Altri tipi di rischio

Scopri il rischio azionario, di concentrazione, commodity, di controparte e di liquidità.

Appunti

Impara tutto sul rischio azionario, di concentrazione, commodity, di controparte e di liquidità.

Per accedere a questi contenuti registrati gratuitamente con il bottone qui sotto

Volatilità: 5 consigli per gli investitori

Il rischio azionario

Il rischio azionario è l’eventualità che movimenti nei mercati internazionali, nel mercato domestico, nei titoli del comparto/settore di riferimento, nel singolo titolo o in altri titoli non correlati producano variazioni indesiderate del valore del titolo azionario e ne influenzino il rendimento.

Il rischio azionario può essere suddiviso in due distinte componenti:

  • rischio generico, ovvero la variabilità di un titolo azionario generata dall’an- damento generale del mercato di riferimento;
  • rischio specifico, ovvero la variabilità dovuta a fattori esogeni, connessi alla situazione specifica della società cui si riferisce il titolo.

Il rischio di concentrazione

Il rischio di concentrazione è determinato dalla prevalenza, o dominanza, di un determinato strumento finanziario rispetto al portafoglio complessivo, questo si riduce ed elimina con la diversificazione degli investimenti. La diversificazione su titoli azionari abbatte il rischio specifico.

Un caso virtuoso di diversificazione è quello riportato nei casi di scuola e relativo al periodo 2003, legato a Calpers – Fondo pensione dei dipendenti della pubblica amministrazione californiana, che dichiarava di avere circa 90 milioni USD di bond Parmalat rispetto a 300 miliardi USD di asset, quindi circa il 3 per mille.

Il rischio commodity

Il rischio di commodity è una parte importante del rischio di mercato e deriva dalle fluttuazioni di prezzo delle merci e materie prime a prevalente utilizzo industriale come petrolio, gas, rame, palladio, nickel, oro.

Le tensioni sui prezzi seguite da rialzi generalizzati delle materie prime rappresentano il primo segnale di una possibile ripresa del ciclo economico, ma attenzione allo sviluppo dei volumi dei derivati sulle materie prime, la cui attività spesso interferisce ed incrementa il delta nei prezzi, come si verifica nel caso del petrolio.

Il rischio di controparte

Il rischio di controparte riguarda la possibilità che la controparte di un’operazione non adempia ai propri obblighi contrattuali; di solito è un rischio che riguarda operazioni su derivati non regolamentati, OTC (over the counter).

Non esiste al momento una Cassa di compensazione che si interponga tra i partecipanti ad un contratto, diventando controparte diretta, e neanche un sistema di margini versati da ciascun partecipante a garanzia o copertura di eventuali insolvenze.

Il rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che un titolo non possa essere venduto a un prezzo equo con bassi costi di transazione e in breve tempo e senza perdite significative. Inoltre ricorre anche in presenza di difficoltà di vendita e tempi non rapidi di conversione in moneta legale.

I principali fattori di liquidità presenti sul mercato sono caratterizzati da:

  • ammontare dei titoli in emissione e volume degli scambi sul mercato;
  • ampiezza, la consistenza degli ordini per ogni livello di prezzo. Esprime la dimensione complessiva del book e la capacità di assorbire la mancanza di domanda e offerta;
  • concentrazione degli ordini intorno al prezzo corrente, che permette di assorbire eccessi di domanda e offerta senza incrementi elevati dei prezzi;
  • elasticità, ossia capacità di reagire a eventuali squilibri momentanei tra domanda e offerta, con flussi di ordini di segno opposto che stabilizzano i prezzi;
  • Bid ask spread, il differenziale tra i migliori prezzi in lettera e in denaro e che misura il costo della liquidità. Più basso è, più il titolo è costo della liquidità. Più basso è, più il titolo è liquido, e viceversa.