Homeschooling: la guida all’istruzione parentale

29 mar 2021

Guida all'homeschooling

Cos’è l’homeschooling? Come si fa? Quali sono le risorse a disposizioni dei genitori? A queste domande risponde Barbara Motolese di Lallafly

Cosa si intende per homeschooling?

“Ho sentito parlare per la prima volta di homeschooling quando la mia prima figlia aveva circa 5 anni. All’inizio non mandarla a scuola mi è sembrata una cosa folle e deleteria. Ma quando ho conosciuto diverse famiglie che già lo facevano con i loro figli, ho visto che non solo era possibile ma che era una ottima alternativa.

Mi attirava l’idea di costruire un percorso cucito su misura per aiutare mia figlia a sviluppare al meglio le sue potenzialità. Abbiamo iniziato con l’ingresso alla scuola primaria e abbiamo continuato per 5 anni iscrivendola poi a scuola nella prima classe della scuola secondaria. Anche il fratello ha seguito più o meno lo stesso iter ma è rientrato a scuola quando era ancora in età di primaria.

E’ stato un periodo molto arricchente sia per me e mio marito come genitori che per i bambini. Hanno potuto beneficiare di anni sereni e pieni di esperienze che non avrebbero mai potuto fare in scuola.

L’homeschooling è il termine americano che definisce la possibilità di istruire direttamente i propri figli senza delegare una scuola pubblica o privata. In Italia si chiama anche istruzione parentale, scuola famigliare o educazione parentale.

Sappiamo tutti che in Italia esiste il cosiddetto “obbligo scolastico” dai 6 ai 16 anni. Quello che non sappiamo è che l’onere che abbiamo come genitori non è quello di mandare a scuola i nostri figli ma quello di fare in modo che ricevano un’istruzione.

Grazie ad alcuni articoli specifici della nostra Costituzione, possiamo assolvere questo obbligo in diversi modi: attraverso la scuola pubblica, attraverso la scuola privata e attraverso l’istruzione parentale.

Nella pratica, ogni famiglia fa homeschooling in un modo differente. C’è chi segue pedissequamente il programma della classe, chi lascia che sia la curiosità del bambino a guidare l’apprendimento, chi fa didattica in gruppo e chi parte per un anno sabbatico intorno al mondo.

La cosa più comune è che i genitori, insieme ad alcune altre figure di riferimento, seguano il bambino cercando di soddisfare diversi requisiti. Da una parte i requisiti minimi di apprendimento e dall’altra lasciandosi ampi margini di libertà nell’approfondire argomenti e competenze che magari non rientrano in un percorso scolastico classico.

Quali sono i dati in Italia riguardo all’homeschooling? Quanti genitori scelgono di fare studiare i propri figli a casa e perchè?

Le famiglie che scelgono l’homeschooling in Italia sono qualche migliaio al massimo. Tuttavia, negli ultimi anni c’è stato un aumento delle richieste a causa del malcontento generale sulla scuola e della situazione sanitaria che ha spinto molti genitori a preferire l’homeschooling.

I motivi che spingono le famiglie a fare questa scelta impegnativa sono diversi: tanti sono i genitori che non trovano nella scuola un ambiente adatto alla crescita globale dei propri figli e quindi decidono di provare una strada alternativa.

Molti sono anche i bambini che a scuola soffrono enormemente o perché hanno oggettive difficoltà a seguire un metodo standardizzato (per es. i bambini con DSA e BES) o per problematiche relazionali con gli insegnanti o con gli altri bambini.

Ci sono infine famiglie che preferiscono un’organizzazione più flessibile a causa di necessità lavorative, organizzative o logistiche per esempio quando si spostano molto, quando lavorano in orari non standard o quando sono bi o trilingue.

Noi rientravamo nella prima categoria. Nessuna delle scuole che abbiamo valutato ci sembrava adatta a dare continuità al nostro percorso educativo. Volevamo creare un ambiente che permettesse ai nostri figli di esprimersi liberamente, fare attività fisica, valorizzare i loro talenti, aumentare la consapevolezza di sé, accendere la curiosità e molto altro.

Come si decide di fare “scuola a casa” e cosa bisogna fare dal punto di vista delle certificazioni? 

“Questa è la parte che spaventa di più le famiglie ma in realtà è molto più semplice di quel che si pensi.

Nella guida completa all’Homeschooling in Italia che ho scritto, ho inserito per esteso tutta la normativa che riguarda l’homeschooling per maggiori approfondimenti ma riassumo qui di seguito i principali adempimenti.

Per poter fare istruzione parentale è necessario darne comunicazione (non è una richiesta solo una comunicazione!) alla competente autorità cioè il Dirigente scolastico della scuola di appartenenza ed eventualmente il Sindaco e bisogna farlo ogni anno.

