Sfida online World Investor Week 2017 Scuola Secondaria di 2° grado

Redooc per la WIW 2017 propone una sfida online su temi di educazione finanziaria. I destinatari sono tutte le scuole secondarie di secondo grado. La Landing Page dedicata per la registrazione dei docenti referenti è attiva dal 2 Ottobre alle 12:00 fino alle ore 12:00 del 9 Ottobre. I team hanno tre settimane di tempo per partecipare alla sfida, disponibile online dal 10 Ottobre ore 12:00 al 31 Ottobre ore 12:00.

Appunti

Registrazione alla sfida online per la World Investor Week

Dal 2 Ottobre alle 12:00 è online una Landing Page dedicata per la registrazione dei docenti referenti. La registrazione deve avvenire entro le ore 12:00 del 9 Ottobre 2017.

Le scuole che vogliono partecipare devono preregistrarsi accedendo con l’account di un docente referente, responsabile di un team di studenti. Ogni team, coordinato da un docente, può essere composto al massimo da 4 studenti di cui almeno due ragazze. Il team dovrà essere costituito da almeno 2 studenti di 4° o 5° classe.

È necessaria solo la registrazione (come “Professore”) da parte del Docente e non è necessario iscrivere i singoli studenti. I Docenti si devono registrare con mail e password. Il profilo del docente referente è da compilare obbligatoriamente con Nome, Cognome, Scuola, Provincia, a garanzia del riconoscimento del Docente/Scuola per la graduatoria.

Ogni docente registrato può essere il referente di un solo Team di studenti. Più docenti della stessa scuola possono partecipare come docenti referenti con team di studenti differenti.

Partecipazione alla sfida online per la World Investor Week

I team registrati hanno tre settimane di tempo per partecipare alla sfida, che sarà disponibile dal 10 Ottobre 2017 ore 12:00 al 31 Ottobre 2017 ore 12:00.  Non è dunque possibile accedere agli esercizi della sfida prima delle ore 12:00 del 10 Ottobre 2017, ed è necessario completarli entro le ore 12:00 del 31 Ottobre 2017.

Per entrare in classifica è necessario completare tutti i tre livelli di esercizi.  

I team partecipanti alla sfida online saranno inseriti in classifica in base ai punti accumulati nella sfida e al tempo impiegato. Per la graduatoria, verranno presi in considerazione prima i punti totalizzati, poi il tempo impiegato.

Il tempo impiegato è registrato automaticamente dal sistema: viene calcolato dall’inizio del primo esercizio del primo livello alla fine dell’ultimo esercizio del terzo livello di gara. 

Non è presa in considerazione l’eventuale ripetizione dei livelli di gioco. Il punteggio e il tempo sono relativi al primo tentativo per ciascuno dei tre livelli di gioco.

La classifica sarà resa nota entro il 20 Novembre 2017.

Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione alla sfida online.

La prima squadra classificata (docente referente e 4 studenti del team) sarà premiata con una visita presso la sede di Consob.

Inoltre, le prime tre squadre classificate saranno premiate con abbonamenti gratuiti alla piattaforma redooc.com per 1 anno per tutta la scuola di appartenenza.

Per informazioni scrivere a speak@redooc.com

Accedi per partecipare alla sfida online della World Investor Week 2017!
Per partecipare alla sfida online devi esserti già registrato alla World Investor Week.

Importanza della pianificazione delle risorse finanziarie

Perché è importante saper pianificare le risorse finanziarie personali?

L’invecchiamento della popolazione e l’allungamento della vita media provocano un ripensamento dei modelli di stato sociale. Il contesto economico molto differente da quello di crescita che si è avuto (a fasi alterne) a partire dagli anni ’50 fino all’inizio della crisi finanziaria del 2007 e il controllo delle finanze pubbliche hanno accelerato la correzione di un sistema di welfare sociale divenuto palesemente insostenibile. 

È necessaria la piena responsabilizzazione delle persone nella gestione delle proprie finanze, attraverso un’organica e stabile politica di educazione finanziaria.

La catena personale lavoro (reddito disponibile) – consumi – risparmi – investimenti finanziari deve essere oggetto di attento esame da parte di ciascuno per preservare uno standard di vita nel futuro in linea con le aspettative/esigenze.

Per approfondire lo studio di mercati, intermediari, strumenti e processo di investimento puoi andare alle lezioni Capire la finanza.

Trend demografico italiano

Popolazione residente: n. 60.589.445 persone, di cui oltre 5 mln con cittadinanza straniera (8,3% del totale). Il saldo del movimento naturale della popolazione (nati meno morti) è negativo per quasi 142 mila unità (dato 2016), con trend decrescente del tasso di natalità.

Età media dei residenti (al 1° gennaio 2017): 44,9 anni. Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% (il 20,1% nel 2007) della popolazione totale; di questi, quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni, il 6,8% del totale, mentre gli ultranovantenni sono 727 mila, l'1,2% (0,8%) del totale. Gli ultracentenari ammontano a 17 mila (10.386 nel 2007).

