La banca - Storia

La banca è un’impresa che opera con lo scopo principale di raccogliere il risparmio, prevalentemente in forma di depositi (operazioni passive), e nel contempo di reimpiegarlo, in particolare mediante i prestiti (operazioni attive), così come previsto dall’art. 10 del Testo Unico Bancario (TUB), n. 385 del 1/9/93 e successive modifiche.

Appunti

In qualità di intermediario finanziario, opera nel settore degli investimenti per conto terzi a fronte di una commissione fissa o percentuale sul valore dell’investimento, facilitando l’incontro della domanda e dell’offerta e così la circolazione del denaro.

La banca concede prestiti a breve e a medio-lungo termine (ad es. i mutui), i quali vengono erogati con un tasso d’interesse attivo. Questi prestiti, subordinati ad un processo di analisi creditizia, vengono concessi principalmente a coloro che risultano meritevoli e che dispongono di opportune capacità di reddito per garantire il rimborso.

La banca svolge inoltre una funzione monetaria, che consiste nella facoltà di sostituire, nel regolamento degli scambi, la moneta legale con propri segni di debito, identificati come assegni bancari o circolari, giroconti, trasferimenti elettronici di fondi e bonifici.

La riserva obbligatoria è la percentuale minima che deve essere tenuta dalle banche come riserva a fronte di depositi, e diviene quindi uno strumento di stabilizzazione dei tassi d’interesse sul mercato monetario, per creare o contenere liquidità in caso di particolare bisogno.

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La storia della banca

Nell’antica Grecia i cittadini affidavano i propri averi a sacerdoti che li conservavano nei loro templi. Successivamente, per la mancanza di rispetto dei luoghi sacri da parte dei nemici vincitori, si sentì la necessità di trovare alcuni privati cittadini che fungessero da cambiavalute, raccogliessero tasse e tributi per conto della comunità cittadina ed erogassero prestiti. I Greci li denominavano trapeziti, dal termine trapeza, il banco dietro il quale eseguivano la loro attività. Dalla Grecia, la tendenza giunse fino a Roma, dove venivano chiamati gli argentari.

La prima forma di assegno comparve nel Medioevo: i banchieri si offrivano come garanti dei pagamenti, firmando una lettera di credito che permetteva al possessore di ricevere somme di denaro; pertanto mercanti e sovrani, quando viaggiavano, potevano evitare di portare con sé grandi quantità di contanti o beni preziosi.

La banca intesa in senso moderno risale al Rinascimento: il Banco di San Giorgio, nato a Genova nel 1406, gestiva infatti il debito pubblico. La prima banca di emissione fu la Banca d’Inghilterra, costituita nel 1694.

Nell’Ottocento si assiste ad un’espansione e alla nascita di nuovi importanti istituti bancari. In Italia, possiamo ricordare tra le banche pubbliche: la Banca Nazionale Sarda, la Banca di Parma, la Banca delle Quattro Legazioni, la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito.

Il ciclo economico

Il ciclo economico è un fenomeno di fluttuazione mediante il quale l’economia tende a non crescere in modo uniforme ma attraverso delle fasi qualificate dette fluttuazioni cicliche.

Quando l’attività economica declina, si assiste ad una contrazione o recessione. Se quest’ultima è particolarmente incisiva allora viene chiamata depressione. Nel caso di una crescita dell’attività economica, si assiste ad un’espansione o boom. Il picco rappresenta il punto massimo dell’espansione, mentre il cavo o minimo indica il punto più basso della recessione.

Il ciclo economico è quindi formato dall’intera sequenza di declini e riprese compresa tra due picchi o tra due cavi. L’economia passa attraverso quattro fasi, indipendentemente dal punto iniziale di osservazione del ciclo economico: esse comprendono espansione, picco massimo, contrazione, picco minimo.