Comportamenti e mobilità

In questa terza lezione introdurremo il concetto di educazione stradale evidenziando i comportamenti utili da seguire per assicurare a tutti una buona mobilità e presentando proposte e suggerimenti volti a mettere in atto nuovi modi per viaggiare in maniera sostenibile.

Appunti

Uno dei primi passi per vivere concretamente l'educazione civica è rappresentato dal rispetto delle regole che disciplinano la circolazione stradale. Tutti i cittadini sono coinvolti, dal bambino pedone, al ciclista, al neo patentato, all’esperto conducente di auto o moto. La società, ovvero l’insieme delle persone, impone che ci siano delle regole precise alle quali attenersi per evitare il rischio di pericoli.

Nonostante la strada possa diventare luogo di pericoli, è anche fonte di grandi opportunità poiché ci consente di viaggiare al di fuori dal nostro ambiente locale. Tuttavia, anche in queste situazioni siamo esposti a rischi ed è quindi bene conoscere le possibilità a nostra disposizione per coprirci da tali pericoli. Tra queste, vi sono le polizze viaggio.

Inoltre, la strada offre la possibilità di avvicinarci e rispettare l’ambiente attraverso la mobilità sostenibile. In particolare, merita di essere ricordata la mobilità dolce (e-bike, bicicletta e monopattino).

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Educazione stradale: in bicicletta

Sapevi che il primo mezzo simile alla bicicletta (come la concepiamo oggi) si chiamava celerifero e venne inventato in Francia? Sei a conoscenza del fatto che per guidare la bicicletta è obbligatorio il giubbino (o bretelle) ad alta visibilità con fasce rifrangenti per rendersi visibili dopo il tramonto o nelle gallerie? La bicicletta, infatti, è un vero e proprio veicolo, soggetto al Codice della strada come gli altri veicoli circolanti, ed è definita con il termine “velocipede”.

Si pensa che una volta tolti gli stabilizzatori (le rotelle) sia possibile circolare su strada in sicurezza. Il ciclista, in realtà, fa parte della categoria dei cosiddetti “utenti deboli della strada” ovvero quei soggetti che in caso di incidente, subiscono le conseguenze più gravi. Le statistiche, infatti, ci dicono che gli utenti vulnerabili (ciclisti e pedoni) rappresentano in Europa il 29% delle vittime di incidente stradale e in Italia il 25%. Il report "Cycling safety" del 2018, pubblicato dall'International Transport Forum, evidenzia come il nostro Paese sia, a livello europeo, quello con il più alto tasso di mortalità per chilometro pedalato.

Esistono, dunque, diversi accorgimenti da seguire per salvaguardare la propria incolumità:

  • andare dritti senza modificare la traiettoria (il Codice della Strada obbliga il ciclista a mantenere rigorosamente la destra);
  • imparare a rallentare e a frenare per rispettare alcune norme del Codice della Strada (ad esempio fermarsi quando il semaforo è rosso, in presenza di uno stop o di attraversamenti pedonali);
  • segnalare con un braccio alzato la svolta a destra o a sinistra;
  • usare il casco anche se non obbligatorio;
  • mantenere la concentrazione: questo principio è valido per tutti gli utenti della strada ma soprattutto per chi usa la bicicletta (per esempio va assolutamente evitato l’uso del cellulare quando si pedala);
  • non utilizzare le cuffie audio o tutto ciò che può ridurre la percezione dei rumori per sentire i rumori della strada (clacson, sirene ecc.) in modo da prevenire i pericoli;
  • farsi sentire (attraverso l’uso del campanello);
  • vedere e farsi vedere (attraverso una luce o dei catarifrangenti per esempio).

Educazione stradale: a piedi

Nonostante ai pedoni vengano riservati numerosi diritti di precedenza, è necessario seguire alcuni accorgimenti per muoversi in tutta sicurezza.

Mentre camminiamo sul marciapiede o vogliamo attraversare la strada, dimentichiamoci per un secondo dei nostri telefoni e rimaniamo concentrati sulla strada. È scientificamente provato che internet ci rende distratti. Ci assorbe così tanto che dimentichiamo persino le cose che stiamo facendo. 

Se non bastasse il buonsenso a farci comprendere che la prudenza dovrebbe essere la nostra prima consigliera nel momento in cui ci accingiamo ad attraversare una strada percorsa da autoveicoli, si potrebbe far ricorso alla matematica. Bisogna sapere e non dimenticare che un veicolo che marcia a una velocità di 50 km/h, per esempio, per potersi fermare ha bisogno di almeno 15 metri e dunque di un rapporto tra lo spazio e il tempo di frenata proporzionato alla velocità a cui procede. 

Dunque essere presenti a se stessi e prudenti è certamente la prima regola da mettere in atto. 

Educazione stradale: il motorino

Il Codice della Strada prevede che per poter guidare un ciclomotore (se minori di 18 anni e non in possesso della patente A), è necessario aver conseguito la patente AM. Il corso per il conseguimento della patente AM può essere frequentato dai giovani che hanno compiuto 14 anni, presso un’autoscuola autorizzata.

Andiamo ora a scoprire nel dettaglio quali sono le operazioni da compiere per guidare un ciclomotore in tutta sicurezza.

Che cosa devo fare per circolare sicuro a bordo di un ciclomotore?

Prima di partire: 

  1. Indossa il casco e allaccialo correttamente;
  2. Usa guanti in pelle resistente, per ripararti dal freddo e dalle cadute;
  3. Regola gli specchietti retrovisori;
  4. Controlla che vi sia carburante nel serbatoio;
  5. Di sera verifica fari e luci di posizione anteriori e posteriore;
  6. Di sera indossa indumenti chiari, facilmente visibili;
  7. Prova l'efficienza di freni e clacson a motore avviato.

Educazione stradale: consigli generali

Quando ci si mette alla guida di un qualsiasi mezzo motorizzato è necessario prestare molta attenzione e attivare tutti i sensi in perfetta cooperazione. È quindi importante sapere quali fattori possono influenzare il comportamento e l’attenzione del conducente: la vista, l’udito, il sonno, l’alcol e i riflessi intesi nel tempo di reazione.

È curioso sapere che ogni guidatore ha un tempo di reazione variabile da 0,7 a 1,3 secondi: un tempo appena sufficiente, in condizioni normali, a compiere manovre tempestive. È importante, dunque, conoscere le regole del Codice della Strada e le buone norme da rispettare per una guida sicura, come ad esempio, le norme sulla precedenza e sul comportamento. 

Norme sulla precedenza:

  • La norma generale è quella di dare la precedenza a destra, senza dimenticare di accertarsi che questa venga rispettata dagli altri utenti della strada.
  • Vi sono, inoltre, vari casi di precedenza assoluta (es. il suono prolungato del fischietto del vigile, la precedenza ai mezzi di soccorso in caso di emergenza, l’inserimento nel flusso principale della circolazione, la manovra in retromarcia, in caso di inversione di marcia, l'uscita dal garage o dai parcheggi ecc.);
  • Quando si guida un veicolo a due ruote bisogna prestare particolare attenzione nei casi di immissione o di attraversamento. Infatti, queste manovre vanno eseguite dopo aver segnalato le proprie intenzioni e quando si è sicuri di poterle fare in sicurezza.

Norme di comportamento

  • Velocità: è importante conoscere il limite massimo di velocità della strada percorsa e la distanza di sicurezza da adottare. Il limite di velocità massimo per i veicoli sulle strade urbane è di 50 km/h, 90 km/h per le strade extraurbane secondarie, 110 km/h per le strade extraurbane principali, 130 km/h per le autostrade con riduzione a 110 km/h quando piove. 
  • Posizione dei veicoli sulla strada: bisogna circolare il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, si deve impegnare la corsia più a destra in una strada a più corsie e non si deve circolare affiancati ad un altro veicolo.
  • Manovra di sorpasso: la manovra di sorpasso presuppone piena visibilità, condizioni ottimali di velocità e distanza di sicurezza.
  • Distanza di sicurezza: le variabili che determinano l’aumentare della distanza di sicurezza sono: velocità, visibilità, condizioni psicofisiche del conducente, condizioni atmosferiche, condizioni di efficienza del veicolo, carico, pendenza della strada.
  • Cambio di corsia e cambio di direzione: per ogni manovra è obbligatorio l’uso preventivo e tempestivo degli indicatori di direzione (frecce). 

Viaggi e spostamenti

C’è chi viaggia con il treno, chi con la macchina, chi prende l’aereo e chi la moto. Alcuni viaggiano per esigenza, altri per piacere. Vi siete mai chiesti quale mezzo di trasporto sia il più utilizzato per questi tipi di spostamenti. Secondo l'ANSA, l’auto continua a essere il mezzo più amato dagli italiani per i loro spostamenti sia per i viaggi di piacere sia per quelli di lavoro. Nel 2014 è stata utilizzata, infatti, per il 59,8% degli spostamenti effettuati nello Stivale. Al secondo posto della graduatoria dei mezzi di trasporto preferiti dagli italiani si colloca l'aereo (17,7%). Seguono il treno (10,7%), il pullman (4,3%), la nave (3%) e il camper (2,2%). 

Il viaggio, inteso come esperienza fuori dal proprio ambiente locale, è un fattore che accomuna gran parte di noi ed è per molti un momento di relax o opportunità di scoperta ed è per questo che bisogna stare ancora più attenti. Proprio mentre abbassiamo le nostre difese, rischiamo di essere più esposti ai rischi.

