I Disturbi Specifici di Apprendimento ed il diritto all’istruzione in Italia

13 Dec 2016

disturbi specifici

Conosci i diritti riservati agli studenti che presentano Disturbi Specifici di Apprendimento e le leggi che li determinano?

In Italia la legge 170 del 2010 ha segnato un punto di svolta nel mondo del diritto all’istruzione.

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

I DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento – sono disturbi del neurosviluppo che colpiscono la capacità di lettura, scrittura e di fare calcoli e si suddividono in:

  • DISLESSIA: È il disturbo specifico della lettura
  • DISORTOGRAFIA: È il disturbo specifico della scrittura
  • DISGRAFIA: È il disturbo specifico della grafia
  • DISCALCULIA: È il disturbo specifico riguardo l’abilità di calcolo

I DSA non sono una malattia ma dei disturbi su abilità specifiche nell’ambito dell’apprendimento. Un bambino con DSA non è un bambino che non vuole imparare o che non si impegna abbastanza. Bambini e ragazzi (e anche adulti) con DSA hanno un’intelligenza nella norma, se non superiore alla media, e tanta voglia di imparare quanto quella di tutti gli altri. 

In Italia si stima che in ogni classe ci sia almeno un ragazzo con uno dei disturbi indicati. Molto spesso gli insegnanti non capiscono la situazione, perciò considerano i loro alunni semplicemente svogliati. Oppure nel caso il bambino manifesti una grande intelligenza, viene accusato di non applicarsi abbastanza.

Come avvalersi dei diritti degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento?

La legge garantisce e determina i diritti degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Per avvalersi di questi diritti è necessario innanzitutto avere una certificazione ottenuta tramite una diagnosi.

Questa diagnosi deve essere fatta in strutture riconosciute (pubbliche o private) da un team di specialisti (tra cui un neuropsichiatra, uno psicologo e un logopedista). Prevede diversi test standardizzati che permettono un quadro completo e specifico di ogni caso.

Anche se alcuni segnali possono essere già colti in età prescolare (a volte anche solo la difficoltà nell’imparare ad allacciarsi le scarpe può essere un’indicazione!), è solo dalla fine della seconda elementare (per dislessia, disgrafia e disortografia) e dalla fine della terza elementare (per la discalculia) che è possibile fare una diagnosi.

È proprio nella diagnosi che sono suggeriti strumenti compensativi e misure dispensative specifici. Poi a scuola si redige un PdP ovvero un Piano didattico Personalizzato basato sulla diagnosi. Sarà concordato tra insegnanti e genitori (e studente), dove vengono descritti, materia per materia, gli obiettivi didattici minimi e tutte le misure e gli strumenti necessari.

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