mantra: “sento dimentico, vedo ricordo, faccio capisco”.

1. I video animati e narrati aiutano a rimanere concentrati

Sembra una banalità ma i video aiutano a rimanere concentrati. Se quanto impariamo è funzione di quanto siamo attenti – gli americani dicono “focused”– durante  la nostra attività di apprendimento allora video animati e narrati dovrebbero aiutarci tanto. Daniel Goleman, noto studioso del cervello e divulgatore scientifico americano, autore del best seller “Intelligenza emotiva”, in un suo recente libro titolato “Focus, perché fare attenzione ci rende migliori e più felici” si rifà a uno studio recentemente pubblicato che dimostra che anche quando leggiamo, siamo “assenti” per oltre il 35% del tempo che passiamo a leggere. Sarebbe interessante trovare uno studio omologo riguardo ai video. Noi di Redooc, scommettiamo sui video, ricchi di immagini e di un racconto fresco e naturale che aiuta a rimanere focused. Così scommettiamo che, anche a parità di contenuto veicolato, imparare coi video sia più semplice.

2. I video appartengono a una sfera propria dei liceali: la tecnologia mobile

Noi scommettiamo che lo stesso contenuto sia drasticamente più efficace se veicolato con un formato fresco (video, immagini, suoni) e con mezzi familiari ai ragazzi, come lo smartphone, piuttosto che attraverso un mezzo “distante” come è il libro cartaceo o digitale (un libro in PDF non sempre è un contenuto “nativo digitale”), che comunque non è da eliminare. Il ruolo del libro cambia, nella società così come nella scuola. È normale che sia così. A vantaggio di cosa? Forse proprio a favore dei video. Youtube è infatti il secondo motore di ricerca al mondo (il primo è Google Search).

I ragazzi sono abituati a immagini, colori, suoni, musica, voci diverse. Il contenuto multimediale deve coinvolgere e per farlo ha bisogno di stimolare quanti più sensi possibile. I contenuti che creiamo sono coinvolgenti, e noi puntiamo sul coinvolgimento per accendere la passione, l’unica cosa che farà veramente la differenza nelle loro vite.