Per non avere brutte sorprese, prima di partire bisogna valutare se stipulare una polizza viaggio e verificare nelle condizioni contrattuali gli eventi coperti e quelli esclusi: i disastri naturali ad esempio potrebbero non essere inclusi nelle coperture. Esistono anche le instant insurance, attivabili via smartphone o tablet nel momento in cui ne hai bisogno, anche per un breve periodo di tempo e con costi contenuti.

Ricorda però che tutte le assicurazioni, ad eccezione delle instant insurance, hanno efficacia dalle ore 24 del giorno del pagamento del premio. Immagina di voler organizzare un viaggio e di poter scegliere quale polizza fare, saresti in grado di elencarne alcune?

Ecco qualche esempio:

  • Polizza r.c. auto: in generale prevede la “guida libera” (il mezzo può essere guidato da chiunque). Quando si noleggia un auto, di solito viene richiesto di specificare se alla guida ci saranno uno o più conducenti (comportando un aumento del costo della polizza);
  • Assicurazione contro gli infortuni: consente di ristorare il danno economico conseguente a una lesione alla persona, determinato da una causa fortuita, violenta ed esterna, che determina un’invalidità (temporanea o permanente) o la morte;
  • Polizza annullamento viaggio: rimborsa le spese in caso di annullamento del viaggio.

È comunque consigliabile leggere sempre con attenzione i termini del contratto per verificare che il rischio che si vuole garantire rientri effettivamente in copertura.

“Nuova” mobilità sostenibile

La mobilità sostenibile è una modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati. Tra i tanti vantaggi della mobilità sostenibile troviamo la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, la riduzione del traffico e il miglioramento dell’aspetto e della qualità delle aree urbane.
Un esempio di mobilità sostenibile è la mobilità dolce, ovvero l’insieme di E-bike e monopattini elettrici, uniti alle biciclette tradizionali.

L’evoluzione tecnologica e l’aumentata sensibilità per l’ambiente e la sostenibilità rendono sempre più necessario un nuovo modo di muoversi basato sull’uso di veicoli meno inquinanti. In quest’ottica i veicoli elettrici rispondono alle nuove esigenze di rapidità negli spostamenti e semplicità di utilizzo.

Andiamo ora ad analizzare questi veicoli nello specifico:

  • La popolarità della bicicletta è il frutto della maggiore consapevolezza del suo ruolo di sostegno a stili di vita corretti e della maggiore sensibilità verso i temi della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente che la rendono il mezzo ecosostenibile per eccellenza, simbolo indiscusso della mobilità dolce.
  • L’e-bike rientra nella categoria dei velocipedi (così il nostro Codice della Strada chiama la bicicletta) e il suo utilizzo è disciplinato da diversi articoli del Codice della Strada. Pertanto deve rispettare tutte le regole previste per le biciclette tradizionali.
  • L’e-bike a pedalata non assistita, che si muove senza pedalare usando un acceleratore, è invece assimilata ai ciclomotori e risponde quindi alle regole per i veicoli a motore (immatricolazione, targa, assicurazione, patente, casco obbligatorio). 
  • Il monopattino elettrico è un veicolo a due ruote in cui il motore elettrico fornisce, tramite le batterie, la forza per il movimento. Per regolare la velocità si usa l’acceleratore, posizionato sul manubrio, che può essere o un’impugnatura o una leva.

Per quanto riguarda i velocipedi, la legge ad oggi non prevede nessun obbligo di assicurazione r.c. auto, anche se sono state presentate al Legislatore varie proposte di regolamentazione per questi veicoli leggeri in maniera simile ai mezzi motorizzati. Il fatto di non essere obbligati ad assicurarci, qualora procurassimo un danno a qualcuno o a qualcosa mentre usiamo il nostro mezzo, non ci esclude però dalla responsabilità in caso di danni a terzi. La responsabilità per gli eventuali danni in caso di sinistro, ovvero di un incidente, ricade interamente sui conducenti dei veicoli coinvolti, a meno che gli stessi non si siano assicurati in via volontaria, stipulando una copertura facoltativa contro la responsabilità civile generale per danni a terzi.

È per questo che è molto importante dotarsi di una opportuna polizza assicurativa, quando si usa una bicicletta, e-bike o un monopattino. Così, nell’approccio a questi nuovi mezzi, diventa importante non solo un’adeguata educazione stradale, ma soprattutto la consapevolezza che guidare un mezzo a due ruote elettricovuol dire sempre e comunque circolare nel traffico e doverne rispettare le regole.

Sondaggio "Conosci il rischio?"

dati al 12.11.2021

Nell'infografica troverai i risultati del sondaggio "Conosci il rischio".

Continua a partecipare e rispondere al sondaggio sui temi del rischio e della prevenzione a questo link https://forms.gle/8K6nE862GbhDbSV47