Il Dirigente, che è anche una figura di controllo sull’obbligo di istruzione, può richiedere, in aggiunta alla comunicazione, l’autocertificazione delle competenze tecniche o economiche. Solitamente si indica il grado scolastico raggiunto da chi seguirà il bambino ed eventualmente la possibilità economica per pagare degli insegnanti privati.

La comunicazione può essere fatta in qualsiasi momento dell’anno insieme ad un eventuale ritiro scolastico. Bisogna tenere a mente che, se ritiriamo il bambino da scuola dopo la fine di marzo, verrà comunque scrutinato a fine anno e valutato per i risultati conseguiti quando era in classe.

La cosa migliore è fare la comunicazione già a gennaio, durante il periodo delle iscrizioni,  per l’anno scolastico successivo.

Una volta inviata la comunicazione siamo liberi di iniziare a fare homeschooling. Entroil mese di aprile dobbiamo richiedere l’esame di idoneità che sarà svolto a giugno.

Dalla Riforma della Buona Scuola l’esame è il metodo che è stato scelto per controllare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Se non si desidera sostenerlo è importante accordarsi con la scuola o consultare un avvocato per capire quali strade sono possibili.

Noi abbiamo sostenuto l’esame sia durante gli anni di homeschooling sia per rientrare in scuola. Si sono sempre rivelate delle esperienze formative importanti per i bambini oltre che un modo per noi genitori per fare il punto della situazione insieme agli insegnanti e capire punti di forza e lacune del percorso svolto durante l’anno.”

Quali sono i pro e i contro dell’homeschooling?

Un grande vantaggio dell’homeschooling è quello di poter costruire un percorso personalizzato cucito su misura sul bambino.

Continuiamo a dirci che ogni bambino è diverso ma, nelle scuole, il numero di bambini per classe e le risorse a disposizione indirizzano verso un insegnamento standardizzato.

Anche le modalità didattiche possibili sono poche: perlopiù le informazioni si trasmettono con una lezione frontale e un libro. È stato dimostrato che sono molto più efficaci altri metodi che coinvolgono lo studente in modo più attivo e utilizzano diversi canali come il video, l’esperienza diretta, il lavoro di gruppo, ecc.

I tempi nell’homeschoolling sono molto dilatati, non c’è stress o fretta di finire il programma. Ci si può soffermare laddove il bambino ha una maggiore curiosità o laddove è necessario per assimilare bene l’argomento. Non si salta da una materia all’altra, si può dedicare una intera giornata ad esercitarsi in una data materia o costruire un percorso che trasversalmente tocca tante materie su un argomento comune.

Infine la connessione che si riesce a costruire tra genitori e figli è molto profonda. Si ha il tempo, come genitori, di osservare tutte quelle sfumature che sfuggono quando si va sempre di fretta.

Sicuramente in questo anno scolastico uno dei principali vantaggi dell’homeschooling è quello della continuità. Con le scuole che aprono e chiudono, le lezioni a distanza e i problemi di connessione internet spesso l’apprendimento è frammentato e confusionario.

Dall’altro lato, c’è da dire che è una scelta impegnativa. Richiede diverse doti di costanza, curiosità, voglia di mettersi in gioco oltre a ore di studio e tempo dedicato.

Difficilmente si riuscirà ad avere un lavoro a tempo pieno e seguire anche l’homeschooling. Bisogna fare delle scelte lavorative che permettano a tutta l’organizzazione di funzionare. Spesso questo significa che uno dei due genitori lascia il lavoro o ne diminuisce le ore.

In Italia è ancora una scelta poco diffusa e molto criticata. Bisogna quindi valutare bene se abbiamo le spalle abbastanza larghe da sostenere tutti i consigli non richiesti e le pressioni che potrebbero arrivarci. Inoltre, bisogna stare attenti a non isolarsi perché i bambini hanno bisogno di un ambiente relazionale stimolante (cosa che purtroppo nell’ultimo anno è stata perlopiù impedita a tutti i bambini dalle restrizioni di movimento dovute alla pandemia!).

Quale consiglio, suggerimento, risorsa puoi indicare per chi è nuovo all’homeschooling o per chi già ha intrapreso questa strada?

“Ho scritto una guida completa all’homeschooling che ho rivisto e aggiornato qualche mese fa, ci sono tutte le informazioni di base per chi vuole sapere cos’è ‘homeschooling, come si inizia e come si può insegnare senza essere un’insegnante.

Trovate risposta alla maggior parte delle domande che si fanno le famiglie che stanno valutando questa scelta o sono solo curiosi di capire meglio come funziona.

Ci sono informazioni sulla normativa, sui programmi, sugli esami e su un eventuale rientro in scuola oltre che riflessioni e contributi di molte famiglie homeschooler.

Inoltre alla fine della guida ho aggiunto una serie di risorse che possono essere utili come blog, libri, gruppi online, ecc.

La guida è gratuita ed è a disposizione di tutti su Lallafly, portale di per-corsi online per chi vuole crescere insieme ai propri figli. “