Goal 4 - EDUCAZIONE DI QUALITÀ

Assicurare un’educazione (basta con la parola istruzione!) di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti

Appunti

Educazione di qualità, dal latino "educere", tirar fuori il meglio. 

Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne.

In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

 

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La giornata internazionale degli studenti

Dal 1941, ogni 17 novembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale degli studenti. Si tratta di una ricorrenza fondamentale per la difesa della libertà di espressione e del diritto allo studio, ma quando è nata e quali circostanze hanno portato alla sua istituzione?

Siamo nel 1939, in una Praga occupata dai nazisti. Il 28 ottobre di quell'anno, in occasione della giornata dell’indipendenza della Cecoslovacchia, centinaia di studenti scendono in piazza per manifestare. Le truppe naziste, tuttavia, non approvano questo corteo e cercano di riportare l’ordine con la violenza. Lo scontro causerà la morte di un giovane studente della facoltà di medicina. La sua morte genera rabbia e indignazione nei suoi compagni, che, nei giorni a venire, trasformano il corteo funebre in una manifestazione anti-nazista. Il bilancio dell’evento è questa volta drammatico: 1200 studenti arrestati e deportati nei campi di concentramento e altri nove, insieme ad alcuni professori, giustiziati senza processo proprio il 17 novembre

Due anni dopo questa data verrà dichiarata la Giornata internazionale dall’Unione degli Studenti. Questa però non è l’unica tragedia che si consuma in nome del diritto allo studio.

Siamo nel 1973 ad Atene. Proprio il 17 novembre, durante una manifestazione organizzata per commemorare l’omicidio nazista di Praga, un carrarmato abbatte i cancelli dell’università ferendo decine di ragazzi. Un evento traumatico che da allora la Grecia ricorda come festività nazionale.

Quello greco è soltanto un esempio che dimostra come l’organizzazione di cortei, manifestazioni e scioperi a favore del diritto allo studio e in difesa della libertà degli studenti siano stati malvisti nel corso della storia, anche più recente. 

E in Italia? Quale significato acquista ora questa giornata? Nel contesto italiano, il 17 novembre è un momento di aggregazione e solidarietà, con concerti, dibattiti e tavoli tematici. Rappresenta un’occasione per gli studenti per protestare contro gli innumerevoli tagli al sistema scolastico, richiedendo a gran voce un cambio di rotta, verso un’educazione gratuita e di qualità

Intervista a Riccardo Donadon

Video youtube

Video intervista a Riccardo Donadon di H-Farm. 

Target del Goal 4

Ecco l'elenco dei sotto target del Goal 4 dell'Agenda 2030 ONU:

  1. Entro il 2030, assicurarsi che tutti i ragazzi e le ragazze completino una istruzione primaria e secondaria libera, equa e di qualità che porti a rilevanti ed efficaci risultati di apprendimento

  2. Entro il 2030, assicurarsi che tutte le ragazze e i ragazzi abbiano accesso a uno sviluppo infantile precoce di qualità, alle cure necessarie e all'accesso alla scuola dell'infanzia, in modo che siano pronti per l'istruzione primaria

  3. Entro il 2030, garantire la parità di accesso per tutte le donne e gli uomini ad una istruzione a costi accessibili e di qualità tecnica, ad una istruzione professionale e di terzo livello, compresa l'Università

  4. Entro il 2030, aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l'occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale

  5. Entro il 2030, eliminare le disparità di genere nell'istruzione e garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili, comprese le persone con disabilità, le popolazioni indigene e i bambini in situazioni vulnerabili

  6. Entro il 2030, assicurarsi che tutti i giovani e una parte sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungano l’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo

  7. Entro il 2030, assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l'educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile

  8. Costruire e adeguare le strutture scolastiche in modo che siano adatte alle esigenze dei bambini, alla disabilità e alle differenze di genere e fornire ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci per tutti

  9. Entro il 2020, espandere sostanzialmente a livello globale il numero di borse di studio a disposizione dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei paesi meno sviluppati, dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dei paesi africani, per l'iscrizione all'istruzione superiore, comprendendo programmi per la formazione professionale e della tecnologia dell'informazione e della comunicazione, tecnici, ingegneristici e scientifici, nei paesi sviluppati e in altri paesi in via di sviluppo

  10. Entro il 2030, aumentare notevolmente l'offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale per la formazione degli insegnanti nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

Situazione mondiale in materia di education

Sebbene l’educazione sia la chiave per il progresso socio-economico e la riduzione della povertà a livello globale, 617 milioni di bambini e adolescenti non soddisfano gli standard minimi di competenza in lettura e matematica e un bambino su cinque tra i 6 e i 17 anni non frequenta la scuola.

Sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne.

Situazione europea: goal 4

Il Goal 4 è uno dei nove Obiettivi per cui l'Unione europea mostra segni di miglioramento tra il 2010 e il 2017.

L'indicatore composito mostra una tendenza sempre crescente nel periodo osservato.

In questo caso, tutti i Paesi dell’Unione europea segnalano un miglioramento, seppur con diversa intensità, determinato dai significativi aumenti della quota della popolazione con un’educazione terziaria (39,9% nel 2017, quota sostanzialmente in linea con l’obiettivo del 40% della Strategia Europa 2020), e di quella relativa agli adulti che partecipano alla formazione continua (10,9% nel 2017, livello comunque lontano dal 15% di Europa 2020).

Inoltre, diminuisce sensibilmente il tasso di uscita precoce dal sistema scolastico, sebbene negli ultimi anni l’intensità del miglioramento si sia ridotta, il che mette a rischio il conseguimento del valore del 10% della Strategia Europa 2020.

Situazione italiana: goal 4

Il Rapporto ASviS 2019 mostra un netto miglioramento per il Goal 4 in tutte le regioni, in particolare per quelle del Nord e Centro Italia. Permangono, però, ancora forti disuguaglianze tra le regioni italiane, dovute principalmente al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, particolarmente evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%), e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che nel Mezzogiorno si attesta al 18,5% rispetto al 14% dell’Italia.

Da sottolineare poi come la percentuale di studenti di 15 anni che non raggiungono il livello di competenze matematiche di base sia diminuita nel corso del tempo.

È tuttavia aumentata la dispersione scolastica, con la quota di early leavers (giovani che abbandonano il sistema di istruzione e formazione senza aver conseguito un diploma o una qualifica) che dal 2017 al 2018 cresce dal 14% al 14,5%, interrompendo così un percorso decennale di lenta convergenza verso i più bassi valori medi europei. È soprattutto la componente femminile a mostrare una netta inversione di tendenza le cui cause sono ancora tutte da decifrare.

Si sono rafforzati i divari territoriali, con esiti insoddisfacenti da parte delle scuole meridionali. I vertici dell’Invalsi hanno affermato che “in larghe parti del Sud ci sono adolescenti che affrontano l’esame di terza media avendo competenze da quinta elementare”.

La Legge di Bilancio, inoltre, è stata l’occasione per realizzare dei passi indietro rispetto l’Alternanza scuola-lavoro e i percorsi triennali di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (Fit).

Proposte ASviS per il raggiungimento del Goal 4

Video youtube

Con riferimento alle aree dell’istruzione e dell’educazione allo sviluppo sostenibile, l’ASviS ha da tempo individuato per l’Italia cinque priorità:

  • qualità degli apprendimenti, con attenzione specifica alla diffusione tra tutti i giovani di competenze per l’occupabilità e per la vita;
  • contenimento della dispersione scolastica, anche attraverso una concentrazione di risorse verso le aree territoriali e le situazioni sociali più a rischio;
  • precedenza all’inclusione, consolidando la tradizione italiana di una scuola sensibile ai bisogni educativi speciali, accogliente e aperta a tutte e a tutti;
  • apprendimento permanente, anche in risposta a un’evoluzione demografica che vede da un lato la contrazione delle giovani generazioni, dall’altro l’addensamento della popolazione nelle fasce di età adulta e matura;
  • diffusione dell’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale, nella convinzione che essa costituisca una condizione imprescindibile per il conseguimento di tutti gli Obiettivi indicati nell’Agenda 2030.

Poiché l’innovazione didattica legata all’uso delle tecnologie digitali viene intesa come una delle declinazioni possibili del rinnovamento metodologico in ambito formativo, è opportuno precisare che l’ingresso del digitale nel mondo della scuola riguarda sia l’organizzazione degli spazi e il rapporto tra ambienti fisici e “virtuali”, sia le metodologie che integrano l’uso delle tecnologie digitali, la presa in considerazione dei nuovi di stili di apprendimento, la diffusione del pensiero computazionale, la promozione delle competenze digitali per docenti e studenti, lo sviluppo di soft skills che consentano di gestire anche gli aspetti etici ed emotivi legati all’uso delle tecnologie digitali.

Va contrastata l’opera di depotenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e dei percorsi triennali di formazione iniziale per i docenti delle scuole secondarie. Anche negli studi universitari, andrebbe sviluppato con maggiore coraggio e con risorse adeguate il segmento professionalizzante, al momento quasi assente in Italia e invece presente nel resto d’Europa, che potrebbe garantire sbocchi occupazionali agli studenti meno interessati agli studi teorici.

Tutti i contenuti della lezione sono tratti da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).