Goal 1 - SCONFIGGERE LA POVERTÀ

Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Sono 736 milioni le persone che nel mondo vivono con meno di 1,90 dollari al giorno.

In Italia persistono differenze territoriali: quasi la metà (44,4%) degli individui residenti nel Mezzogiorno è a rischio di povertà o esclusione sociale, mentre al Nord il 18,8% della popolazione si trova in tale condizione.

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Intervista a Mariavittoria Rava

Video intervista a Mariavittoria Rava di Fondazione Rava.

Target del Goal 1

Ecco l'elenco dei sotto target del Goal 1 dell'Agenda 2030 ONU:

  1. Entro il 2030, eliminare la povertà estrema per tutte le persone in tutto il mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di $1,25 al giorno
  2. Entro il 2030, ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni in base alle definizioni nazionali
  3. Applicare a livello nazionale sistemi adeguati e misure di protezione sociale per tutti, includendo i livelli minimi, ed entro il 2030 raggiungere sostanziale copertura dei poveri e dei vulnerabili
  4. Entro il 2030, assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo alle risorse economiche, così come l'accesso ai servizi di base, la proprietà e il controllo sulla terra e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, adeguate nuove tecnologie e servizi finanziari, tra cui la microfinanza
  5. Entro il 2030, costruire la resilienza dei poveri e di quelli in situazioni vulnerabili e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità ad eventi estremi legati al clima e ad altri shock e disastri economici, sociali e ambientali
  6. Garantire una significativa mobilitazione di risorse da una varietà di fonti, anche attraverso la cooperazione allo sviluppo rafforzata, al fine di fornire mezzi adeguati e prevedibili per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, ad attuare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni
  7. Creare solidi quadri di riferimento politici a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e attenti alla parità di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà.

Situazione mondiale in materia di povertà

Nonostante la quota della popolazione globale che vive in povertà estrema sia scesa al 10% nel 2015 (rispetto al 16% del 2010 e al 36% del 1990), il mondo non si trova sulla giusta rotta per porre fine alla povertà entro il 2030. I dati al 2015 mostrano che sono 736 milioni le persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno. La maggioranza di queste si trova nell’Africa sub-Sahariana. Nel 2018, il 55% della popolazione globale non aveva accesso alla protezione sociale.

Situazione europea: goal 1

Il Goal 1 è uno dei cinque Obiettivi per cui la situazione nell'Unione europea è rimasta sostanzialmente invariata tra il 2010 e il 2017.

L’indicatore composito diminuisce fino al 2014 a causa dell’aumento della popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale e di quella che vive in famiglie a bassa intensità lavorativa.

A partire dal 2016, l’incremento registrato per l’indice composito è guidato dal miglioramento di tutti gli indicatori elementari presi in considerazione. In particolare, l’indice di grave deprivazione materiale raggiunge nel 2017 il valore più basso di tutta la serie storica. Nonostante la quota delle persone a rischio di povertà ed esclusione sociale diminuisca al 22,4% tra il 2016 e il 2017, il valore conseguito di 113 milioni di persone è ancora lontano da quello (96,1 milioni) fissato per il 2020 dalla Strategia Europa 2020.

Situazione italiana: goal 1

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile peggioramento per quanto riguarda il Goal 1 in Italia, dovuto a un aumento della povertà assoluta e della povertà relativa, che registrano entrambe il valore più alto della serie storica 2005-2017 (rispettivamente, 8,4% e 15,6% della popolazione). Le disparità territoriali sono molto evidenti: quasi la metà (44,4%) degli individui residenti nel Mezzogiorno è a rischio di povertà o esclusione sociale, mentre al Nord il 18,8% della popolazione si trova in tale condizione. La situazione è particolarmente critica in Calabria, dove si registra un forte incremento dell’incidenza di povertà relativa familiare (passata dal 19% al 35%), e in Sardegna (dall’11% al 17%). I più penalizzati, secondo l’Istat, sono i più giovani: in Italia la quota di famiglie giovani povere è del 10,4% e il 12,6% dei minori vive in povertà assoluta.

Con la Legge di Bilancio 2019 è stato avviato il Reddito di Cittadinanza (RdC), strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno. L’istituzione del RdC è un fatto estremamente rilevante per il sistema di welfare italiano, a testimonianza del fatto che le politiche di contrasto alla povertà sono tornate al centro delle priorità dell’azione di governo, ma la formulazione e le modalità di realizzazione sollevano numerose perplessità, tra cui la scarsa attenzione ad alcuni aspetti fondamentali della povertà, come quelli sociali (inclusi l’accesso ad alloggi, cure e istruzione dignitosi) e quelli occupazionali. 

Proposte ASviS per il raggiungimento del Goal 1

È fondamentale:

  • misurare con continuità gli effetti del Reddito di Cittadinanza, così da poter individuare le aree che richiedono ulteriori potenziamenti e coprire la totalità della popolazione in povertà assoluta. L’erogazione del sussidio va accompagnata da un’adeguata offerta di servizi per l’avviamento al lavoro, con percorsi di educazione e di formazione mirati che inneschino un ciclo virtuoso che riduca non solo l’elevato tasso di disoccupazione, ma anche il tasso dei cosiddetti working poor (persone occupate che si trovano al di sotto della soglia di povertà).
  • porre attenzione nei confronti dei minori, per i quali vanno rafforzate le misure di contrasto alla povertà economica ed educativa, nonché le misure di inclusione sociale, ed è necessario un investimento in infrastrutture, servizi e personale dedicati all’infanzia e all’adolescenza.
  • attuare una seria politica di supporto ed empowerment diretta alle famiglie, specie quelle giovani e numerose, che sono maggiormente esposte al rischio di esclusione sociale. Questa può essere unita a misure di sostegno alla natalità, genitorialità e conciliazione tra vita privata e lavorativa, riorganizzando con una strategia organica le numerose agevolazioni e misure di sostegno rivolte ai genitori attualmente frammentarie e poco incisive, per evitare così anche la “fuga” delle giovani generazioni all’estero per cercare migliori opportunità lavorative. Queste politiche devono sostenere le famiglie prima del parto, e dopo, accompagnando la vita dei nascituri nella prima infanzia, e poi nel percorso di educazione, garantendo l’accessibilità al diritto allo studio e ai servizi educativi a tutti i livelli, dall’asilo nido alle scuole di specializzazione post-universitaria.

 

Tutti i contenuti della lezione sono tratti da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).

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