La Flipped classroom: cos’è e come funziona

21 gen 2021

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La Flipped Classroom, o classe rovesciata, è un approccio alla didattica che consiste nel “ribaltare” la struttura tradizionale delle lezioni frontali. La lezione teorica non viene più spiegata in classe, con gli esercizi assegnati da svolgere a casa, bensì avviene il contrario: gli studenti hanno preventivamente il compito di imparare in autonomia degli argomenti assegnati dal docente, così da poter dedicare le lezioni al consolidamento delle conoscenze e allo svolgimento di attività interattive ed esercizi.

La Flipped Classroom perciò guarda all’educazione scolastica da un nuovo punto di vista. L’aula non è più il luogo di ricezione passiva di informazioni diventando, invece, un’opportunità di esplorare attivamente i contenuti con cui si è presa familiarità in precedenza a casa.

Origine della Flipped Classroom

Il modello della Flipped Classroom viene attribuito ai professori di chimica del liceo americani Jonathan Bergmann e Aaron Sams. I due dal 2008 introdussero i loro studenti a questa modalità innovativa di apprendimento. Furono loro a formalizzare il modello, chiamandolo Flipped Mastery e pubblicarono un libro sull’argomento, Flip Your Classroom. Il loro lavoro, però, non è indipendente da quello di Eric Mazur, professore di Harvard che nel 1997 pubblicò Peer Instruction: A User’s Manual, che aprì la conversazione per il futuro.

Come funziona la Flipped Classroom

Il professore fornisce agli studenti dei materiali per studiare autonomamente, che siano filmati creati dall’insegnante stesso in cui spiega o contenuti online di vario genere, come video tutorial, siti web o piattaforme di e-learning. Il tempo in aula sarà utilizzato per consolidare le conoscenze, rivedendo la teoria, coinvolgendo gli studenti e facendo esercizi o lavori di gruppo che ne stimolino la partecipazione.

I ragazzi dal canto loro hanno il compito di presentarsi a lezione avendo studiato i contenuti, preparandosi con domande da porre al docente e partecipando attivamente alla lezione.

Cosa fare e cosa non fare

Cosa fare:

  • Proporre la visione divideo brevi, di 10-15 minuti al massimo. Durante lo studio autonomo si è rivelato più efficace per i ragazzi lavorare con materiali strutturati e concisi, per tenere attiva la loro concentrazione e permettendo a ciascuno di calibrare il tempo di apprendimento ai bisogni personali.
  • Verificare la comprensione dello studente e che non abbia interiorizzato errori durante lo studio a casa tramite domande dirette.

Cosa non fare:

  • NON abbandonare lo studente a se stesso. La Flipped Classroom ha lo scopo di aumentare l’interazione con gli studenti, che avendo già familiarità con l’argomento, una volta in classe, possono dedicarsi allo svolgimento di esercizi o chiedere spiegazioni su eventuali dubbi.
  • NON oberare di lavoro i ragazzi: lo studente deve percepire di  essere responsabilizzato, non di dover lavorare il doppio. Nel momento in cui si assegnano i compiti a casa, tenere a mente che lo studio autonomo non sostituisce la lezione interamente: i ragazzi avranno bisogno del supporto del docente, quindi i materiali migliori su cui studiare dovrebbero essere brevi ed efficaci.

Come e quando usarla 

Ad oggi la Flipped Classroom è utilizzata per la maggior parte da insegnanti di materie scientifiche. Il modello è stato ideato proprio per trasmettere conoscenze di questo genere, dove gli esercizi sono una componente fondamentale dell’apprendimento.

Per quanto riguarda gli altri ambiti di studio, questo approccio funziona in maniera ottimale per l’insegnamento delle lingue straniere e la grammatica, ma non solo. La Flipped Classroom si presta anche a lavori su testi letterari, in poesia o in prosa, dove lo studente può studiare autonomamente la vita e la poetica di un autore, per arrivare preparato all’analisi che si svolgerà in classe col docente. 

Per quanto riguarda l’età a cui si può iniziare a proporre un metodo di questo tipo agli alunni, l’esperienza finora racconta che si ha successo con ragazzi del liceo e dell’università. Tendenzialmente prima è necessario l’intervento capillare del docente per insegnare ai più giovani. Tuttavia le linee guida della Flipped Classroom, adattate opportunamente in base all’età dei ragazzi, hanno potenzialità di migliorare l’esperienza scolastica fin dai primi approcci allo studio.

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