L'evoluzione

Con il termine evoluzione si intendono i cambiamenti che avvengono negli anni, nei secoli e addirittura nei millenni negli organismi, ma anche negli ambienti.

Appunti

Di seguito affronteremo le diverse teorie più o meno fondate che hanno fatto biologi e naturalisti nel passato fino a studiare ciò che alcuni di noi danno per scontato, ma che in realtà sono importanti scoperte, come la teoria evoluzionistica di Darwin e i processi di speciazione.

Accedi per sempre a tutte le lezioni FREE con video ed esercizi spiegati!

Creazionismo, fissismo e trasformismo

Il creazionismo è un’idea che permase per molti secoli nella cultura occidentale secondo la quale ogni specie fu creata da Dio e quindi perfetta e immutabile.

Carl Nilsson Linnaeus (Carlo Linneo in italiano 1707-1778) formulò la teoria del fissismo nel suo libro “Systema naturae” (1735). Secondo questa concezione le specie animali e vegetali sono immutabili e non evolvono nelle generazioni successive.

A Linneo si deve anche l’attribuzione di un doppio nome in latino a ciascun organismo (nomenclatura binomiale), sistema tuttora in uso nel mondo scientifico.

Tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento però si instaurarono le prime idee trasformiste, secondo le quali i cambiamenti di specie erano possibili e associabili all’ interazione degli organismi con l’ambiente in cui vivevano.

Il termine trasformismo venne sostituito negli anni dalla teoria dell'evoluzione di Lamarck in seguito superata dalla teoria dell’evoluzione di Charles Darwin (1809-1882).

 

La prima teoria evoluzionista di Lamarck

Nel 1809 Jean Baptiste de Lamarck (1744-1829), naturalista francese, pubblicò la sua opera “Philosophie zoologique” in cui esponeva la prima teoria scientifica dell'evoluzione della specie.

La sua teoria si basava su tre punti principali:

  • La spinta al cambiamento dettata dalla variazione dell’ambiente in cui ogni organismo vive;
  • Lo sviluppo o la degenerazione di un organo in relazione al suo utilizzo;
  • L’ereditarietà dei caratteri acquisiti dai genitori.

 

A conferma delle sue teorie Lamarck utilizzò l’esempio della giraffa che nel tempo si è riprodotta trasmettendo il carattere del collo sempre più lungo per raggiungere i rami alti delle piante. 

Oggi noi sappiamo che la trasmissione di un carattere non dipende dall’uso o meno di un organo, ma dalla genetica. A quel tempo però una scoperta di  questo tipo aiutò a distaccarsi dalle credenze infondate e prive di spiegazioni scientifiche del creazionismo e del fissismo e ad avere una nuove prospettiva dinamica della storia della natura.

 

La teoria evoluzionista di Darwin

Nel 1859 Charles Robert Darwin (1809-1882) espose la sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale nell’opera “Sull’origine delle specie mediante selezione naturale” scritta durante il suo viaggio di esplorazione attorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.

Tappa fondamentale di questo viaggio fu l’arcipelago delle Galapagos dove Darwin studiò numerose specie animali mai viste prima. Scoprì l’iguana marina unica per il suo modo di vivere, specie di uccelli non ancora noti agli europei e le tartarughe marine appartenenti tutte alla stessa specie con forma del guscio diversa in base all’isola di provenienza. Qui riuscì a comprendere come le specie si differenziano e si riproducono in base al luogo in cui vivono.

I punti principali su cui si basa la sua teoria dell’evoluzione sono:

  • La variabilità dei caratteri di una stessa specie anche nello stesso ambiente;
  • L’eredità dei caratteri innati;
  • L’adattamento all’ambiente in cui vive una specie e l’isolamento geografico;
  • La lotta per la sopravvivenza che mantiene le popolazioni numericamente stabili;
  • La selezione naturale in base al successo riproduttivo.

 

In seguito Darwin si concentrò sulla selezione artificiale degli animali domestici parlandone nel suo trattato “La variazione delle piante e degli animali in condizione di domesticità”.

Gli animali allora proprio come oggi venivano selezionati per vantaggio economico (bovini, suini e ovini) o per estetica (cani e colombi).

 

Le prove dell’evoluzione

Le discipline scientifiche che confermano la teoria dell’evoluzione sono:

  • La PALEONTOLOGIA: i fossili più antichi presentano forme di organismi semplici che lentamente sono mutati fino alle forme più moderne e complesse;
  • L’ANATOMIA COMPARATA: confrontando le varie strutture degli organismi è stato possibile distinguere omologie (parentele tra specie diverse con progenitore comune) da analogie (somiglianze esterne dovute all’adattamento degli organismi allo stesso ambiente) anatomiche;
  • L’EMBRIOLOGIA COMPARATA: studia i primi stadi dello sviluppo embrionale per ipotizzare l’origine da un progenitore comune di gruppi sistematici che presentano somiglianze anche se non strettamente imparentati;
  • La BIOGEOGRAFIA: ha dimostrato l’evoluzione di specie diverse in aree vicine con caratteristiche ambientali specifiche;
  • La BIOCHIMICA: La selezione artificiale e gli studi di biologia molecolare sono prove aggiuntive a favore dell’evoluzione.

 

Credits Immagine da Волков Владислав Петрович, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’origine di nuove specie

La speciazione è un processo evolutivo di formazione di nuove specie zoologiche e botaniche a partire da specie esistenti dovuto alle mutazioni che avvengono nel tempo in popolazioni rimaste isolate per lungo tempo. La nascita di nuove specie avviene in modo graduale quando si creano delle varietà nella specie o in modo rapido quando un gruppo di individui colonizza una nicchia ecologica libera stimolando la riproduzione degli organismi e creando nuove caratteristiche e nuove specie.

Ad esempio la farfalla Erebia epiphron presente sulle montagne europee si è differenziata nelle diverse aree in seguito all’isolamento causato dalla glaciazione.

Per nicchia ecologica si intende l’insieme di risorse alimentari e ambientali (fisiche, chimiche e biologiche) utilizzate da una specie e il ruolo di questa specie in rapporto con gli altri organismi in un ambiente specifico.