Ripasso delle coniugazioni

Ora che hai studiato tutti i modi del verbo, ripassa la coniugazione regolare dei verbi in -are, -ere e -ire e la coniugazione propria dei verbi essere e avere.

Appunti

Ti ricordi come si coniugano i verbi essere e avere? Conoscere la loro coniugazione è importante perché sono i due ausiliari e li userai anche per formare i tempi composti degli altri verbi. In alcuni casi, però, hanno significato autonomo: scopri quando in questa lezione.

Studia le particolarità delle tre coniugazioni e i verbi in -are, -ere e -ire non avranno più segreti per te.

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Prerequisiti per il ripasso delle coniugazioni verbali

Per ripassare le coniugazioni verbali è necessario conoscere la struttura del verbo.

Il verbo essere

Essere non è soltanto un verbo ausiliare, ma può essere usato anche da solo con il significato di:

  • esistere (C’è un problema);
  • trovarsi (Simone è in treno);
  • appartenere a (La moto è di Marco);
  • essere fatto di (La bottiglia è di plastica);

 

Ripassa la coniugazione propria del verbo essere nella scheda a lato. Scaricala qui:

Il verbo avere

Anche il verbo avere può essere usato da solo e significa:

  • possedere: in senso concreto (Claudio ha una bella macchina), astratto (Claudio ha un cuore d’oro) e anche figurato (Claudio ha due figli);
  • sentire (Roberta ha freddo).

Ripassa la sua coniugazione nella scheda. Scarica il pdf qui:

Prima coniugazione

I verbi della prima coniugazione sono quelli con l’infinito in -are, come parlare.

Ci sono però alcune particolarità da tenere presenti:

  • i verbi in -care (giocare) e -gare (pagare) conservano la C e la G velari dure anche nelle forme con desinenza che inizia per E o I aggiungendo una H tra la radice e la desinenza (gochiamo, pagherò);
  • i verbi in -ciare (baciare) e -giare (mangiare) perdono la I se la desinenza inizia per E (bacerò, mangerei);
  • i verbi in -eare (creare) conservano la E anche davanti a un’altra E (creeremo);
  • i verbi in -iare seguono due modelli diversi a seconda di dove cade l’accento:
    1. quelli come invìo, con l’accento sulla I, fanno invìi (alla seconda persona singolare dell’indicativo presente e alle tre persone singolari del congiuntivo presente) e invìino (alla terza persona plurale del congiuntivo presente);
    2. quelli come inizio, in cui l’accento non cade sulla I, fanno inizi e inizino.

 

Scarica la scheda con la coniugazione completa del verbo parlare per avere sempre a portata di mano il modello da seguire:

Seconda coniugazione

La seconda coniugazione comprende i verbi con l’infinito in -ereo in -rre. Bisogna però fare attenzione ad alcune particolarità:

  • i verbi in -cere (vincere) e -gere (piangere) di solito hanno suono dolce (palatale) davanti a -E o -I (vinci, piangendo), mentre assumono il suono duro velare davanti ad -A e -O (vinca, piango). Fanno eccezione i verbi come cuocere che mantengono il suono dolce dell’infinito anche prima delle vocali -A e -O con l’inserimento di una I tra radice e desinenza (cuocio);
  • nei verbi cometenere la vocale tematica -E diventa un dittongo (-IE) in posizione tonica, cioè accentata (tieni, teniamo);
  • l’alternanza tra -etti (credetti) ed -ei (abbattei) al passato remoto e tra -uto (creduto), -nto (vinto), -tto (letto), -sto (visto) e -so (perso) al participio passato può generare un po’ di dubbi: consulta il dizionario per sapere qual è la forma corretta per ogni verbo.

Scarica la scheda con la coniugazione completa del verbo credere per avere sempre a portata di mano il modello-base da seguire:

Terza coniugazione

I verbi della terza coniugazione hanno l’infinito in -ire.

Molti verbi però aggiungono il suffisso -isc alla radice nelle tre persone singolari e nella terza plurale dell’indicativo (finisco) e del congiuntivo presente (capiscano) e nella seconda singolare dell’imperativo (obbedisci). Il suffisso deriva dal latino dove indicava l’aspetto incoativo: non farti spaventare dal parolone, vuol dire solo che si usava per dare al verbo il significato di “cominciare a”.

Esempio: seneo in latino significa ‘invecchiare’, mentre senesco con il suffisso aggiunge al verbo l’idea di ‘cominciare a invecchiare’.

In italiano le forme in -isc si sono affermate, ma hanno perso il significato di “cominciare a”, mantenendo invece il significato del verbo corrispondente senza suffisso.

Ecco un paio di aspetti da tenere presenti per coniugare correttamente i verbi della terza coniugazione:

  • il participio può essere in -ente (divertente) o in -iente (obbediente) e, in alcuni verbi, la T si trasforma in Z prima della desinenza (consenziente);
  • i verbi cucire e fuggire si comportano in modo diverso: cucire conserva la C dolce palatale in tutta la coniugazione inserendo una I davanti alle desinenze in -A e -O (cucio), mentre fuggire assume suono duro velare davanti ad -A e -O (fuggo).

Segui il modello del verbo partire per coniugare tutti i verbi della terza coniugazione. Scarica il pdf qui: