Goal 5 - PARITÀ DI GENERE

Raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze

Appunti

Nel mondo le donne rappresentano il 39% della forza lavoro, ma detengono solo il 27% delle posizioni manageriali. Infatti, se le donne occupano una grande fetta delle posizioni più junior di tutti i settori, più si sale nella scala gerarchica, più la possibilità di vedere una donna ricoprire un ruolo direttivo diminuisce.

In Italia c’è stato un sensibile miglioramento registrato dal 2010 al 2017, grazie all’aumento della quota di donne negli organi decisionali e nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa, ma la media Ue è ancora lontana.

Nonostante le aziende investano molto sulle donne all’inizio del loro percorso, ciò che manca sono delle politiche e normative pubbliche a supporto della loro crescita. Spesso i lavori più remunerativi sono più rigidi e richiedono un impiego di tempo superiore. Per quale motivo le donne fanno più difficoltà a rivestire queste posizioni? Perché rappresentano ancora le principali responsabili della cura della casa e dell’educazione dei figli.

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Mind the STEM Gap - Fondazione Bracco

Mind the STEM Gap è il Manifesto con cui Fondazione Bracco sostiene l’accesso femminile alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), superando gli stereotipi di genere.

Principi generali, poi declinati in due versioni dedicate rispettivamente alla famiglia e alla scuola, che mirano a garantire pari opportunità educative alle bambine e ai bambini, senza condizionamenti esterni imposti da costruzioni culturali.

Per leggere e scaricare le tre versioni del Manifesto, vai alla lezione dedicata Superare il gender gap nelle discipline STEM.

Per saperne di più sul progetto di Fondazione Bracco e firmare il manifesto vai qui.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Ogni anno, il 25 novembre, le piazze delle maggiori città diventano enormi espositori di scarpe femminili, rigorosamente rosse. A cosa si deve questa tradizione e cosa si vuole celebrare? È un omaggio alle vittime di violenza e di femminicidio

L’idea nasce nel 2009, da un’installazione intitolata, appunto, Zapatos Rojos, realizzata dall’artista messicana Elina Chavet in una piazza di Ciudad Juarez, con la volontà di omaggiare sua sorella, morta per mano del marito, e le centinaia di donne rapite, violentate e assassinate in questa città nel nord del Messico. 

Dal 2009 l’installazione è stata replicata in moltissimi paesi del mondo, tra cui anche l’Italia, dove la campagna è portata avanti dal Centro antiviolenza e dalle associazioni femminili impegnate nell’ambito della violenza contro le donne

Perché proprio il 25 novembre? In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre del 1960, infatti, Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, tre sorelle attiviste e sensibili nel campo dei diritti delle donne, furono uccise a Santo Domingo, nella Repubblica Domenicana, per volere dello stesso dittatore. Si racconta che fossero state fermate per strada, picchiate con dei bastoni e gettate in un burrone. La violenza fu fatta passare come semplice incidente

Il 25 novembre del 1981 avvenne il primo ufficiale Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo. Non è dunque un caso se l’installazione Zapatos Rojos è stata successivamente ideata proprio in Messico. 

Questo non ci deve comunque far pensare che i soprusi femminili siano lontani dai territori italiani. 

Intervista ad Alessia Mosca

Video youtube

Video intervista ad Alessia Mosca, promotrice della legge Golfo-Mosca.

Target del Goal 5

Ecco l'elenco dei sotto target del Goal 5 dell'Agenda 2030 ONU:

  1. Porre fine a ogni forma di discriminazione nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze in ogni parte del mondo

  2. Eliminare ogni forma di violenza contro tutte le donne, bambine e ragazze nella sfera pubblica e privata, incluso il traffico a fini di prostituzione, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di sfruttamento

  3. Eliminare tutte le pratiche nocive, come il matrimonio delle bambine, forzato e combinato, e le mutilazioni dei genitali femminili

  4. Riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e il lavoro domestico non retribuiti tramite la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all'interno del nucleo familiare, secondo le caratteristiche nazionali

  5. Garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunitàdi leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica

  6. Garantire l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi, come concordato in base al “Programma d'azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo” e la “Piattaforma di Azione di Pechino” ed ai documenti finali delle conferenze di revisione

  7. Avviare riforme per dare alle donne pari diritti di accesso alle risorse economiche, come l'accesso alla proprietà e al controllo della terra e altre forme di proprietà, servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in accordo con le leggi nazionali

  8. Migliorare l'uso della tecnologia che può aiutare il lavoro delle donne, in particolare la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, per promuovere l'empowerment, ossia la forza, l'autostima, la consapevolezza delle donne

  9. Adottare e rafforzare politiche concrete e leggi applicabili per la promozione dell'eguaglianza di genere e l'empowerment, ossia la forza, l'autostima, la consapevolezza, di tutte le donne, bambine e ragazze a tutti i livelli.

Situazione mondiale in materia di parità di genere

Nell’ultimo decennio la condizione delle donne è migliorata, ma permangono fenomeni di discriminazione, pratiche nocive e atti di violenza che le vedono protagoniste, o, meglio, vittime. 

Sono almeno 200 milioni le ragazze che hanno subito mutilazioni nei 30 Paesi dove la pratica è più diffusa. 

In Europa una donna su 3 dai 15 anni in su ha subito una violenza fisica e/o sessuale, circa 2 su 5 sono state vittima di una violenza psicologica e una su 10 ha ricevuto molestie online. Ciò che è ancora più sconvolgente è che nel 2020 854 donne sono state uccise in contesto familiare o dal partner, ben oltre la metà dei casi di femminicidio, a riprova del fatto che le donne hanno maggiori probabilità di subire episodi di violenza all’interno della famiglia. Ciò significa che è importante sancire l’esistenza di trattati che stabiliscano degli standard legali di protezione delle donne anche, e soprattutto, nel contesto familiare. 

Tuttavia non si parla soltanto di violenza fisica, o sessuale: è bene infatti non sottovalutare le altre tipologie di soprusi, quali violenza psicologica, già menzionata, oppure economica, esercitata dal proprio partner, appunto. Si tratta di comportamenti di umiliazione e intimidazione, limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche, eccessivo controllo che sfocia spesso nello stalking.

Le donne rappresentano il 39% della forza lavoro, ma detengono solo il 27% delle posizioni manageriali.

Situazione europea: goal 5

Il Goal 5 è uno dei nove Obiettivi per cui l'Unione europea mostra segni di miglioramento tra il 2010 e il 2017.

Anche in questo caso l’indicatore mostra una tendenza sempre crescente, grazie all’aumento delle quote di donne che siedono nei parlamenti e di quelle che svolgono funzioni di senior manager (il cui valore raddoppia). C’è da segnalare il fatto che il divario occupazionale tra maschi e femmine, dopo una riduzione di 1,5 punti dal 2010 al 2014, è rimasto sostanzialmente costante fino al 2017.

Situazione italiana: goal 5

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile miglioramento per quanto riguarda il Goal 5 tra il 2010 e il 2017, il cui indicatore dopo la flessione nel 2016 ha ripreso a crescere grazie all’aumento della quota di donne negli organi decisionali e nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa. A livello territoriale la situazione migliora nella maggioranza delle regioni italiane, specialmente in Centro Italia. Rimangono, tuttavia, forti differenze territoriali tra il Nord e Sud del Paese, in particolare per quanto riguarda la quota di donne elette nel Consiglio Regionale e il rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli. L’unica regione che registra una variazione negativa, nei sette anni analizzati, è la Basilicata a causa della riduzione del rapporto tra i tassi di occupazione (25-49 anni) delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli e della riduzione della quota di donne elette nei Consigli Regionali. 

Nell’ultimo anno, sono state introdotte misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Tra le novità, sono state introdotte nuove fattispecie di reato importanti quali il revenge porn, i matrimoni forzati e le lesioni permanenti al viso;  sono state rafforzate le norme riguardanti il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona; è stato previsto un aumento del fondo in favore degli orfani di femminicidio.

Con la Legge di Bilancio 2019 è aumentato a cinque giorni il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, è stato ridisciplinato il Fondo per le politiche della famiglia, sono state introdotte ulteriori misure in tema di conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie ed è stato prorogato il Bonus bebè. Benché utili, provvedimenti di questo tipo non possono sostenere la natalità, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, né quel cambiamento culturale atto a redistribuire ugualmente le responsabilità genitoriali, anche per favorire l’inserimento e il reinserimento lavorativo delle donne nel mercato di lavoro.

Proposte ASviS per il raggiungimento del Goal 5

Video youtube

Devono essere approvate in tempi brevi le proposte di legge assegnate alla Commissione Lavoro della Camera per il superamento del divario retributivo di genere e per favorire l’accesso delle donne al lavoro. 

Al fine di sostenere concretamente la leadership femminile, bisogna garantire la presenza di donne nei consigli di amministrazione, al fine di consolidare i risultati finora ottenuti e rafforzare una cultura virtuosa non ancora del tutto affermata. 

Per quanto riguarda la violenza contro le donne, appare urgente rafforzare i Centri Antiviolenza

Poiché la “violenza economica” viene spesso usata per isolare una donna, facendole perdere l’indipendenza, occorre lanciare progetti specifici nel settore dell’economia digitale che offrano opportunità concrete alle donne che desiderano affermarsi e raggiungere la propria indipendenza, o utilizzare strumenti come il telelavoro, che aumenta le possibilità di conciliare tempi di lavoro e attività di cura. 

Tutti i contenuti della lezione sono tratti da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).