L’Italia è uno dei paesi con il più basso peso delle nuove generazioni. La percentuale di popolazione residente di età 0-14 anni è pari al 13,5% (era il 24% nel periodo del baby boom). La popolazione tra 18 e 34 anni è diminuita di circa 1,1 milioni tra il 2008 e il 2017 (da 12,0 a 10,9 milioni).

L’indice di vecchiaia della popolazione al 1° gennaio 2017 (numero di persone “over” 65 anni per ogni 100 giovani con meno di 15 anni) è pari a 165,2. Il nostro Paese è tra quelli a più elevato invecchiamento al mondo (progressivo ribaltamento della piramide generazionale).

Vita media: nel 2016 la speranza di vita alla nascita ha raggiunto 80,6 anni per gli uomini e 85,1 anni per le donne.

Titoli di studio: laurea e post-laurea: 11,8%; diploma: 32,1%; licenza media: 25%; licenza elementare: 31,2%.

Le conoscenze finanziarie delle famiglie italiane

Circa l’85% degli investitori - nell’ambito delle indagini periodiche Consob - ritiene di possedere capacità almeno in media con riferimento alle decisioni di risparmio e di amministrazione del bilancio familiare. In realtà le rilevazioni confermano che le competenze degli italiani in materia finanziaria rimangono limitate sia in merito alla comprensione sia ai modelli decisionali (limiti cognitivi e comportamentali).

Popolazione adulta. Una recente “Indagine sull’alfabetizzazione finanziaria nel mondo” (Financial Literacy around the World) - curata da Banca Mondiale e George Washington University, con il supporto di Standard & Poor’s Ratings Services - mostra che solo il 37% degli italiani investitori ha risposto correttamente ad almeno tre delle cinque domande riferite a inflazione, tasso di interesse, capitalizzazione degli interessi semplice e composta e diversificazione del rischio. Tale percentuale risulta inferiore alla media europea (55%). 

Giovani in età scolare. L'indagine OCSE Pisa 2015 ha effettuato per la seconda volta una valutazione delle competenze in ambito finanziario. Nella graduatoria dei paesi OCSE i risultati dell’Italia in materia di competenze finanziarie sono leggermente inferiori alla media dei 10 paesi che hanno partecipato all’indagine (nel 2012 l’Italia occupava il penultimo posto). Circa il 20% dei partecipanti si colloca al livello più basso di competenze, mentre solo il 6% circa si posiziona al livello più elevato.

Capacità di risparmio e decisioni di investimento

Il risparmio assicura all’individuo il raggiungimento degli obiettivi personali e finanziari che si è dato per realizzare un soddisfacente grado di benessere economico e finanziario.

Il risparmio (come dato di flusso) è quella parte del reddito disponibile (per esempio, da lavoro dipendente) che non è speso in consumi, in un dato periodo.

Y – C = R

dove:

  • Y è il reddito netto disponibile di una persona in un dato periodo (es. un anno);
  • C è il totale delle spese per consumi sostenute dalla medesima persona nel periodo di riferimento;
  • R è il risparmio monetario ottenuto nel periodo di riferimento.

Circa i 2/3 degli investitori gestiscono le spese affidandosi alla memoria e monitorando in modo approssimativo i consumi. Solo il 24% controlla le spese in modo dettagliato.

Il risparmio ha queste finalità:

  • consente di formare disponibilità finanziarie per la gestione di imprevisti (risparmio precauzionale)
  • consente di assicurare specifiche spese future (viaggi, acquisto di un automobile)
  • consente di far fronte ad esigenze programmate future (acquisto casa, spese di formazione dei figli)
  • consente di costituire le risorse complementari al reddito pensionistico per mantenere un buon tenore di vita in età non lavorativa (risparmio previdenziale).

Circa il 60% dichiara di risparmiare in modo regolare (rilevazione 2017). Il movente precauzionale (avere denaro disponibile per gli imprevisti) guida il 70% circa dei risparmiatori, mentre solo il 32% associa il risparmio a un obiettivo specifico.

Il tasso lordo di risparmio delle famiglie è diminuito di oltre un terzo negli ultimi 15 anni: dal 15% del 2002 a poco superiore al 10,5% del 2016 (molto al di sotto del valore medio dei Paesi dell’Eurozona nel 2016, pari a circa il 12,5%), andamento correlato alle dinamiche del reddito disponibile. 

Il livello d’indebitamento delle famiglie è inferiore (pari a circa il 23% delle attività finanziarie possedute) alla media degli altri paesi dell’area-Euro (30%), mostrando una moderazione nell’utilizzo del debito per il sostenimento delle esigenze personali.

L’abitudine a pianificare e monitorare la realizzazione degli obiettivi nel tempo è limitata a poco meno del 25% del campione degli investitori nell’indagine Consob 2017.

Nell’ambito del ciclo risparmio-investimenti finanziari assume rilevanza la corretta individuazione di obiettivi, orizzonte temporale, aspettative e capacità finanziaria di sostenere eventuali perdite (capacità “materiale” od “oggettiva”) e la tolleranza al rischio (capacità “psicologica” o “soggettiva”). Gran parte degli investitori non ha piena consapevolezza dei fattori da ponderare prima d’investire: solo il 24% degli investitori considera importante l’orizzonte temporale; il 18% gli obiettivi; solo il 15% dichiara di tener conto della propria capacità economica di assumere rischi.

Le caratteristiche di un processo decisionale d’investimento adeguato non sono note a circa il 40% del campione nell’indagine Consob. La maggioranza degli investitori al dettaglio, soprattutto i soggetti con conoscenze finanziarie più limitate, dichiarano di provare “ansia” per la gestione del denaro. Oltre la metà degli investitori al dettaglio dichiara di effettuare le scelte dopo aver consultato familiari, amici e parenti (canali informali); solo un 25% si avvale di un consulente professionale. 

Le preferenze delle famiglie rimangono orientate verso prodotti liquidi (circolante e depositi), la cui incidenza nel portafoglio finanziario è passato dal 38% del 2007 al 52% del 2015. Negli ultimi anni, si registra un incremento degli investimenti in prodotti assicurativo-finanziari, fondi comuni d’investimento e fondi pensione e un decremento in titoli di Stato, azioni e obbligazioni (soprattutto bancarie).

La pianificazione finanziaria

La pianificazione finanziaria permette di ottimizzare nel tempo l’uso delle risorse finanziarie personali in relazione agli obiettivi prefissati.

1. Il primo passo è costituito dall'analisi della situazione finanziaria e patrimoniale della famiglia, mettendo in evidenza sia il reddito attuale sia i redditi futuri attesi, e valutandone la loro prevedibilità, nonché il patrimonio proprio, costituito da attività reali (immobili) e attività finanziarie in senso stretto, al netto di eventuali debiti.

2. Il secondo passo è dato dalla definizione degli obiettivi che si vogliono realizzare, secondo criteri di ragionevolezza e sostenibilità. Tipici obiettivi personali sono l’acquisto di una casa, assicurare una formazione adeguata ai figli, fare un bel viaggio ecc., mentre obiettivi finanziari sono, per  esempio, disporre in età non lavorativa di entrate monetarie sufficienti a mantenere il proprio tenore di vita (previdenza complementare) e avere disponibile una quantità data di risorse finanziarie per la gestione degli imprevisti (a scopi precauzionali). 

3. La relazione tra obiettivi da perseguire, definiti sulla base dei bisogni e delle preferenze, spettro e qualità dei consumi, passa attraverso la determinazione del livello di risparmio necessario per realizzarli, date le risorse attuali, la stima dei redditi futuri e il patrimonio proprio. La gestione delle spese correnti è un passaggio-chiave per la determinazione del livello di risparmio, dato un ammontare di reddito disponibile. 

4. La pianificazione è un processo non solo finalizzato alla realizzazione degli obiettivi, ma anche all’identificazione e alla gestione dei rischi personali e alla copertura di taluni eventi incerti (es. malattie, morte, precarietà lavorativa, rischio terremoti).

5. La composizione del portafoglio finanziario e il suo adattamento nel tempo deve rispondere ad una serie di condizioni:

  • deve avere un livello di rischiosità complessiva in linea con la tolleranza al rischio della persona (elemento psicologico) e alla sua capacità finanziaria di sostenere eventuali perdite (capacità materiale);
  • deve generare flussi di cassa e/o assicurare la liquidabilità in corrispondenza con l’orizzonte temporale fissato per ciascun obiettivo;
  • deve essere sufficientemente diversificato per assorbire shock micro-economici;
  • deve avere una componente di liquidità come riserva precauzionale per fronteggiare le spese impreviste.

6. Il processo di pianificazione ha natura iterativa e circolare: richiede periodicamente una rivalutazione “non emotiva” di obiettivi prescelti e modello di consumo seguito, anche in relazione alle effettive condizioni patrimoniali e reddituali che via via si realizzano e all'attualità di bisogni e preferenze.

Esempi di trappole comportamentali in fase di investimento

Il framing effect (letteralmente, “inquadramento") è l’effetto su un lettore del modo in cui l'informazione viene rappresentata: la presentazione (formato grafico, enfasi su aspetti positivi) può deviare l'attenzione su informazioni ritenute rilevanti e distorcere l'atteggiamento verso il rischio.

Paura del rimpianto e il comportamento “mandria”. Nell'anticipare il rimpianto per eventuali decisioni sbagliate, gli individui tendono a non rivedere precedenti decisioni prese scegliendo di non modificare il proprio portafoglio anche quando sarebbe ottimale ovvero tendono a imitare i comportamenti maggiormente diffusi, al fine di condividere con altri la responsabilità di una scelta eventualmente sbagliata. Dopo aver preso una decisione rivelatasi sbagliata, gli individui tendono ad attribuire ad altri la responsabilità delle proprie scelte per ridurre il "rimpianto".

Avversione alle perdite. Il rimpianto che un individuo può sperimentare per una perdita potenziale è molto più grande della soddisfazione associata ad un guadagno di analogo importo.