Goal 8 - LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

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Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Appunti

Nel 2018 il tasso globale di disoccupazione è sceso al 5%.

In Italia i giovani disoccupati che non studiano né si formano (Neet) hanno raggiunto i livelli più alti dell’Ue. Inoltre, permangono fortissime differenze territoriali, con le regioni del Mezzogiorno ben distanti da quelle del Centro e del Nord in termini di output economico e di occupazione.

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Intervista a Luciano Balbo

Video intervista a Luciano Balbo di Oltre Venture

Target del Goal 8

Ecco l'elenco dei sotto target del Goal 8 dell'Agenda 2030 ONU:

  1. Sostenere la crescita economica pro-capite a seconda delle circostanze nazionali e, in particolare, almeno il 7 per cento di crescita annua del prodotto interno lordo nei paesi meno sviluppati

  2. Raggiungere livelli più elevati di produttività economica attraverso la diversificazione, l'aggiornamento tecnologico e l'innovazione, anche attraverso un focus su settori ad alto valore aggiunto e settori ad alta intensità di manodopera

  3. Promuovere politiche orientate allo sviluppo che supportino le attività produttive, la creazione di lavoro dignitoso, l'imprenditorialità, la creatività e l'innovazione, e favorire la formalizzazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese, anche attraverso l'accesso ai servizi finanziari

  4. Migliorare progressivamente, fino al 2030, l'efficienza delle risorse globali nel consumo e nella produzione nel tentativo di scindere la crescita economica dal degrado ambientale, in conformità con il quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibili, con i paesi sviluppati che prendono l'iniziativa

  5. Entro il 2030, raggiungere la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore

  6. Entro il 2020, ridurre sostanzialmente la percentuale di giovani disoccupati che non seguano un corso di studi o che non seguano corsi di formazione

  7. Adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e al traffico di esseri umani e assicurare la proibizione e l'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e l'impiego di bambini-soldato, e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme

  8. Proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori migranti, in particolare le donne migranti, e quelli in lavoro precario

  9. Entro il 2030, elaborare e attuare politiche volte a promuovere il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali

  10. Rafforzare la capacità delle istituzioni finanziarie nazionali per incoraggiare e ampliare l'accesso ai servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti

  11. Aumentare gli aiuti per il sostegno al commercio per i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, anche attraverso il “Quadro Integrato Rafforzato per gli Scambi Commerciali di Assistenza Tecnica ai Paesi Meno Sviluppati”

  12. Entro il 2020, sviluppare e rendere operativa una strategia globale per l'occupazione giovanile e l'attuazione del “Patto globale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro”.

Situazione mondiale in materia di lavoro

Nel 2018, il tasso globale di disoccupazione è sceso al 5% dal 6,4% del 2000, ma rimane alto per i giovani, un quinto dei quali sono NEET (not in education, employment or training).

Gli uomini guadagnano in media il 12% in più l’ora rispetto alle donne, divario retributivo che aumenta al 20% per quanto riguarda le posizioni manageriali.

Situazione europea: goal 8

Il Goal 8 è uno dei nove Obiettivi per cui tra il 2010 e il 2017 l'Unione europea ha fatto progressi.

L'indicatore resta stabile fino al 2013, per poi aumentare negli anni successivi, grazie alla riduzione della quota di giovani che non studiano e non lavorano (NEET) e all’aumento della quota di investimenti sul PIL e del tasso di occupazione, vicino all’obiettivo del 75% fissato per il 2020.

Anche il PIL reale pro capite è in ripresa dal 2010 e, nonostante la flessione del biennio 2012-2013, registra un aumento medio dell’1,2% annuo tra il 2010 e il 2017.

Situazione italiana: goal 8

In Italia il numero di giovani che non studiano e non lavorano è il più alto tra tutti i Paesi Ue.

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile peggioramento per quanto riguarda il Goal 8 in Italia nel periodo 2004-2017. Questo è dovuto in larga parte alla crisi economica, che ha veduto un drammatico crollo del Pil per occupato ed elevati livelli di disoccupazione. Sebbene l’Italia abbia potuto beneficiare di una lenta ripresa economica, questa non ha ancora permesso di recuperare il Pil perso, né si è verificato un riassorbimento dell’elevato livello di disoccupati. Inoltre, permangono fortissime differenze territoriali, con le regioni del Mezzogiorno ben distanti da quelle del Centro e del Nord in termini di output economico e di occupazione. 

Con la Legge di Bilancio 2019 sono stati introdotti il Reddito di Cittadinanza (RdC) e la riforma del sistema pensionistico “Quota 100”. Sebbene l’intento sia di favorire l’occupazione, incoraggiare il ricambio generazionale e alleviare la povertà, le due misure rischiano di non riuscire a offrire benefici corrispettivi ai costi che impongono alle finanze pubbliche. In particolare, rimangono seri dubbi sull’efficacia della turnazione tra lavoratori anziani in uscita e giovani in entrata previsti dalla riforma del sistema pensionistico e sulle capacità del RdC di favorire l’offerta di lavoro e riuscire ad aiutare adeguatamente i giovani.

Proposte ASviS per il raggiungimento del Goal 8

Per favorire l’occupazione giovanile occorre:

  • migliorare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro
  • potenziare la formazione professionalizzante e l’orientamento al sostegno all’impiego e all’autoimpiego
  • investire sulle politiche attive del lavoro
  • migliorare i servizi a supporto dei nuovi nuclei familiari
  • aumentare le risorse dedicate a ricerca e sviluppo, la cui carenza determina sia un ritardo nello sviluppo economico dell’intero sistema Paese e della maggior parte delle regioni, sia un crescente brain drain a favore di Paesi che offrono condizioni migliori per la ricerca
  • rimodulare le tasse sul lavoro a favore dei lavoratori e dei datori di lavoro.

 

Tutti i contenuti della lezione sono tratti da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile).