I tempi del verbo

Ogni modo ha diversi tempi che collocano l’evento in un preciso momento o ne indicano l’anteriorità, la contemporaneità o la posteriorità rispetto ad altri.

Appunti

Impara a distinguere i tempi semplici da quelli composti e a scegliere tra essere e avere il giusto ausiliare per ogni verbo.

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Prerequisiti per studiare i tempi del verbo

Per studiare i tempi del verbo è necessario conoscere: 

Il tempo

Il tempo del verbo serve a mettere in relazione il momento in cui si parla o scrive con quello in cui avviene l’azione espressa dal verbo. Questa può essere collocata nel:

  • presente, per esprimere contemporaneità (Faccio i compiti);
  • passato, per indicare l’anteriorità dell’azione rispetto al momento in cui si parla (Ho fatto i compiti);
  • futuro, per esprimere la posteriorità di un’azione non ancora avvenuta quando si parla (Farò i compiti).

Tempi semplici e composti

I tempi del verbo possono essere:

  • semplici: se sono formati dalla sola voce verbale (parlo, leggessi, partirei);
  • composti: se sono formati dall’ausiliare essere o avere seguito dal verbo coniugato al participio passato (ho parlato, avessi letto, sarei partito).

 

Per formare i tempi composti bisogna scegliere l’ausiliare giusto, coniugarlo al tempo semplice corrispondente e aggiungere il participio passato del verbo.

  • L’indicativo è il modo con più tempi: sono ben otto, quattro semplici (presente, imperfetto, passato remoto e futuro semplice) e quattro composti (passato prossimo, trapassato prossimo, trapassato remoto e futuro anteriore).
  • Il congiuntivo ha quattro tempi, due semplici (presente e imperfetto) e due composti (passato e trapassato).
  • Il condizionale ha due tempi, il presente (semplice) e il passato (composto).
  • L’imperativo ha soltanto il tempo presente.
  • L'infinito ha un tempo semplice (presente) e un tempo composto (passato).
  • Il participio ha due tempi semplici, presente e passato.
  • Il gerundio ha un tempo semplice (presente) e un tempo composto (passato).

 

Per capire al volo gli "abbinamenti" tra tempo semplice e tempo composto e sapere sempre come formare il tempo composto che ti serve, segui l'esempio del verbo leggere che trovi nella scheda. Scarica il pdf qui:

Video della mappa mentale sui verbi ausiliari

Scopri la funzione e gli usi dei verbi ausiliari guardando il video con la mappa mentale narrata.

I verbi ausiliari

Essere avere hanno una funzione in più rispetto agli altri verbi: oltre ad avere i loro significati autonomi, infatti, si usano anche come verbi ausiliari nella formazione dei tempi composti e del passivo. Per questo si chiamano ausiliari, dal latinoauxilium, ‘aiuto’, perché aiutano il verbo nella sua coniugazione unendosi al suo participio passato.

Il verbo avere si usa come ausiliare nella formazione dei tempi composti di:

  • tutti i verbi transitivi, seguiti o meno dal complemento oggetto (Andrea ha letto un libro - Laura Pausini ha cantato in tutto il mondo);
  • alcuni verbi intransitivi come abbaiare, camminare, cenare, pattinare, sciare, viaggiare e tanti altri. 

 

Il verbo essere si usa come ausiliare:

  • nei tempi composti della maggior parte dei verbi intransitivi (Andrea è andato in Spagna);
  • nei tempi composti dei verbi riflessivi (Andrea si è svegliato presto);
  • nei tempi composti dei verbi impersonali (È piovuto). Con i verbi impersonali che indicano fenomeni atmosferici, però, si può usare anche l’ausiliare avere se si vuole sottolineare la durata del fenomeno (Quest’estate è piovuto poco - Ha piovuto tutta la notte);
  • nella forma passiva (Il libro è stato letto da Andrea).

 

Per ricordarti tutto sui verbi ausiliari, stampa la mappa mentale. Scarica il pdf qui: