Misurare i terremoti

All'improvviso tutto si scuote, cadono i soprammobili, si rovescia la libreria... che sia stato un terremoto? È molto probabile. Ma è possibile misurare un terremoto? La risposta è sì, però ci sono metodi diversi a seconda di cosa vogliamo misurare.

 Come si fa a misurare i terremoti?

Che differenza c'è tra magnitudo e intensità dei terremoti?

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La Scala Richter

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Se vogliamo determinare quanta energia si è sprigionata durante la scossa possiamo servirci dei sismografi, particolari strumenti che registrano le onde sismiche tracciando un segno tanto più ampio quanto più forte è la scossa.

In questo caso si misura - in una scala da 1 a 10 - la magnitudo (parola che significa “grandezza”), secondo la cosiddetta scala Richter, dal nome del sismologo che l'ha ideata.

Durante i terremoti più violenti l'energia che si libera è circa £$100\ 000$£ volte quella della bomba atomica di Hiroshima.

 

La Scala Mercalli

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Ma è anche possibile classificare un sisma sulla base degli effetti che produce e che possiamo osservare direttamente.

In questo caso si utilizza la scala Mercalli, che non si basa su delle misure strumentali, ma sull'intensità del terremoto. Questa scala prevede dodici scalini, dal più debole, il grado £$1$£, non percepito dall'uomo, al più devastante, il grado £$12$£, che prevede la distruzione totale di ogni opera umana.

 

Il Confronto tra Scala Richter e Mercalli

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Non c'è sempre corrispondenza tra intensità e magnitudo; può accadere che due terremoti di diversa magnitudo provochino effetti identici e quindi siano dello stesso grado Mercalli, o viceversa due terremoti con la stessa energia possono provocare danni molto differenti a seconda di dove avvengono.

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