Matematica Rock – intervista a Paolo Alessandrini

19 Jul 2019

A pochi giorni dall’uscita del libro Matematica Rock, abbiamo chiesto all’autore di raccontarci le sue emozioni e quello che si nasconde dietro il suo ultimo lavoro.

Le risposte fanno proprio venire voglia di leggere questo libro tutto d’un fiato!

Matematica rock: “I’d like to be a writer”

Il sogno di un giovane matematico diventato realtà grazie a Matematica Rock. Non è il tuo primo scritto, ma è il primo libro cartaceo che potremo trovare negli scaffali delle librerie. Emozionato?

Immagino tu faccia riferimento all’aneddoto che ho raccontato qualche giorno fa sul mio blog “Mr. Palomar”: molti anni fa, quando ancora non insegnavo matematica ma lavoravo in una multinazionale come ingegnere informatico, durante un’attività di team building venne chiesto ai partecipanti cosa avrebbero sognato di fare di lì a qualche anno. Non dissi che volevo diventare l’amministratore delegato dell’azienda o il responsabile di qualche settore della società, ma che desideravo fare lo scrittore. Non so come mi venne in mente, ma dissi proprio così.

Poco dopo, in effetti, la profezia cominciò ad avverarsi, grazie alle mie esperienze come divulgatore e blogger matematico, e poi, ancor di più, con la pubblicazione dell’e-book La matematica dei Pink Floyd nel 2014.

A distanza di anni, l’uscita di Matematica rock mi rende molto felice, anche perché si tratta del coronamento di un progetto che avevo in mente da molto tempo.

Storie rock per scoprire che la musica è piena di matematica

Matematica e musica hanno legami molto forti, a partire dalla musica classica, anche nel modo stesso di scrivere una partitura. Ma quali sono i legami tra matematica e musica rock?

Che matematica e musica siano strettamente legati l’una all’altra, è ben noto a chi conosce la musica e forse anche a chi ha studiato matematica. Quando ascoltiamo un brano musicale è frequente riconoscere strutture ordinate, sia a livello ritmico che melodico e armonico, e questa è già matematica. In realtà la musica è piena di matematica, anche se a volte un po’ nascosta, e se ne era accorto già Pitagoradue millenni e mezzo fa.

Ma di questi legami hanno già parlato in tanti, su numerosi libri. Infatti non è di questo che parla Matematica rock, a parte qualche accenno alle onde sonore, alle armoniche, al concetto di battuta musicale. L’idea centrale del libro è raccontare storie: storie rock, vicende di band, rock star, canzoni famose, testi misteriosi, sessioni di registrazione che sono passate alla storia, errori e momenti di crisi.

Il bello è che tutte le storie che ho inserito nel libro aprono la strada, spesso in modo inaspettato, verso territori matematici. Spesso è la musica a fornire gli assist più interessanti.

Per esempio, le canzoni dei Beatles hanno attirato l’attenzione di matematici e statistici: esse pongono infatti alcuni problemi, ben noti ai fans, che si prestano ad essere affrontati utilizzando metodi quantitativi. Uno di questi è l’enigma legato all’accordo iniziale di “A Hard Day’s Night”: come fecero i Beatles a suonarlo? Un altro è un problema di paternità musicale: vi sono alcuni brani firmati Lennon-McCartney che solo la matematica è riuscita ad attribuire al giusto autore.

In altri casi sono i testi a offrire ghiotti spunti matematici, come nell’incredibile pezzo dei Van der Graaf Generator intitolato “Mathematics”, nella celebre “Rock Around the Clock” e in molte altre canzoni.

Altre volte ancora il punto di partenza è offerto dalle copertine, e potrei citare ancora i Beatles, i Coldplay e altre band ancora.

Al di là di queste connessioni, comunque, mi piace sottolineare che matematica e rock hanno in comune alcune caratteristiche molto importanti: la libertà, la creatività, la capacità di scardinare, scompigliare le carte e stupire con la forza rivoluzionaria della bellezza. La storia della matematica è, in fin dei conti, un cammino pieno di scoperte rivoluzionarie, di punti di svolta coraggiosi. Per esempio, i matematici italiani come Bombelli, Tartagliae Cardano che nel Cinquecento introdussero i numeri immaginari, sconvolgendo le certezze dell’epoca, erano matematici rock. Lo stesso vale per Cartesio, per Leibniz e tanti altri.

I numeri primi dei Queen

Qual è la storia che ti ha incuriosito di più e spinto a scrivere questo libro?

