Il ruolo del padre nell’educazione dei figli

14 Nov 2019

Padre che parla con il figlio

Il ruolo del padre nell’educazione dei figli. Il ruolo del padre è cambiato? 

Rispetto ad un po’ di anni fa quello che con piacere notiamo nel nostro lavoro in studio è la presenza sempre più massiccia dei padri nei colloqui di parent training. La mamma storicamente è sempre stata l’interlocutrice preferenziale attraverso cui venivano comunicati i contenuti educativi oggi invece i padri vogliono partecipare attivamente sin da subito ed esercitare da protagonisti il loro ruolo. 

Ma questo cosa significa? 

Oggi abbiamo padri diversi  rispetto ai tempi passati, sono più presenti dal punto di vista educativo e vi è da parte loro una maggiore partecipazione e presa in carico di responsabilità. 

Si è passati da un contesto autoritario dove il padre era a capo della famiglia in senso gerarchico,  distante emotivamente ad un contesto “figlio centrico” dove l’aspetto educativo come “imposizione” è venuto meno, per fortuna, ma dove si sono persi anche quegli elementi fondamentali legati alla funzione evolutiva del ruolo del padre. 

Oggi  Il padre vuole esserci ma spesso fa un po’ quello che “gli viene di slancio” riducendo il suo ruolo ad una fotocopia del materno  e non rifornisce quindi il figlio di ciò che serve per diventare adulto, per paura forse di tornare al ruolo autoritario di un tempo. 

Come può il padre diventare efficace nel suo ruolo? 

I figli hanno bisogno per crescere di entrambi i genitori e in particolare del loro ruolo specifico e intrinseco. Far crescere i figli è un gioco di squadra tra genitori

Il materno rappresenta la cura protezione, accudimento, il paterno la separazione.
Entrambi in sinergia portano questi aspetti nel condurre  i propri figli, ognuno con spazi e tempi diversi a seconda della fase evolutiva in cui si trovano ad operare. 

Nella prima infanzia predominante sarà il codice materno e il papà darà il suo contributo aiutando a livello pratico  la mamma nel suo compito, inoltre fungerà anche da distanziatore dall’eccesso materno. Questa è una funzione determinante perché crea una distanza che serve per creare quelle condizioni che saranno necessarie nelle successive fasi della vita. 

Nell’adolescenza prevarrà il paterno cioè dovrà essere il padre a condurre i figli preparandoli ad affrontare i futuri step di crescita. La mamma pur presente lascerà spazio al padre aiutandolo attraverso la condivisione del suo pensiero a svolgere il suo ruolo che per quella fase è più pregnante. 

Questo lavoro cooperativo di unità di intenti tra genitori conduce i figli verso l’autonomia intesa come capacità di decidere e di scegliere. Ciò non significa che il padre non debba essere amorevole, l’importante è che attivi anche il ruolo suo specifico quindi dia i limiti, regoli le situazioni critiche, aiuti a non temere il futuro, inciti alla scoperta.  In questo modo è come se dicesse al proprio figlio “c’è dell’altro oltre la cura materna” evitando così che sviluppi timori e paure di crescere e di affrontare i cambiamenti. 

Inoltre il padre nell’agire la sua funzione, condurrà il figlio verso l’autonomia intesa come capacità di decidere, di organizzarsi e di indirizzare l’azione e lo aiuterà a costruire i rapporti con gli altri accompagnandolo nell’incertezza di un non più scontato rapporto duale.

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