Intervista a Marie-Sophie Germain: il mese delle STEM

19 Aug 2016

Marie-Sophie Germain

Per il mese delle STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) proviamo ad immaginare una intervista aMarie-Sophie Germain. Un nuovo appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”. Questa speciale rubrica si propone di offrire alle studentesse una serie di interviste a donne di successo, esempi di leadership femminile e del variegato rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

 

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Marie-Sophie Germain

Marie-Sophie Germain (1776-1831) è stata una matematica francese. Considerata tutt’oggi un’icona del movimento femminista, si affermò in campo scientifico quando ancora vigeva una rigida discriminazione sessuale. Per anni fu infatti costretta ad utilizzare uno pseudonimo maschile, Antoine-August Le Blanc.

Intervista a Marie-Sophie Germain: il mese delle STEM

Quale liceo hai frequentato?

“Non ho frequentato il liceo, da adolescente ho avuto solo insegnanti privati. Poi studiavo molto da sola, prendendo i libri dalla biblioteca di mio padre”.

Qual era la tua materia preferita?

“Che domande, la matematica! Me ne innamorai quando avevo appena 13 anni, grazie alla biografia di Archimede. Lessi che il grande matematico era stato ucciso da un soldato romano poiché, troppo assorto dai suoi calcoli, si era rifiutato di seguirlo. Se qualcuno aveva addirittura sacrificato la propria vita per la matematica, non poteva che essere una materia interessante da studiare”.

Quale università hai frequentato e perché?

“La mia storia è un po’ particolare. Quando avevo 18 anni aprì a Parigi l’École Polytechnique, un’università destinata a scienziati e matematici che però era vietata alle donne. Desideravo così tanto frequentarla che mi iscrissi con lo pseudonimo maschile di Antoine-August Le Blanc. Non potevo frequentare i corsi per non rischiare di essere scoperta, ma studiavo autonomamente sulle dispense”.

Se potessi tornare indietro nel tempo chi vorresti conoscere?

“Eulero, Newton e perché no, anche Archimede. Magari aiutandolo nelle sue ricerche avrei potuto impedire che venisse ucciso per un motivo così sciocco”.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Due sono stati i miei grandi mentori. Il primo fu il Professor Lagrange, che mi spronò molto negli studi. In lui trovai un amico e soprattutto un valido insegnante. Con il secondo invece, Friedrich Gauss, iniziai un rapporto epistolare che aveva come principale argomento la teoria dei numeri. Una volta mi definì come una donna dal “nobile coraggio, talento straordinario e genio superiore”. Mi ha sempre elogiato molto”.

Una frase che non sopporti?

La matematica è una cosa da uomini”.

Una frase che ripeti spesso?

L’algebra non è che geometria scritta, la geometria non è che algebra figurata”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico-matematiche nella tua carriera?

“Sono state sicuramente importanti, ma le conoscenze le ho acquisite grazie soprattutto a una forte curiosità e passione per la matematica. Inoltre il coraggio e la tenacia di non fermarmi davanti ai pregiudizi hanno contribuito allo sviluppo del mio talento”.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

“Come ho appena detto coraggio e tenacia per la mia esperienza personale sono stati fondamentali per abbattere questi stereotipi e farsi largo in un mondo dominato dagli uomini. Pur di studiare all’università mi sono finta uno di loro. Ero convinta che i miei contributi scientifici avrebbero superato i pregiudizi sociali e così è stato”.

Oggi la paura più grande dei giovani è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

“Di non avere paura, ma di farsi largo nel mondo con tenacia e determinazione”.

Cos’è il successo per te?

“Per me il successo è stato ottenere dall’Università Georg-August di Gottinga la laurea honoris causa. Dopo tanti anni di studi non aver conseguito la laurea è sempre stato il mio maggior rimpianto”.

 

Grazie Marie-Sophie! 

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