Goal 13. Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Goal 13 - LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record, più di 405,5 ppm (parti per milione), pari al 146% dei livelli pre-industriali. Negli ultimi 10 anni sono presenti i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi registrati dal 2015 in poi. Tornano ad aumentare le emissioni gas serra dell’Italia dal 2014. Tre quarti di queste provengono dal settore produttivo, mentre il resto è causato dai consumi familiari.

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Intervista a Valentina Bosetti

Video intervista a Valentina Bosetti dell'Università Bocconi

Target del Goal 13

Ecco l'elenco dei sotto target del Goal 13 dell'Agenda 2030 ONU:

  1. Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi
  2. Integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici
  3. Migliorare l'istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce
  4. Dare attuazione all'impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l'attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile
  5. Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità locali ed emarginate.  

Situazione mondiale in materia di clima

Nel 2017, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto 405,5 parti per milione, pari al 146% rispetto ai livelli pre-industriali.

Gli ultimi quattro anni, inoltre, sono stati i più caldi di sempre, con una temperatura media globale che nel 2018 ha superato di circa 1°C i livelli pre-industriali.

A maggio 2019, sono 186 i Paesi che hanno ratificato l’Accordo di Parigi e 182 Paesi più l’Unione europea hanno comunicato all’ONU i propri contributi nazionali per contrastare i cambiamenti climatici.

Situazione europea: goal 13

Il Goal 13 è uno dei nove Obiettivi su cui l'Unione europea mostra segni di miglioramento.

L’indicatore mostra una tendenza sempre crescente dovuta alla riduzione dell’intensità di emissioni del consumo energetico (-6% tra il 2010 e il 2017). Quest’ultime sono diminuite del 10% rispetto al 2010, superando l’obiettivo della Strategia Europa 2020, nonostante il fatto che negli ultimi quattro anni la situazione non mostri miglioramenti significativi.

Situazione italiana: goal 13

Per quanto riguarda l’Italia il Piano Nazionale d’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Pnacc), necessario per l’attuazione del Target 13.1, è ancora fermo. Questo piano, già presentato nel 2017, deve essere urgentemente portato in approvazione e sostenuto da uno strumento normativo che ne prescriva l’attuazione a livello nazionale, regionale, locale e settoriale.

Nessuna novità si registra per quanto riguarda l’adeguamento del contributo italiano all’obiettivo di finanziare con cento milioni di dollari all’anno entro il 2020 il Green Climate Fund, necessario per assistere la transizione energetica dei Paesi in via di sviluppo. 

Benché non delinei nuovi elementi di politica economica per l’abbattimento delle emissioni di gas serra così come norme per contrastare il cambiamento climatico, la Legge di Bilancio del 2019 contiene però decisive norme di contrasto al dissesto idrogeologico. Ad esempio, assegna 2,6 miliardi di euro per gli interventi in materia di problemi idrogeologici, riconoscendo il concetto di resilienza ecosistemica dei territori.

La mozione parlamentare 135 che il Governo ha fatto approvare al Senato in data 5 giugno 2019 impegna il Governo a:

  • adottare ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia, garantendo la sicurezza del sistema energetico;
  • attuare ogni misura che favorisca la transizione dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili e il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare;
  • realizzare ogni iniziativa volta a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili (prevista dal Pniec);
  • promuovere politiche di sviluppo infrastrutturale e iniziative virtuose di mobilità urbana;
  • attuare tutte le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas serra concordate a livello internazionale ed europeo.

Se realmente attuata, la mozione 135 delineerebbe una strategia accettabile per la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico da parte del Governo.

 

Proposte ASviS per il raggiungimento del Goal 13

È necessario:

  • sostenere la proposta di “Dichiarazione d’emergenza ambientale e climatica”, già approvata nei mesi scorsi da alcune regioni e da diverse città.
  • riconoscere il ruolo chiave degli investimenti pubblici per togliere l’Italia dalla stagnazione puntando sullo sviluppo sostenibile e sulla decarbonizzazione.
  • attuare misure chiare e strutturali per orientare la riconversione delle imprese nella transizione, favorendo gli investimenti necessari per rendere processi, prodotti e servizi coerenti con gli obiettivi della green economy. Questa riconversione deve essere trasversale e riguardare nel suo complesso il sistema economico, per la gran parte composto da piccole e medie imprese.

 

Tutti i contenuti della lezione sono tratti da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).