L'analisi logica del predicato

Impara a distinguere predicato verbale e predicato nominale anche nei casi più particolari.

Fare l'analisi logica del predicato sarà un gioco da ragazzi!

Appunti

Il predicato è l'elemento più importante all'interno della frase, l'unico che non può mai mancare.

Si distingue in:

  • predicato verbale: è composto dal solo verbo e ci dice cosa fa il soggetto (Veronica ride);
  • predicato nominale: è composto da copula e nome del predicato e ci dice chi è o com'è il soggetto (Veronica è una mia amica - Veronica è allegra).

Impara a distinguere predicato verbale e nominale, facendo attenzione ai mille usi del verbo essere, ai verbi copulativi e al ruolo dei verbi ausiliari, servili e fraseologici.

PREDICATO VERBALEPREDICATO NOMINALE

Il gatto dorme.

Elisa è a casa.

Giulia è arrivata.

Stefania è un'insegnante.

Il palazzo è alto.

Michele sembra stanco.

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Il predicato nominale: essere e i verbi copulativi

Il predicato nominale è formato da copula e nome del predicato.

Nella maggior parte dei casi il verbo essere è copula, come negli esempi seguenti: "Pietro è un medico", "Giovanni è alto", "Chiara e Giulia sono sorelle"...

Ci sono però alcuni verbi, come sembrare, diventare e rimanere, che possono prendere il posto di essere nel predicato nominale e perciò si chiamano verbi copulativi. Ecco qualche esempio: “Chiara sembra soddisfatta”, “Il bruco diventerà una farfalla”, "Claudio è rimasto sorpreso"...

Il predicato verbale: usi particolari del verbo essere

Il predicato verbale è il verbo che ci dice cosa fa il soggetto. 

Esempi: Mio fratello ascolta la musica. Elena gioca a pallamano. La palla rotola sulla strada.

In alcuni casi particolari anche il verbo essere può fungere da predicato verbale. Ciò avviene quando assume il significato di:

  • stare o trovarsi (Luca è a scuola);
  • appartenere a (La penna è di Valeria);
  • essere fatto di (Il bicchiere è di vetro);
  • esistere (Ci sono persone che sanno sempre sorprenderci).

Sono questi gli unici casi in cui il verbo essere è in grado di reggere autonomamente la frase, senza bisogno di un aggettivo o di un nome che lo seguono per completarne il significato.

Il predicato con i verbi ausiliari, servili e fraseologici

Come dobbiamo comportarci nell'analisi logica di frasi in cui il verbo non è semplice, ma composto con verbi ausiliari, servili o fraseologici?

Questi formano, insieme al verbo principale, un unico predicato verbale, come vedi negli esempi seguenti:

  • "Giovanni è partito". Attento a non confondere l'ausiliare essere con la copula del predicato nominale! "È partito" è il passato prossimo del verbo partire e va analizzato come predicato verbale.
  • "Ho incontrato Andrea". Il predicato verbale, anche in questo caso, è il passato prossimo formato dall'ausiliare avere seguito dal participio passato del verbo incontrare.
  • "Maria non vuole sentire ragioni". Il predicato verbale è "vuole sentire" con il verbo volere servile rispetto a sentire.
  • "Edoardo non può venire con noi". Il verbo servile potere forma un unico predicato verbale insieme all'infinito venire che lo segue.
  • "Claudio deve consegnare la tesi entro domani". "Deve consegnare" è il predicato verbale della frase.
  • "Il sole sta per tramontare". Il predicato verbale è "sta per tramontare" con il verbo fraseologico stare per che forma un tutt'uno con l'infinito che lo segue.