Genere, numero e concordanza tra aggettivo e nome

Come si riconoscono il genere e il numero di un aggettivo? Dalla desinenza! Impara a declinare gli aggettivi della prima, della seconda e della terza classe e a concordarli con i nomi a cui si riferiscono e non dimenticare gli aggettivi invariabili.

Quattro desinenze per gli aggettivi della prima classe, due per quelli della seconda, tre per quelli della terza e una sola per gli aggettivi invariabili. Sono queste le caratteristiche da ricordare per individuare il genere e il numero degli aggettivi, sempre in accordo con quelli del nome a cui si riferiscono.

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Aggettivi della prima classe

Gli aggettivi della prima classe sono quelli che hanno quattro desinenze:

  1. -o per il maschile singolare
  2. -a per il femminile singolare
  3. -i per il maschile plurale
  4. -e per il femminile plurale 

Bravo, cattivo, questo, quello, alto, basso e tantissimi altri aggettivi si declinano seguendo questo schema.

Anche bello e quello sono aggettivi della prima classe, ma hanno ben tre forme diverse per il maschile plurale:

  • le forme “normali” belli e quelli si usano infatti solo se seguono il nome a cui si riferiscono (libri belli);
  • bei e quei si usano davanti ai nomi che iniziano per consonante (bei libri);
  • begli e quegli sono le forme da usare davanti a nomi che iniziano per vocale, gn, ps, s + consonante, x, y, z (begli occhi).

Aggettivi della seconda classe

Gli aggettivi della seconda classe hanno solo due desinenze:

  1. -e per il singolare
  2. -i per il plurale

Questi aggettivi, quindi, hanno la stessa forma per il maschile e per il femminile e il genere si ricava dal nome a cui si riferiscono.

Aggettivi della terza classe

Per gli aggettivi della terza classe le desinenze sono tre:

  1. -a per il singolare, uguale per il maschile e per il femminile
  2. -i per il maschile plurale
  3. -e per il femminile plurale

Lo schema è quello della tabella a lato e lo seguono gli aggettivi che finiscono in -ista (egoista), -asta (entusiasta), -cida (omicida), -ita (ipocrita), -ota (idiota).

Aggettivi invariabili

Ci sono infine alcuni aggettivi invariabili o indeclinabili, che hanno una sola forma per entrambi i generi e i numeri.

Appartengono a questa categoria:

  • pari e i suoi derivati;
  • alcuni aggettivi che indicano colori come rosa e viola;
  • gli aggettivi formati da anti + nome come antinebbia;
  • alcune locuzioni avverbiali usate in funzione di aggettivi come perbene e dappoco.

L'accordo con il nome

Come l’articolo, anche l’aggettivo concorda con il nome per genere e numero: per questo il limone è giallo e la banana gialla, la ciliegia è rossa e le ciliegie sono rosse.

Ma come si fa se un aggettivo qualifica più nomi? Se i nomi sono tutti dello stesso genere, basta mettere l’aggettivo al plurale per far capire che si riferisce a tutti i sostantivi e non soltanto all’ultimo (la ciliegia e la pesca sono rosse). Se invece i nomi sono di genere diverso, bisogna ricordarsi di usare l’aggettivo maschile plurale per indicare che la qualità si riferisce a entrambi i nomi (il limone e la banana sono gialli).

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