Intervista a Ada Lovelace per il Mese delle STEM

10 Apr 2016

Ada Lovelace

Per il MESE DELLE STEM intervistiamo oggi Ada Lovelace. Un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”. Questa speciale rubrica si propone di offrire alle studentesse una serie di interviste a donne di successo, esempi di leadership femminile e del variegato rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

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Oggi abbiamo il piacere di intervistare Ada Lovelace:

Ada Lovelace (1815-1852), nata Augusta Ada Byron, è stata un’importante matematica inglese.Unica figlia legittima del poeta romantico per eccellenza Lord Byron, Ada si è interessata fin da giovane alle scienze matematiche. Grazie ai suoi studi sulla “macchina analitica” è ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.

Intervista a Ada Lovelace per il Mese delle STEM

Quale liceo hai frequentato?

Nessun liceo, la mia formazione è avvenuta esclusivamente grazie ad insegnanti privati”.

Qual era la tua materia preferita?

La matematica, senza alcun dubbio. È una cosa di famiglia. Mia mamma era chiamata “la principessa dei parallelogrammi”, io “l’incantatrice di numeri”. Credo fosse nel mio dna questa passione”.

Se potessi tornare indietro nel tempo chi vorresti conoscere?

Laplace, uno scienziato francese del periodo napoleonico. La passione per lui me l’ha trasmessa la mia insegnante, Mary Somerville, altra grande matematica”.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Il mio mentore, Charles Babbage. Avevo 17 anni, ero ad una festa e mi stavo davvero annoiando. Ad un certo punto incontro quest’uomo, molto più vecchio di me, burbero nei modi ma estremamente brillante. Abbiamo iniziato a parlare della sua “macchina differenziale” e c’è stato subito un forte feeling. Nulla di romantico ovviamente. Da quel giorno è iniziata una bellissima amicizia, oltre ad uno stimolante rapporto lavorativo. Il nostro incontro mi ha cambiato la vita”.

Una frase che non sopporti?

La scienza fa male alle donne, pensare troppo le stanca”.

Una frase che ripeti spesso?

Con i numeri nulla è impossibile”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico-matematiche nella tua carriera?

Decisamente molto. Essere un’incantatrice di numeri, come Charles spesso mi chiamava, è stato determinante per il mio lavoro. Sono passata dallo studiare una macchina che poteva manipolare solamente numeri ad idearne una in grado di essere programmata a manipolare simboli (lettere, note, informazioni). Ho creato il primo computatore della storia ed è stato un vero successo”.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Dimostrare che le idee brillanti vengono sia a uomini che a donne. Prendiamo il mondo dell’informatica ad esempio. È indubbio che sia ancora dominato dagli uomini. Tuttavia molti non sanno che proprio io, una donna, ho inventato alcuni concetti fondamentali che oggi definiscono cosa i computer possono fare”.

Oggi la paura più grande dei giovani è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Siate creativi e guardate oltre. Non fatevi fermare da nulla e da nessuno”.

Cos’è il successo per te?

Il successo l’ho ottenuto quando hanno istituito l’Ada Lovelace Day. Si festeggia dal 2009 ed è una giornata che vuole promuovere la partecipazione delle donne nel mondo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica (STEM)”.

 

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