Il gioco della paghetta

13 Feb 2017

gioco della paghetta

Il gioco della paghetta per giocare con i figli alla matematica 
La matematica quotidiana serve tutti i giorni, anche a giocare con i propri figli… per imparare a “fare” (per esempio i conti della spesa, …) e a far crescere il loro senso di responsabilità, sul valore delle cose, delle proprie azioni e anche dei soldi.

Ma come aiutarli a capire che la matematica che studiano a scuola serve davvero nella vita quotidiana? Provate il Gioco della paghetta!

Ecco dove ascoltare il post pubblicato su La27Ora.

La spesa: addizioni e sottrazioni 

Addizioni e sottrazioni sono le prime operazioni che si imparano a scuola. Sembrano operazioni inutili, invece sono operazioni elementari che ripetiamo tutti i giorni in contesti diversi. Fare i conti è la prima attività che si può sperimentare andando a fare la spesa.

Fare i conti della spesa è un gioco quotidiano, un’opportunità di allenamento sempre a disposizione. Io ho iniziato ad appassionarmi a questo gioco grazie ai miei nonni, che avevano un bel negozio di merceria in campagna, dove d’estate – avevo 8-9 anni – li aiutavo: misuravo tessuti, pesavo la lana, contavo bottoni e traducevo tutto in prezzi. Li aiutavo a fare tutti i conti e a dare i resti (non c’era il registratore di cassa all’epoca, ma neppure la calcolatrice). Mi avevano anche insegnato un trucco per calcolare gli sconti: vicino al prezzo in cifre c’era scritto un prezzo in lettere che era il costo di acquisto della merce e mi avevano dato delle regole semplici per definire uno sconto ragionevole.

Per ripassare guardate queste lezioni di ripasso operazioni.

All’epoca i compiti delle vacanze delle elementari erano opzionali, ma ho davvero imparato tanto in quei pomeriggi, anche perché venivo pagata con un cono gelato per merenda! E questo mi porta alla famosa paghetta.

Il gioco della paghetta

Il senso di responsabilità sul valore delle azioni e dei soldi ha molto a che fare con la matematica quotidiana. Per crescerlo ci sono 2 trucchi formidabili: la conversione dei prezzi in “gelati equivalenti” e la “tabella dei lavoretti”.

Il “gelato equivalente” è una misura escogitata da mio marito, che usiamo d’abitudine da qualche anno, da quando i nostri figli (ora 8 e 11 anni) ci chiedono qualcosa con insopportabile insistenza … per evitare lunghe discussioni inutili. Il prezzo dell’oggetto del desiderio (es. 10 euro) viene convertito in gelati (costo unitario 2 euro), quindi la domanda è: “sei disposto a rinunciare a 5 gelati pur di avere un astuccio nuovo?”. Inoltre, dato che in inverno il gelato si mangia solo la domenica e in estate tutti i giorni, in questo modo i bambini hanno una dimostrazione pratica anche del valore del tempo, non solo del valore delle cose.

Da mia madre, invece, ho ereditato l’idea della “tabella dei lavoretti”: il prezziario dei lavori di casa (apparecchiare, sparecchiare, passare l’aspirapolvere, buttare l’immondizia, fare il letto, pulire il bagno,…). Quanto tempo e quanta fatica assorbono ogni lavoretto? Qual è il loro prezzo e il loro valore?

In questo modo i bambini sperimentano il valore vero dei soldi, a partire dal valore delle cose e delle azioni e sviluppano un profondo senso di responsabilità!

I bambini devono guadagnarsi la paghetta, prima di utilizzarla, e per guadagnarsela devono utilizzare anche un po’ di matematica quotidiana!

Se avete bisogno di ripassare, per fortuna c’è Redooc!

PS: Giocare è il modo migliore per imparare, a tutte le età. Impariamo giocando, sperimentando,… cosa c’è di meglio di provare, sbagliare, capire e accettare gli errori, riprovare, … riuscire, capire! La matematica quotidiana è concreta, fa provare, capire, imparare davvero.

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