Back to School 2020. Cosa ne pensano genitori e studenti della didattica digitale

5 ago 2020

back to school 2020

In vista del back to school 2020 tutti parlano di scuola, di aule, di didattica a distanzae di tecnologia, ma cosa pensano i genitori e gli studenti della DAD con cui si sono dovuti confrontare da marzo in avanti e dell’uso del digitale a scuola? Glielo abbiamo chiesto per capire come è cambiata o potrà cambiare la didattica dopo l’esperienza di chiusura delle scuole dovuta all’emergenza Covid-19.

Genitori e DAD: opinioni e aspettative in vista del back to school 2020

La didattica a distanza ha coinvolto in prima persona i genitori. Mai come in questi mesi il loro ruolo è stato fondamentale e, in alcuni casi, laddove la scuola è venuta a mancare, è ricaduto tutto sulle loro spalle e si sono dovuti sostituire agli insegnanti.

La delusione nei confronti delle carenze manifestate dalla scuola emerge in alcuni giudizi e in quel circa 20% di genitori che valuta l’esperienza della DAD come mediocre o addirittura totalmente fallimentare perché ha abbandonato le famiglie a loro stesse.

Dall’altra parte, però, la maggior parte di mamme e papà intervistati pensa che la scuola e gli insegnanti, vista la situazione di emergenza, abbiano fatto il possibile. I più sono favorevoli all’uso del digitale a scuola e sono felici di tutte le nuove risorse a disposizione dei loro figli per lo studio. Il loro compito è quello di aiutarli a usarle nel migliore dei modi, “pretendendo”, come ci dice un papà, che anche la scuola impari “a usare correttamente i nuovi strumenti digitali” , per comunicare davvero con gli studenti. 

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Ecco le risposte di alcuni genitori

Sono felice di tutte le nuove risorse che ha a disposizione e cerco di aiutarlo a usarle nel migliore dei modi, prendendo atto che la scuola non ha saputo essere un valido supporto in questa crescita e che molto è ricaduto sulle spalle di noi genitori.

I nostri figli hanno a disposizione nuovi strumenti meravigliosi per imparare e per esercitarsi. Redooc ne è un brillante esempio. Mi trovo a pensare che se li avessi avuti ai miei tempi, probabilmente anch’io avrei capito meglio certi argomenti… un po’ li invidio, per la verità. Il punto è fare in modo che i ragazzi che non sfruttino l’accesso a Youtube, WhatsApp… per distrarsi e chattare d’altro tra loro. Sono pur sempre adolescenti. Quindi ben vengano i nuovi strumenti accompagnati da un sano controllo da parte di noi genitori e insegnanti.

E’ un bene che esistano questi strumenti per comunicare in modo più veloce e diretto tra studenti e professori. Non mi sento escluso, anche io “faccio uso” di queste tecnologie, a volte lui è molto più bravo ad usarle.

Penso che sia giusto che le nuove generazioni usino mezzi e strumenti diversi dai nostri. Certo la DAD per un genitore che deve supportare un figlio con difficoltà nello studio è stata una bella sfida. Anche noi genitori abbiamo imparato molto.

L’ideale a mio avviso è il giusto bilanciamento. La tecnologia è un mezzo che può agevolare l’apprendimento se usato nel modo corretto. Purtroppo nella situazione d’emergenza non tutte le famiglie avevano la stessa familiarità con i mezzi tecnologici o mancanza degli stessi. Spero che a partire dal nuovo anno si possa integrare al meglio la tecnologia con i mezzi tradizionali facendo tesoro dell’esperienza fatta e aiutando le famiglie, i ragazzi ed eventualmente gli insegnanti che ancora hanno difficoltà.

Gli studenti sono nati in questo millennio: hanno il diritto di imparare usando tutti i mezzi a loro disposizione, con lo sguardo al futuro, non ancorati al passato.

La tecnologia può dare nuovi metodi di insegnamento e adattare gli stessi ai bisogni specifici di ogni bambino. I bambini possono trovare un modo più piacevole e attivo di imparare che non sia solo leggere o ricopiare.

