Normativa DSA: cosa dice la legge di riferimento

18 dic 2019

normativa dsa

La Legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” è la legge di riferimento per tutti gli studenti con una diagnosi di DSA, dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia.

La normativa DSA di riferimento è la Legge 170 del 2010. L’articolo 5 si occupa delle misure educative e didattiche di supporto e dice che “gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari”. L’obiettivo è una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto delle caratteristiche e dei punti di forza dei singoli.

Le Linee guida per il diritto allo studio degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, pubblicate nel 2011 a completamento della Legge 170/2010, distinguono con precisione i due concetti di apprendimento individualizzato e personalizzato.

  • La didattica individualizzata comprende tutte le attività di recupero individuale, in classe o in momenti definiti, che servono allo studente per potenziare delle abilità e acquisire o migliorare le sue competenze.
  • La didattica personalizzata si concentra sulle strategie didattiche che servono allo studente per esprimere le sue potenzialità.

Piano Didattico Personalizzato: strumenti compensativi e dispensativi

Gli insegnanti devono consentire a tutti studenti di sfruttare al meglio le risorse disponibili. La normativa DSA, perciò, prevede la predisposizione di un PDP (Piano Didattico Personalizzato) per ciascun ragazzo con DSA. Il PDP tiene conto delle modalità di apprendimento del singolo studente e deve essere condiviso con la famiglia, che conosce le sue difficoltà quotidiane. 

Il PDP prevede:

  • una didattica personalizzata e flessibile;
  • l’utilizzo di strumenti compensativi, mezzi di apprendimento alternativi e tecnologie informatiche;
  • misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
  • ritmi graduali di apprendimento per le diverse materie, in particolare le lingue straniere.

Non esiste infatti un unico metodo né ci sono degli strumenti universali adatti a tutti gli studenti con DSA, ma si possono elaborare diverse strategie.

Gli strumenti compensativi previsti dalla normativa DSA

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria, senza peraltro facilitare il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti, tuttavia, non è immediato e i docenti, anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto, avranno cura di sostenerne l’uso da parte di studenti con DSA. 

Sono strumenti compensativi:

  • la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • il registratore, che consente all’alunno di non scrivere gli appunti della lezione;
  • i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi senza l’affaticamento della rilettura e della correzione degli errori;
  • la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
  • altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, ecc.

Le misure dispensative previste dalla normativa DSA

Le misure dispensative sono interventi che consentono allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. L’adozione delle misure dispensative dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione. Sono misure dispensative:

  • evitare la lettura ad alta voce;
  • evitare l’uso del corsivo o dello stampato minuscolo;
  • non prendere appunti scritti a mano, copiare dalla lavagna o scrivere a mano sotto dettatura;
  • non eseguire prove a tempo o avere a disposizione più tempo per eseguire una prova;
  • poter svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto
  • sostenere solo interrogazioni programmate, in forma orale oppure verifiche in formato digitale. 

Per un bambino a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento, il successo scolastico significa raggiungere gli stessi risultati degli altri. Il percorso, però, deve essere personalizzato. Ogni alunno è diverso e quindi va aiutato in modalità diverse.

Conoscere le misure previste dalla normativa DSA, perciò, è fondamentale e permette di adottare di volta in volta la condotta più opportuna.

 

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