Il codice è donna! Inedita intercettazione di Ada Lovelace che svela tutto alla sua mentore!

14 Oct 2014

Oggi pubblichiamo un’inedita intercettazione telefonica tra la contessa Ada di Lovelace e Mary Somerville, sua mentore.
Ada è l’unica figlia legittima di lord Byron, il poeta – che lei non ha mai conosciuto in quanto lascia la famiglia quando la piccola Ada ha solo un anno e muore tre anni dopo – e di Anna Isabelle Milbanke, matematica. Ada diventa poi “Lovelace” dopo che il marito, William King-Noel, diventa primo conte di Lovelace.

– Mary, ciao. Ada.
– Oh darling, carissima! Come sta la mia contessina scienziata pazza?
– Mary, Mary: che momento incasinato! Ho combinato un macello.
– Cosa hai fatto mia cara? Si tratta di lui?
– Sì, Mary. Cioè no. Non lui. Carlo è andato su tutto le furie.
– Carlo? Pensavo si trattasse di Bill.

Ada, è sposata al conte di Lovelace: William, Bill per gli amici come noi; e lavora da anni con Charles Babbage, ingegnere, matematico, programmatore (quando ancora non esistevano i computer) insomma un maledetto genio. Charles, per gli amici Carlo, era molto affezionato alla sua giovane apprendista Ada.

– No darling, Carletto (Babbage, ndr) è andato su tutte le furie.
– Ma per quella storia dell’algoritmo? Suvvia, lo sanno tutti che l’hai scritta tu quella roba.
– No, non per quello. È ovvio che l’ho scritta io. Figurati se un uomo avrebbe mai potuto pensare di programmare una macchina perché faccia delle cose al posto suo. (ride, ndr)
– Per quello ci siamo già noi donne, no? (sorride, ndr)
– Ooooh darling, tu mi capisci! Esatto. Solo una donna avrebbe potuto pensare di prendere una macchina per farle fare un po’ di lavoro duro solitamente in capo a noi. Comunque no, non parlo della macchina analitica.
– E di cosa allora?
– È l’Italiano. Oh, divino. Luigi! Cuore mio… Era suo quel lavoro che ho tradotto e annotato sulla macchina. Carlo è andato su tutte le furie, perché in effetti gli appunti a Luigi li aveva passati lui.
– Oh santo cielo! Il solito gelosone! Ma quindi pensa che tra te e l’italiano…
– Ho provato a spiegargli che tra Luigi e me non c’è stato nulla, solo un’ardente, fortissima, incredibile attrazione… per i nostri cervelli ecco tutto.
– Aaaah… i vostri cervelli… e Carlo… Ada? Ada?

La comunicazione si interrompe.
Ma qualche minuto più tardi…

– O scusa Mary cara. Stavo giocando con il filo del telefono, sai me lo attorcigliavo sulle dita e ho tirato tutto per terra.
– Ho capito, ho capito. Su! Racconta!
– Bé dicevo, Carlo è… Carlo è… un testone! Niente da fare. Non mi ha creduto. Certo che Luigi, con quella sua divisa, i suoi bei baffoni. Sai ha qualche anno in più di me, ma mica così tanti come Carlo. Forse per questo Babbage è un po’ geloso. E poi… è un militare, forte, coraggioso. Sai sono un po’ stufa di questi saputelli da laboratorio… Lui e i sui marchingegni da guerra… Lo vedessi poi in sella al suo bel cavallo… aaah…
– Ada! Smettila! (silenzio) Va bè dai… racconta!
– Lui, vede… vede… oltre la macchina. Lui crede negli oggetti come li chiama lui. Vede la macchina come qualcosa in grado di manipolare oggetti. E io questi pensieri li condivido, li sento miei e li ho scritti tutti.
– E a cosa ti hanno portato le tue ricerche?
– Aaaah… quando stavo terminando il lavoro di traduzione e annotazione degli scritti di Luigi ho buttato giù quello che serve per insegnare alla macchina come calcolare i numeri di Bernoulli. Credo sia una cosa mai fatta prima.
– E Carlo, come l’ha presa?
– Bene, ovviamente dirà che è una sua idea, che – come al solito – ci aveva già pensato e che l’aveva anche scritto da qualche parte!
(sorride timidamente)… uomini!

Ada all’età di 27 anni, nel 1842 traduce e annota il lavoro dell’ingegnere e matematico Conte Federico Luigi Menabrea sulla macchina analitica. Luigi diventerà poi primo ministro del regno di Sardegna una ventina d’anni più tardi, ma questo Ada non lo saprà mai perché muore a soli 36 anni. A lei però andrà la gloria nei secoli perché in quelle note, verso la fine, è contenuto quello che si ritiene sia il primo algoritmo, il primo pezzo di codice. La macchina non è mai stata costruita e l’algoritmo, che doveva servire per calcolare i numeri di Bernoulli, non è mai stato testato.

Saldi con Carta del docente e 18App
Saldi con Carta del docente e 18App