DSA. Che cosa significa?

16 Dec 2019

DSA. Che cosa significa?

DSA. Che cosa significa? DSA è una sigla che significa Disturbi Specifici dell’Apprendimento: sono disturbi del neurosviluppo che non sono causati né da scarsa intelligenza, né da problemi ambientali o psicologici. Non si tratta di patologie, ma di particolari modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo, che possono costituire un ostacolo nella vita scolastica, in particolare in caso di didattica tradizionale.

DSA. Che cosa significa? Differenza tra difficoltà e disturbi dell’apprendimento

Le difficoltà di apprendimento sono problematiche di vario tipo, scolastiche e familiari, che ostacolano o rallentano il processo di apprendimento. I disturbi di apprendimento, invece, sono di natura congenita e si manifestano in età scolare, quando i bambini sono posti di fronte a tante novità come leggere, scrivere, contare.

È possibile individuare i DSA con una diagnosi alla fine della seconda elementare, nel caso in cui il bambino presenti particolari difficoltà nella lettura, nella scrittura e nel calcolo.

I bambini con DSA vengono spesso etichettati come svogliati, che non si applicano: si stancano più velocemente, si distraggono più facilmente, commettono spesso errori e per questo si sentono costantemente criticati e messi in difficoltà. 

DSA. Che cosa significa? Le tipologie di Disturbi Specifici di Apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento che si presentano possono essere di diverso tipo:

  • dislessia: difficoltà nel decodificare un testo. La difficoltà dei dislessici dipende dal fatto che le singole operazioni mentali necessarie per leggere non vengono compiute in modo automatico e fluente. La decodifica delle lettere, delle sillabe e delle parole e l’associazione dei grafemi ai suoni corrispondenti comportano quindi una maggiore fatica.
  • disortografia: difficoltà nello scrivere in modo ortograficamente corretto. La disortografia è la difficoltà di tradurre i suoni in simboli grafici, passando dal linguaggio orale al linguaggio scritto.
  • disgrafia: difficoltà nell’abilità motoria della scrittura. I disgrafici scrivono in modo frammentato e disorganizzato, talvolta illeggibile anche per lo scrivente stesso. 
  • discalculia: difficoltà nel comprendere e operare con i numeri. La difficoltà nel fare i calcoli e nel memorizzare le procedure matematiche poggia su una più generale difficoltà che riguarda il ragionare con i numeri. I discalculici, infatti, faticano ad attribuire ai simboli il valore corretto.

Qui trovate altre informazioni sul tema DSA a scuola.

Nelle scuole italiane, quasi 3 alunni su 100 hanno un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (il 2,9% degli studenti – dati MIUR Aprile 2018). Negli ultimi anni le diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento sono notevolmente aumentate: dal 2010 (data in cui è stata emanata la legge 170) a oggi l’incidenza è quadruplicata.

Anche se viene fatta la diagnosi, i Disturbi Specifici di Apprendimento non sono delle malattie e non esiste una cura, ma esistono delle strategie che permettono di apprendere. Ognuno deve riuscire a individuare e applicare la propria. Lo studente deve riuscire a diventare autonomo, imparare a conoscere se stesso. 

L’attenzione verso questi e altri “disturbi” o “bisogni speciali” è diventata doverosa e vede molti soggetti impegnati nel proporre strumenti e contenuti adeguati. Redooc ha raccolto questa sfida come un’occasione preziosa. Ognuno ha il proprio modo di apprendere, di elaborare, di imparare. Non ci sono modi migliori e modi peggiori.  Per questo il nostro motto è Siamo tutti BES-Bisogni Educativi Speciali“.

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