Cosa dicono gli studenti?

I ragazzi sono nativi digitali. Perciò abbiamo chiesto loro come hanno affrontato la didattica a distanza e cosa si aspettano dall’entrata della tecnologia a scuola. Alcuni hanno espresso giudizi piuttosto severi sui loro insegnanti, accusati di non essere in grado di stare al passo con i tempi. Altri invece hanno apprezzato la capacità dei loro docenti di mettersi in gioco e trovare nuove modalità di insegnamento con il supporto del digitale. Il loro augurio per il back to school 2020 è che la tecnologia possa essere usata per creare lezioni più moderne e interattive e per fare i compiti online.

Insomma, no a eliminare i rapporti umani e le relazioni, sì però a un rinnovamento tecnologico della scuola, che parta dalle dotazioni (wifi, lim e device per tutti) e incida sulle modalità di insegnamento e apprendimento.

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Ecco le risposte delle studentesse e degli studenti

Sulla base della mia esperienza di studentessa del terzo anno di liceo scientifico, posso dire che lavorare con la didattica a distanza è stato un percorso non sempre piacevole. Innanzitutto seguire cinque o più ore di spiegazione tramite un dispositivo è una cosa a mio parere impossibile, già dopo le prime due ore la concentrazione calava. Un altro aspetto negativo erano le valutazioni che non sempre rendevano giustizia ai singoli; infatti durante interrogazioni e verifiche era molto facile copiare, quindi anche quelli che facevano più fatica, o anche quelli che non avevano voglia di studiare, potevano raggiungere gli stessi voti di chi invece si era impegnato.
Per questi due motivi io penso che la didattica a distanza sia uno strumento da utilizzare in situazioni di emergenza, perché non favorisce l’apprendimento e neanche incita allo studio. Però in tutto ciò possiamo trovare un aspetto positivo, ovvero l’avvicinamento della scuola al digitale. Questo mi fa sperare che in un eventuale ritorno a scuola si possa fare più affidamento ai mezzi multimediali adottati in questa quarantena, quali piattaforme come google classroom, geogebra o anche applicazioni per la digitalizzazione dei libri.

Penso che molti insegnanti ne sappiano ben poco e facciano fatica a stare al passo con i tempi. Molti non sono stati scossi neanche dal Coronavirus e mandavano degli audio su whatsapp! Dovrebbero avere l’umiltà di imparare dagli studenti. Penso che il digitale per uno studente possa essere uno strumento utile, potrebbero esserci lezioni registrate da rivedere, tanti compiti potrebbero essere assegnati in questa modalità; penso inoltre che la DAD potrebbe essere sempre usata come strumento necessario in caso di assenze lunghe degli studenti per malattie e ospedalizzazioni.

La scuola digitale è stata utile per i mesi in cui non si è potuto andare in classe ma è stato molto difficile abituarsi a fare tutto dal computer. Io sono fortunata perché ho un mio tablet e una connessione forte a casa. Molti miei compagni facevano fatica perché dovevano connettersi col telefonino. Certo la scuola è riuscita ad adeguarsi in fretta ma alcuni insegnanti hanno fatto fatica. Mi aspetto che si facciano lezioni più moderne e interattive. Se gli insegnanti usano lo stesso metodo della classe non è molto utile. Gli insegnanti meno tecnologici andrebbero aiutati e seguiti. Credo dovrebbero sforzarsi di conoscere meglio lo strumento digitale per saperlo usare nel modo giusto. Questo li aiuterebbe anche a comunicare con noi ragazzi che ormai usiamo praticamente solo il digitale tra di noi.

Riuscirà la scuola a rinnovarsi, trovando il giusto bilanciamento tra innovazione e tradizione, per traghettare i ragazzi verso il futuro che li aspetta dando loro tutti gli strumenti per affrontarlo al meglio?

Ci crede Redooc, che infatti fa della didattica blended la sua filosofia grazie a contenuti digitali e materiale cartaceo da stampare, funzionalità per la didattica in presenza e a distanza, accessibilità per tutti e attenzione anche ai DSA e ai Bisogni Educativi Speciali.

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