Buongiornissimo

Buongiornissimo? No grazie! 

L’espressione “Buongiornissimo” si riferisce alla pratica diffusa di inviare messaggi, immagini o contenuti digitali di vario genere a diversi contatti, su piattaforme come Whatsapp o Facebook, senza un motivo preciso, augurando ad esempio Buongiorno al gruppo del calcetto.

Appunti

Come tutte le tecnologie, anche il digitale ha un costo, che inizia dall’inquinamento per produrre i nostri dispositivi, passando per l’elettricità necessaria ad alimentarli, fino ai problemi legati allo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Questo costo non è rappresentato dal prezzo che noi paghiamo per questi servizi (es. connessione), quindi non ce ne rendiamo conto e non siamo sensibilizzati a un utilizzo consapevole. 

Come possiamo migliorare la nostra impronta ambientale attraverso l’uso consapevole del digitale?

Accedi per sempre a tutte le lezioni FREE con video ed esercizi spiegati!

Video Buongiornissimo

Video youtube

Guarda il webinar "Buongiornissimo? No grazie!". Nel webinar, Arturo Bertoldi di EduIren e Chiara Burberi di redooc.com, intervistati da Donatella Cambosu di The Good in Town, si confrontano su come migliorare la nostra impronta ambientale attraverso un uso consapevole del digitale.

Scopri di più nella "Guida alla sostenibilità digitale" su The Good in Town.

Cosa vuol dire Buongiornissimo

Ogni giorno ognuno di noi è probabile che comunichi con gli altri attraverso lo smartphone, messaggiando, mandando immagini e audio vocali. Al giorno d’oggi è normale restare in contatto con amici e parenti attraverso messaggi e foto inviati su Whatsapp, videochiamate su Facetime, oppure guardare un film su Netflix dopo aver giocato a un videogioco online.

La tecnologia ha rivoluzionato la nostra vita, dando accesso a una quantità pressoché infinita di informazioni, permettendoci di conservare per sempre i ricordi più importanti della nostra vita, dematerializzando molte attività della vita quotidiana.

Ciò che probabilmente pochi di noi tengono in considerazione è come l’utilizzo dei dispositivi tecnologici e di tutti i servizi che offrono abbia un prezzo più alto della tariffa telefonica, o dell’abbonamento a Spotify.

Come tutte le tecnologie, anche il digitale ha un costo (che non consideriamo mai quando passiamo ore ad annoiarci su Instagram), che inizia dall’inquinamento per produrre i nostri dispositivi, passando per l’elettricità necessaria ad alimentarli, fino ai problemi legati allo smaltimento dei rifiuti elettronici.

La costante crescita dell’uso di questi strumenti rischia di vanificare i vantaggi che ha introdotto, in particolare gli sforzi per ridurre l’impronta ecologica in cui si stanno impegnando moltissimi Paesi.

L’espressione “Buongiornissimo” si riferisce alla pratica diffusa di inviare messaggi, immagini o contenuti digitali di vario genere a diversi contatti, su piattaforme come Whatsapp o Facebook, senza un motivo preciso, augurando ad esempio Buongiorno al gruppo del calcetto.

Sebbene inviare e ricevere questi messaggi possa provocare piacere, essi sono un esempio piuttosto semplice di uso sregolato della tecnologia, che non tiene conto del costo che ogni nostra azione, per quanto piccola, se ripetuta a lungo può avere. Forse non per noi oggi, ma per l’ambiente e le generazioni future che dovranno occuparsi di riequilibrare il rapporto con la Terra, la nostra casa.

La tecnologia digitale motore dello sviluppo sostenibile

Il digitale è uno dei protagonisti dei tentativi di ridurre le emissioni inquinanti e lo spreco di risorse. Ha permesso di dematerializzare moltissime attività, ad esempio riducendo l’utilizzo della carta (si pensi alla digitalizzazione di libri e documenti) e gli spostamenti in automobile (attraverso la possibilità di effettuare transazioni bancarie online o di ricevere referti medici via email).