Una è la storia del famosissimo ritmo di “We Will Rock You” dei Queen: sì, il famosissimo “stomp-stomp-clap” che si fa battendo mani e piedi. Pochi sanno che Brian May, il chitarrista dei Queen, autore del pezzo, utilizzò i numeri primi per fare in modo che quei battiti suonassero sul disco come se fossero stati eseguiti da migliaia di persone, come spettatori in un concerto in uno stadio. May è un magnifico esempio di rock star che possiede anche una brillante mente matematica: questo non deve stupire, anche perché il chitarrista vanta un dottorato in astrofisica e ha collaborato con la NASA nella missione “New Horizons” per lo studio di Plutone.

Tra l’altro, “We Will Rock You” uscì nel 1977, lo stesso anno in cui i numeri primi cessarono di essere un trastullo per matematici privo di applicazioni pratiche e diventarono determinanti come ingrediente base per gli algoritmi che gestiscono la cifratura dei messaggi e quindi la sicurezza nelle comunicazioni (per esempio, ai nostri giorni, le transazioni su internet). Per questo nel libro definisco il 1977 come l’anno dei numeri primi!

Come riuscì Brian May nel suo intento? Be’, per saperlo dovete leggere il libro!

Un’altra storia riguarda i Led Zeppelin. Ricordate il loro quarto album, quello più celebre, che contiene l’immortale “Stairway to Heaven”? E quegli strani e famosi simboli che furono stampati sulla copertina del disco, in particolare il segno “ZoSo” di Jimmy Page? Ebbene, anche da qui salta fuori la matematica! Matematica rock, ovviamente.

Copertina libro Matematica Rock

Matematica rock: un percorso nelle diverse branche della matematica

Il tuo libro è un percorso di matematica attraverso la musica: ritroveremo la matematica che conosciamo, a partire dall’aritmetica e dalla geometria fino alle successioni come quella di Fibonacci?

Sì, il libro è suddiviso in quattro parti, ciascuna dedicata a una branca della matematica: aritmetica e algebra; calcolo combinatorio, probabilità e statistica; geometria e topologia; analisi.

Attenzione, però: non aspettatevi un saggio tradizionale di matematica, leggendo il quale si può impararela matematica dalla A alla Z. Spero invece che gli argomenti che scoprirete possano divertirvi e mostrarvi lati della matematica nuovi e inaspettati.

Hai citato Fibonacci? Be’, certamente c’è anche lui nel libro: d’altra parte come potrebbe mancare una rockstar della matematica come lui? Scoprirete cosa lo lega indissolubilmente a rock band come i Genesis e a brani musicali immortali come la splendida “Firth of Fifth”.

Scopriremo quindi che anche i matematici come Leibniz avrebbero potuto essere dei rockettari, scrivere dei teoremi da primi posti in classifica! Dacci un assaggio dei teoremi e delle scoperte che citi nel libro.

Se fossero vissuti ai nostri giorni, molti dei matematici del passato sarebbero forse personaggi da numero 1 in classifica, vere superstar planetarie. Ho già citato Fibonacci, che ebbe il merito di importare in Europa concetti matematici che per noi sono scontati, come il sistema di numerazione posizionale decimale e lo zero. Un po’ come i musicisti del periodo hippie che scoprirono la fascinazione della musica orientale e la mescolarono al rock occidentale…

Hai menzionato Leibniz, un’altra star della matematica, che inventò (o scoprì?) molte nuove strade per la matematica: per esempio l’analisi matematica, anche se il suo merito va condiviso con Isaac Newton che negli stessi anni ebbe (indipendentemente) la stessa geniale idea.

E potrei citare Cartesio, fondatore della geometria analitica: nel libro mostro come, incredibilmente, sia stato un vero padre ispiratore per molte rock band di oggi!

Matematica rock o scuola rap?

Abbiamo capito che le rock star possono essere anche geni matematici, ma come fa un professore di matematica a diventare una pop star?

Può succedere anche questo. In un capitolo del libro racconto la storia di Tom Lehrer, cantautore americano, popolarissimo negli anni Cinquanta e Sessanta come autore ed esecutore di canzoni umoristiche, caratterizzate da un inconfondibile stile sarcastico e irriverente. Fino ai primi anni Cinquanta, Lehrer era in effetti un professore di matematica. Era stato un bambino prodigio: entrò all’università di Harvard a soli quindici anni e si laureò in matematica a diciannove. Poi aveva cominciato a insegnare in varie università.

Un giorno del 1951 Lehrer entrò in aula e, invece di spiegare integrali ed equazioni differenziali, si sedette al pianoforte (casualmente qualcuno lo aveva portato lì…) e si esibì in una serie di proprie composizioni ispirate alla matematica e alla fisica. Da lì ebbe inizio il suo enorme successo come pop star. Lehrer non ebbe mai simpatia per il rock’n’roll, anzi lo odiava sinceramente. Ma nel libro ho mostrato perché la sua figura sia stata importante anche per molti artisti di questo genere.

Buona lettura, e buona matematica rock a tutti!

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