Ripasso dell'indicativo

Fai un bel ripasso dell'indicativo, il modo che usiamo più di frequente nelle nostre frasi. Ripassa i suoi otto tempi e allenati a formarli correttamente per tutti i verbi regolari e irregolari delle tre coniugazioni.

Appunti

Dubbi sulla coniugazione e sugli usi dell'indicativo? Corri ai ripari con un po' di allenamento sul modo finito più usato dell'italiano.

Ripassa i quattro tempi semplici ed esercitati a formare i quattro composti scegliendo l'ausiliare giusto. Segui il modello dei verbi regolari della I, della II e della III coniugazione e allenati anche sulle forme irregolari.

In questa lezione potrai ripassare anche la differenza tra forma attiva e passiva con tanti esercizi per arrivare "al top della forma" alla prossima verifica di grammatica! 

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Prerequisiti per ripassare il modo indicativo

Per un ripasso del modo indicativo è necessario ricordare: 

Indicativo, il modo della realtà

L'indicativo è il modo della realtà perché si usa per parlare di situazioni certe e reali, non soggette a dubbi, desideri e condizionamenti esterni.

È uno dei quattro modi finiti dell'italiano, insieme al congiuntivo, al condizionale e all'imperativo. Per questo quando fai l'analisi grammaticale devi ricordarti di indicare, oltre al tempo, anche la persona che può essere singolare o plurale.

Gli otto tempi dell'indicativo

L'indicativo è il modo verbale con più tempi da ricordare.

Quattro sono semplici, ciascuno con la sua funzione e la sua collocazione sulla linea del tempo: presente, imperfetto, passato remoto e futuro semplice.

Ognuno di questi tempi semplici ha un corrispettivo composto, che si forma coniugando l'ausiliare al tempo semplice corrispondente e aggiungendo il participio passato del verbo.  

Esempi: parlo -> ho parlato; credevo -> avevo creduto; partii -> fui partito; sarò -> sarò stato...

Il meccanismo è semplice, l'importante è scegliere l'ausiliare giusto e anche il passato prossimo, il trapassato prossimo, il trapassato remoto e il futuro anteriore non potranno più spaventarti!

L'indicativo dei verbi regolari e irregolari

Cosa distingue i verbi regolari da quelli irregolari?

I verbi regolari conservano la stessa radice in tutta la coniugazione e le loro desinenze seguono uno schema fisso a seconda di coniugazione, modo, tempo e persona.

I verbi irregolari, invece, non seguono un modello prestabilito, ma cambiano spesso la radice e/o la desinenza in modo imprevedibile. Per impararli, quindi, non ti resta che allenarti e fare tanto esercizio per memorizzare tutte le voci più particolari. Alcuni verbi sono irregolari in tutta la coniugazione, altri solo in alcuni tempi e persone e spesso le forme più dispettose si trovano proprio nell'indicativo, in particolare nel tanto temuto passato remoto.

La forma passiva dell'indicativo

Come si coniuga l'indicativo passivo?

Studiando l'indicativo delle tre coniugazioni, hai imparato a conoscerne la forma attiva

Come sai, però, i verbi possono avere anche diatesi passiva. Per ottenere la coniugazione passiva di un verbo bisogna:

  • coniugare l'ausiliare essere al modo e al tempo del verbo attivo da trasformare;
  • aggiungere il participio passato del verbo attivo da trasformare.

Esempi: mangia -> è mangiato; vendeva -> era venduto; sentì -> fu sentito

Come puoi notare dagli esempi, solo i verbi transitivi possono avere la forma passiva. Studia l'indicativo passivo delle tre coniugazioni nella scheda a lato.

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