L’accento

L’accento è il tratto che permette di mettere in rilievo una sillaba di una parola rispetto alle altre. Scopri come classificare le parole a seconda della posizione dell’accento e impara qualche trucchetto per i monosillabi.

Appunti

Scopri in questa lezione la funzione dell’accento. Imparerai cosa sono le parole tronche, piane e sdrucciole e scoprirai che alcuni monosillabi vogliono l’accento e altri no.

Gioca con l’accento e ricordati che in italiano può avere funzione distintiva tra due parole per il resto identiche: pesco e pescò, passero e passerò, prìncipi e princìpi, àncora e ancòra e persino càpitano, capitàno e capitanò.

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Prerequisiti per imparare l'accento

Per imparare a usare l'accento correttamente è necessario saper riconoscere le sillabe all'interno delle parole.

A cosa serve l’accento?

Tutte le parole hanno una sillaba che si pronuncia con maggiore intensità, quella su cui cade l’accento tonico. Le altre sillabe sono dette atone perché si pronunciano con intensità minore.

L’accento tonico, tuttavia, non sempre viene scritto materialmente sopra la vocale da pronunciare con maggiore forza, ma ci sono casi in cui è impossibile farne a meno.

La classificazione delle parole in base all’accento

Sulle parole di una sola sillaba (monosillabi) l’accento cade per forza su questa, ma può essere scritto oppure no: me e re non lo vogliono, mentre più e giù non possono farne a meno.

Le parole con più sillabe invece possono essere di diverso tipo a seconda della sillaba accentata:

  • tronche: se l’accento cade sull’ultima sillaba e va sempre scritto (città)
  • piane: se l’accento cade sulla penultima sillaba (gioco)
  • sdrucciole: se l’accento cade sulla terzultima sillaba (bambola)
  • bisdrucciole: se l’accento cade sulla quartultima sillaba (telefonami)
  • trisdrucciole: sono rarissime le parole in cui l’accento cade sulla quintultima sillaba (recitamela).

Qua e là

Quali monosillabi vogliono l'accento e quali no?

Ecco una bella filastrocca per imparare a mettere gli accenti al posto giusto su alcuni monosillabi:

Su qui e su qua l’accento non va,
su lì e su là l’accento ci va!
Su me e su te l’accento non c’è,
e non lo vuol su, ma lo vogliono più e giù!

Sono accentati i monosillabi che contengono un dittongo (giù, più, ciò) e quelli che, senza accento, hanno un significato diverso (là, lì, né, sì…).

E o è?

Ecco un bel caso in cui l’accento serve a distinguere due parole!

La E senza accento è una congiunzione (Andrea e Marco sono fratelli), mentre la È accentata è la terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo essere (Giorgia è allegra). 

La E congiunzione può unire due nomi come nell’esempio sopra, ma anche due qualità (il mare è azzurro e calmo), due verbi (Elisa osserva e disegna) e due frasi (il topo scappa e il gatto lo insegue).

È come voce verbale può indicare una qualità del soggetto come nell’esempio “Giorgia è allegra”, ma anche la sua natura (il Po è un fiume); si usa È anche per dire che una cosa si trova in un determinato posto (la penna è sul banco) e come verbo ausiliare che aiuta altri verbi a comporre alcune forme (la mamma è uscita).

Cos'è la rima

Quando due parole sono in rima? Non basta dire che devono finire con lo stesso suono, ma bisogna aggiungere che l’identità di suono deve partire dalla vocale accentata in poi.

È il caso di mondo e tondo che infatti compaiono in una famosa filastrocca che sicuramente avrai canticchiato anche tu:

Giro giro tondo, casca il mondo,

casca la terra, tutti giù per terra!

Il memory dell'accento

Abbiamo studiato che l’accento può avere funzione distintiva tra due parole per il resto identiche. Per memorizzare meglio questa caratteristica dell’accento, perché non fare una bella partita a memory?

I due elementi della coppia da abbinare, però, invece di essere del tutto identici, si distingueranno per la diversa posizione dell’accento: ogni giocatore, una volta trovata la coppia giusta, dovrà anche completare le frasi sulla scheda mettendo i due termini al posto giusto, per dimostrare di averne compreso la differenza di significato.

Scaricate la scheda qui:

Stampatela e ritagliate le tessere.

Ora disponete le tessere a faccia in giù in ordine casuale e… che il divertimento abbia inizio! Quando un giocatore troverà le due parole distinte soltanto dalla posizione dell’accento dovrà scegliere come utilizzarle all’interno delle frasi: se risponderà correttamente potrà togliere le due tessere dal piano di gioco e continuare a cercare nuove coppie; se sbaglierà, invece, passerà la mano all’avversario.