Come aiutare i propri figli a studiare? – SOS genitori

5 Dec 2016

aiutare i propri figli

Come aiutare i propri figli a studiare?

È risaputo che alla maggior parte dei ragazzi non piace studiare. Perché? Studiare richiede molto sforzo e sacrificio. Spesso i ragazzi posticipano i propri interessi per svolgere in tempo i compiti o per prepararsi in vista di una verifica. Da qui la scarsa motivazione. Cosa possono fare i genitori?

E se il problema è la matematica? Per fortuna c’è Redooc, con le video lezioni e gli esercizi interattivi tutti spiegati.

Aiutare i propri figli a studiare: consigli per genitori in difficoltà

Ecco alcuni consigli per aiutare i propri figli nello studio.

  1. Scegliete un ambiente tranquillo. I ragazzi studieranno meglio in una stanza priva di rumori e distrazioni.
  2. Fateli dormire a sufficienza.  Concedete ai propri figli almeno 8 ore di sonno. Altrimenti il rischio è quello di un affaticamento controproducente.
  3. Fate fare loro delle pause. È giusto che i ragazzi facciano delle piccole pause ogni ora. Si produce molto di più in 60 minuti che non in due ore di ‘full imersion’.
  4. Suggerite loro di studiare la mattina o il tardo pomeriggio. Ci sono dei momenti della giornata in cui si rende di più e altri di meno. Dopo pranzo, per esempio, il corpo è impegnato nella digestione e la stanchezza che ne deriva compromette le capacità di concentrazione.
  5. Non fate mai i compiti al posto loro. Mai sostituirsi ai figli in difficoltà. Le loro richieste di aiuto devono essere sincere e non mosse dalla pigrizia. Se mio figlio deve risolvere un problema di matematica simile a quello del giorno prima, saprà risolverlo ancora. Basta il ragionamento. Spingete i ragazzi a usufruire da soli delle proprie capacità intellettive. Così facendo, una volta raggiunto il risultato, saranno soddisfatti di se stessi. L’autostima aumenterà e così pure la motivazione.
  6. Ricompensateli per il loro impegno. Promettete ai figli un cellulare nuovo o il concerto del loro cantante preferito non solo quando ottengono voti alti. Così facendo la valutazione sarà l’unico motivo che avranno per andare a scuola. In più questo potrebbe anche accrescere una certa competitività con i compagni di classe. Bisogna riconoscere ai figli l’impegno nello studio indipendentemente dal risultato. Per esempio gli appunti sono sempre ordinati? Rinunciano a un’uscita perché devono prepararsi a un’interrogazione? Questo deve essere motivo di ricompensa.

E se il problema è la matematica?

Se vostro figlio semplicemente non vuole studiare matematica la soluzione è semplice: rendetegliela super facile e divertente con Redooc!

Argomenti spiegati in modo semplice ed intuitivo, esercizi svolti e test per mettersi alla prova. Tutto questo con Redooc, disponibile anche sugli smartphone e scaricabile qui per Android e iOS.

Da oggi i genitori che vogliono aiutare i figli in matematica possono registrarsi sulla piattaforma Redooc dedicata alle Scuole Medie e attivare un’utenza per ogni figlio/figlia, minore di 13 anni. Redooc può essere utilizzato su PC, Tablet o smartphone.

In questo modo, il genitore attraverso una sola registrazione alla piattaforma, può attivare più utenze, la propria e una per figlia/o:

  • la propria utenza personale, che è una “super utenza”, dove il genitore può allenarsi e ripassare con Redooc, ma può anche – grazie al Profilo Genitore – seguire le attività e i progressi dei propri figli!
  • le singole utenze dei figli, che possono allenarsi e ripassare, vedere il loro profilo personale, ma non quello dei genitori e degli altri fratelli/sorelle.

Un aiuto per le mamme?

Con l’obiettivo di supportare le mamme quando i compiti di matematica diventano un problema nasce inoltre il progetto #mammacheconta, con guide e consigli pratici.

Scarica subito la prima guida!

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