Intervista a Margherita Hack: il mese delle STEM

17 Apr 2016

Margherita Hack

Per il mese delle STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) proviamo ad immaginare una intervista a Margherita Hack. Un nuovo appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”. Questa speciale rubrica si propone di offrire alle studentesse una serie di interviste a donne di successo, esempi di leadership femminile e del variegato rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

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Oggi abbiamo il piacere di immaginare un’intervista con Margherita Hack.

Margherita Hack (1922-2013) è stata una delle menti italiane più brillanti della comunità scientifica contemporanea, nota a livello mondiale per gli importanti studi da lei svolti in ambito astrofisico. Amante degli animali, appassionata di bicicletta, atea convinta e vegetariana sin dalla nascita, è stata sempre molto attiva in ambito sociale e politico. È stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Lei stessa di definiva “l’amica delle stelle”.

Intervista a Margherita Hack: il mese delle STEM

Quale liceo hai frequentato?

Il Liceo Classico “Galileo”, il più antico di Firenze. Ero una studentessa mediocre, studiavo abbastanza volentieri senza pretendere di essere super brava. Sapevo che i miei genitori facevano sacrifici per farmi studiare, quindi i voti li prendevo per loro”.

Qual era la tua materia preferita al liceo?

Lettere e fisica”.

Quale università hai frequentato e perché?

L’Università di Firenze. All’inizio non sapevo che facoltà scegliere. Su suggerimento dei miei genitori mi iscrissi a lettere, ma capii subito che per quanto mi piacesse scrivere il percorso giornalistico non faceva per me. Alla prima lezione mi annoiai talmente tanto che decisi di passare a fisica. Divenni in breve tempo la più brava del mio corso. Studiare mi divertiva, così capii che avevo fatto la scelta giusta”.

Se potessi tornare indietro nel tempo chi vorresti conoscere?

“I tre scienziati più importanti di sempre: Galileo, l’innovatore e l’iniziatore della scienza moderna; Newton, il genio della gravità; Einstein, forse il più grande, che ha avuto intuizioni tali da stravolgere il senso comune”.

Sei una persona religiosa?

Sono atea. Credo nella materia e che Dio sia un’invenzione per spiegare quello che la scienza non riesce ancora a spiegare. Per soddisfare le speranze di chi crede in una vita eterna. Personalmente non credo né all’anima, né all’aldilà. L’anima è nel nostro cervello e il compito della scienza è quello di riuscire a capire le leggi che regolano l’universo e le nostre vite senza ricorrere a Dio”.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Mio marito Aldo. Ci siamo conosciuti da bambini e poi ritrovati all’università. In realtà all’inizio ci eravamo piuttosto antipatici. Si litigava sempre e non mi ricordo poi com’è finita che ci siamo innamorati e addirittura sposati. Siamo complementari in tutto, io atea lui cattolico, io scienziata lui letterato”.

Una frase che non sopporti?

Non sopporto sentir parlare di oroscopi. Sono ridicoli e assurdi come lo è la credenza che gli astri possano determinare il nostro destino. È una superstizione, derivata dall’antica ignoranza di quando non si sapeva cosa fossero le stelle. Il futuro dipende dalle nostre azioni”.

Una frase che ripeti spesso?

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico-matematiche nella tua carriera?

Hanno contribuito tanto quanto la passione e l’entusiasmo che ho sempre messo nel mio lavoro. La conoscenza non basta”.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Sarebbe bello che le donne crescessero senza complessi di inferiorità. Al giorno d’oggi sono in grado di occupare tutte le posizioni sociali e anche nell’ambito della scienza ci sono ricercatrici molto brave. Tuttavia molte di loro non sono abbastanza combattive. Al mondo chi ha meno diritti deve conquistarseli, così le donne devono pretendere di essere riconosciute”.

Oggi la paura più grande dei giovani è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

I giovani devono essere coraggiosi, soprattutto in questo periodo storico dove l’essere precari viene considerata una condizione di instabilità normale. Consiglio di tenere duro, di stare in Italia e di ribellarsi. Mi auguro che il nostro Paese si renda conto della necessità della ricerca e non permetta più la “fuga dei cervelli”. I giovani italiani possono arrivare ovunque se vogliono, basta abbiano fiducia nelle loro capacità”.

Cos’è il successo per te?

Credo che il successo sia raggiungere i propri obiettivi, ma sempre nel rispetto delle altre persone. È importare realizzarsi senza calpestare gli altri. Personalmente quandoho saputo che avrebbero intitolato un asteroide in mio onore (asteroide 8558 Hack) ho sentito di averlo raggiunto!”.

 

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