Il risparmio derivato da tantissime di queste innovazioni ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e di lavorare, e molti tra i paesi più sviluppati hanno sfruttato tali benefici a livello ambientale nel tentativo di raggiungere gli obiettivi sulla riduzione dei gas serra fissati da accordi internazionali come quello di Parigi. 

È importante riconoscere il ruolo giocato dalle tecnologie digitali nell’ottimizzare molti processi dispendiosi e inquinanti. Tuttavia è fondamentale ricordare che come per ogni altra tecnologia, anche il digitale ha un costo e molta dell’energia che esso permette di risparmiare da un lato, dall’altro è necessaria per il suo funzionamento.

Per tenere a mente questo concetto, in maniera estremamente semplificata, può essere utile pensare alla Legge di Lavoisier che afferma: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (per fortuna nel caso del digitale la tecnologia viene continuamente raffinata per ridurre i consumi).

L’impronta energetica delle tecnologie digitali

L’impronta energetica, ovvero la quantità di energia consumata per azionare tutte le apparecchiature digitali (server, dispositivi mobili, terminali, reti) sul pianeta, cresce al ritmo del 9% annuo. Sostanzialmente, ciò che permette il funzionamento di tali strumenti è l’elettricità, prodotta in gran parte da sorgenti fossili. Questo significa che tutte le tecnologie digitali producono indirettamente anidride carbonica, responsabile dell’impatto dell’uomo sull’effetto serra.

Per visualizzare l’impatto ambientale a cui ci si riferisce:

  • Una mail da 1 MB produce circa 20 grammi di CO2, ovvera la stessa quantità di CO2 prodotta da una lampadina da 60 W accesa per mezz’ora;
  • Guardare un video in cloud per dieci minuti richiede la stessa energia necessaria ad alimentare 1500 telefonini per lo stesso tempo.

 

Sebbene il consumo elettrico tenda a diminuire grazie alle innovazioni della tecnologia, il traffico dati aumenta a un ritmo superiore ai risparmi ottenuti, rendendo sempre più pesante l’impatto energetico delle tecnologie digitali. Tale consumo energetico oggi si aggira intorno al 3% di quello totale nel mondo, con una crescita attesa fino al 5% entro il 2025. 

Per quanto riguarda il ruolo del digitale nelle emissioni di gas serra, il suo impatto è del 4% sul totale; come riferimento, il traffico aereo è responsabile del 2%. 

Il consumo energetico dei Bitcoin

La produzione di Bitcoin, o “mining”, è uno tra i processi più costosi energeticamente. Produrre il valore di un dollaro in Bitcoin richiede il doppio dell’energia necessaria a estrarre l’equivalente di quel valore in rame, oro o platino. I costi energetici dell’estrazione di criptovalute sono confrontabili, se non superiori, all’estrazione fisica di metalli.

Il crescente consumo energetico e le emissioni inquinanti associate al mining di Bitcoin potrebbe ostacolare gli sforzi globali verso la sostenibilità. Da un'investigazione dei flussi delle emissioni provenienti dalle operazioni di blockchain in Cina, effettuata attraverso l'utilizzo di un modello in grado di simulare tali movimenti, si calcola che nel 2024 tale consumo genererà 130.5 milioni di tonnellate di CO2 (ipotesi che esclude l'eventuale implementazione di politiche restrittive).

Questo numero supera l'impronta di gas serra annuale della Repubblica Ceca e del Qatar e si posiziona nella top 10 delle emissioni annuali delle maggiori città cinesi e dei settori produttivi nazionali. 

Per approfondire l'argomento leggi questo articolo.

