La punteggiatura

A cosa serve la punteggiatura?

Quando parliamo facciamo delle pause, più o meno lunghe, ma è importante capire come indicarle anche nello scritto. Scopri in questa lezione i principali segni di interpunzione della lingua italiana e impara a usarli correttamente.

Appunti

Punto, virgola, due punti e punto e virgola. E ancora punto interrogativo, esclamativo e puntini di sospensione. Cosa sono e quando si usano?

Impara a usare correttamente la punteggiatura per dividere le frasi e dare loro la corretta intonazione.

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Prerequisiti per imparare la punteggiatura

Per imparare a usare la punteggiatura è necessario conoscere i tipi di frase.

Il punto

Il punto, detto anche punto fermo, indica la pausa più lunga tra una frase e l’altra. La parola che lo segue deve avere l’iniziale maiuscola.

Esempio: A Milano oggi c'è la nebbia. In montagna invece c'è il sole.

La virgola

La virgola è il segno usato per indicare una pausa brevissima, che si sente appena nella lettura. Il suo nome deriva dal latino e significa “bastoncino”, da cui la forma caratteristica della virgola.

Si usa anche per dividere le parole di un elenco (ho invitato Andrea, Elisa, Anna, Paolo …) e per delimitare all’inizio e alla fine gli incisi, quelle frasi cioè che non sono fondamentali per la completezza del discorso ma aggiungono delle informazioni accessorie.

Va messa anche tra il nome della persona a cui ci stiamo rivolgendo direttamente (vocativo) e il resto della frase: così si evitano spiacevoli fraintendimenti del tipo “Vado a mangiare Luca” dove Luca, se ci dimentichiamo di mettere la virgola prima del nome, finisce per essere l’oggetto del nostro pranzo invece del destinatario della nostra affermazione!

C’è però un posto in cui non devi mai mettere la virgola e cioè tra soggetto e predicato!

Esempio: Amo il tennis, il mio mito è Roger Federer.

Il punto e virgola e i due punti

Il punto e virgola indica una pausa intermedia tra il punto e la virgola e si usa di solito per separare due frasi già piuttosto lunghe che condividono lo stesso argomento.

Esempio: Il maestro Stefano è davvero bravo, trova sempre il modo giusto per coinvolgere i suoi alunni; oggi, per esempio, li ha portati in giardino per fare lezione di scienze.

Anche i due punti indicano una pausa di durata intermedia tra la virgola e il punto. Si usano principalmente per introdurre una frase che serve da chiarimento e spiegazione della frase precedente. Spesso inoltre precedono gli elenchi numerati e sono il segnale distintivo del discorso diretto (La mamma ha detto: “Sveglia, è ora di alzarsi!”).

Esempio: Ho deciso di iniziare un corso di nuoto: è uno sport davvero bello con tantissimi benefici.

Il punto esclamativo e il punto interrogativo

Il punto esclamativo serve a dare un’intonazione particolare alla frase che lo precede: segue un’esclamazione, un ordine o in generale una frase pronunciata con forza e vuole dopo di sé la lettera maiuscola.

Esempio: Che bella giornata!

Il punto interrogativo o punto di domanda è il tipico segno a uncino che serve nello scritto a indicare il tono della domanda. Come per il punto, la lettera successiva deve essere maiuscola.

Esempio: Oggi pomeriggio ci vediamo al parco?

I puntini di sospensione

E cosa sono quei tre puntini che trovi a volte in fondo alla frase? Come dice il nome si usano quando vuoi lasciare in sospeso una frase e corrispondono a una pausa breve nel parlato.

Un esempio? Quando la mamma è un po’ arrabbiata perché hai combinato qualche pasticcio forse le sarà capitato di dirti “Lasciamo perdere…”. Ecco, questa frase lasciata incompleta è un ottimo esempio di utilizzo dei puntini di sospensione!

Video sulla storia del punto di domanda

Chi ha inventato il punto di domanda?

Sembra proprio che siano stati i monaci che nel Medioevo hanno copiato e ricopiato tantissimi testi antichi facendoli arrivare fino ai giorni nostri.

Quando dovevano scrivere una frase interrogativa aggiungevano in fondo la sigla qo per far capire che si trattava di una domanda. Qo è infatti l’abbreviazione della parola latina quaestio, che significa proprio domanda.

Col passare del tempo hanno iniziato a scrivere la Q e la O sovrapposte e stilizzate: così la Q si è man mano trasformata in una specie di ricciolo e la O in un punto, dando origine al nostro caro punto interrogativo.