 

 

I 4 responsabili dell’Impronta ambientale delle tecnologie digitali

Possiamo identificare 4 principali attori dell’impatto ecologico del digitale:

  • I network di telecomunicazioni, che comprendono Internet, le reti telefoniche e telematiche, le reti di calcolatori e la rete Telex globale;
  • I Data Center, in continua espansione per rispondere alla crescente richiesta di spazio di archiviazione nel cloud e analisi Big Data;
  • I dispositivi connessi, ovvero computer, smartphone, tablet, smartTV, smart watch, dispositivi per domotica, sistemi bluetooth. Il numero di smartphone nel 2020 è di 5 miliardi e mezzo;
  • L’infrastruttura di Internet of Things, che riguarda l’utilizzo di robot, intelligenza artificiale e reti di sensori per automatizzare le linee di produzione.

Galateo del digitale

L’utilizzo dei dispositivi individuali è in gran parte responsabile della crescita dei consumi di energia digitale: cosa può fare ciascuno per limitare questo fenomeno, ogni giorno?

Ecco una serie di comportamenti che indicano un impegno responsabile verso la riduzione della propria impronta ecologica digitale:

  • Pulisci la mail: i dati che rimangono nella casella di posta occupano spazio nei data center dove sono conservati, consumando elettricità per alimentare i server e acqua per raffreddarli. Elimina con regolarità le mail che non ti servono e svuota il cestino, inoltre cerca di ridurre al minimo la condivisione di allegati pesanti, piuttosto usa collegamenti ipertestuali;
  • Cancella l’iscrizione da newsletter che non leggi: aprendo la casella di posta spesso ci si trova sommersi di email provenienti da newsletter a cui non si è neanche consapevoli di essere iscritti; è importante annullare l’iscrizione per evitare che si accumuli posta indesiderata. Inoltre ricordati di disattivare le notifiche mail dei social se ricevi già quelle dalla app;
  • Spegni la telecamera durante call lunghe: la videochiamata è diventato uno strumento essenziale nelle nostre vite; dopo i saluti iniziali, utilizzare solo l’audio riduce sensibilmente i consumi;
  • Limita i messaggi vocali nelle chat: sebbene consumino meno di un'immagine o di un video, sono più costosi di un messaggio. Ridurre il loro utilizzo è solo una questione di abitudine;
  • Guarda i video in bassa risoluzione: se si guarda un film su Netflix o un video su Youtube dal cellulare, abbassare la risoluzione dei video non peggiora l’esperienza e aiuta a diminuire gli sprechi;
  • Cancella le app che non usi: consumano anche quando non sono in funzione; un altro accorgimento è disattivare la geolocalizzazione, accendendola solo quando serve.

Sobrietà digitale

È evidente che all’attuale tasso di crescita, un uso non regolato della tecnologia digitale potrebbe annullare gli sforzi compiuti finora, responsabili della riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica, mirando agli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Ciò che viene richiesto è un approccio più critico e responsabile, per cercare di stabilizzare l’uso della tecnologia. Questo atteggiamento ha un nome: sobrietà digitale. Riconoscendo il costo reale che le nostre azioni hanno sull’ambiente, sul mondo in cui viviamo, possiamo prendere decisioni concrete che aiutano ad arrestare la crescita smodata del consumo di energia.

La Terra è un bene comune, se è sfruttata all’estremo renderà difficili le condizioni di vita di tutti; è nel nostro interesse sforzarsi perché sia il più sana possibile.

 

Per saperne di più, leggi Il Manifesto per la sobrietà digitale, di Roberto Cingolani:

Decluttering: il World Cleanup Day

Se l'argomento del consumo del digitale ti ha convinto a impegnarti per ridurre la tua impronta energetica, è utile citare l'iniziativa World Cleanup Day. Ogni anno milioni di persone in tutto il mondo si riuniscono per aiutare a ripulire il pianeta, raccogliendo spazzatura e sensibilizzando le loro comunità. Il loro impegno non si limita a questo: anche i rifiuti digitali inquinano; attraverso il portale Digital World Cleanup Day ognuno viene guidato nella propria esperienza di "decluttering digitale". Cancellando dallo smartphone e dalle mail i contenuti inutili o ridondanti, è possibile registrare i propri risultati, contribuendo agli sforzi per contrastare l'inquinamento atmosferico!