Sofia Kovalevskaya, un futuro diverso – atto III

12 Feb 2016

Sofia-Kovalevskaya

Questa serie di post racconta la vita e i successi di una matematica vissuta 150 anni fa. La sua storia è un esempio di determinazione e intelligenza, che può spingerci a riflettere sulle discriminazioni verso le donne, che purtroppo ancora oggi accadono (*).

In un mondo dove i 2/3 delle persone senza educazione sono donne e dove una tale privazione può risultare in matrimoni forzati, scarsa qualità di vita e violenze, non possiamo smettere di chiederci come possiamo portare avanti la causa dell’istruzione per tutti.  

Ritorno in Russia

Dopo aver finalmente ottenuto il dottorato, Sofia era esausta e la coppia di sposi tornò in Russia, nella speranza di trovare entrambi un impiego in accademia (anche Vladimir aveva ottenuto il dottorato in Europa).  Nel 1875, dopo sette anni di relazione platonica, il matrimonio divenne vero e tre anni dopo nacque Sofia “Fufa”. Purtroppo poco dopo le cose presero una brutta piega: la madre di Sofia morì e la famiglia perse un considerevole investimento economico, fondamentale per il sostentamento della famiglia durante il periodo di disoccupazione. Difatti, nonostante i loro titoli, Sofia e Vladimir non trovavano lavoro.

Sofia veniva scartata in quanto donna e le veniva risposto che al massimo poteva insegnare alle ragazze della scuola elementare. Il peso emotivo di questi rifiuti dopo tutte le fatiche affrontate e i nuovi doveri di madre rendevano tutto più difficile da sopportare. Fortunatamente, seguendo il consiglio di Weierstrass, riuscì a completare ed inviare un articolo al prestigioso VI Congresso dei Matematici e Fisici.

La fortuna girò nuovamente in suo favore: l’articolo fu letto dal matematico svedese Mittag-Leffler, professore all’Università di Helsinki (1877-1881). Egli divenne il secondo sostenitore di Sofia e fece grandi pressioni per garantirle una posizione a Helsinki. Ironia della sorte, l’ostacolo questa volta non fu il suo essere donna, ma il suo essere russa. In quel periodo la Finlandia stava lottando per affermare la propria indipendenza culturale dopo anni di dominazione alternata svedese e russa. Nel 1881 Mittag-Leffler divenne professore alla moderna e progressiva Università di Stoccolma e la speranza per Sofia tornò a fiorire.

Nel frattempo, il matrimonio era in crisi: Vladimir era depresso per la situazione finanziaria della famiglia e agiva in modo irrazionale, gettando via anche opportunità lavorative. Sofia iniziò a fare piani solo per la figlia e se stessa, ed entrambe partirono per Berlino. Negli anni seguenti, Fufa fu cresciuta soprattutto da Anna. Nel 1883, strozzato dai debiti, Vladimir si uccise. Sofia, appresa la notizia, smise di mangiare e rifiutò categoricamente il cibo, fino al coma. Per fortuna gli amici che la circondavano si presero cura di lei e l’aiutarono a rimettersi in forza. Poco dopo, le fu offerta una posizione a Stoccolma, seppur non permanente e senza stipendio. Come lettrice all’università, doveva infatti vivere sulle offerte che gli studenti le facevano. Essendo un’ottima insegnante, questo non si rivelò un problema.

Nel 1886 un’altra tragedia personale scosse la vita di Sofia: la sorella Anna si ammalò gravemente. Sofia la raggiunse in Russia per assisterla, ma Anna spirò alla fine del 1887.

Nonostante i traumatici eventi, Sofia continuò la sua ricerca in matematica e un anno dopo vinse un prestigioso premio. Non solo: i suoi risultati erano talmente eccellenti che la giuria decise di raddoppiare il valore del premio. Questo riconoscimento internazionale le permise di diventare professoressa ordinaria all’Università di Stoccolma nel 1889. Sofia aveva finalmente coronato il sogno di una vita.

Tuttavia, la gloria durò poco: nel 1891, dopo un viaggio di piacere, si ammalò di influenza, che degenerò in polmonite, portandola velocemente alla fine.

L’eredità di Sofia

Abbiamo ereditato molto da Sofia Kovalevskaya, sia in termini di risultati matematici, sia come progresso sociale. Sofia ha agito da pioniera per l’educazione femminile in Europa, in un momento storico dove alle donne era proibito studiare o lavorare all’università.

I suoi più noti risultati scientifici sono stati:

  • il teorema di Cauchy-Kovalevskaya, un importante risultato nel campo delle equazioni differenziali. Sofia utilizzò le serie di Taylor in modo astuto, lasciando anche un utile metodo di dimostrazione (metodo dei maggioranti) ai posteri.
  • i suoi risultati sulla rotazione di un corpo rigido con un punto fisso (ad esempio una trottola): prima del suo contributo, il problema era noto solo in casi molto particolari.

Il resto della sua eredità sono domande che ancora non sono invecchiate. Le donne sono ancora una minoranza in matematica nella maggior parte d’Europa, specialmente nei ruoli importanti. Questo deve farci interrogare perlomeno sul perchè. Non ci sono forse le condizioni per avere pari opportunità? Se estendiamo il nostro sguardo ai Paesi in via di sviluppo, l’educazione stessa è spesso un privilegio raro per le ragazze. Le sofferenze, i compromessi di Sofia, sono parte della vita di alcune donne anche nel presente.

Un altro aspetto della vita di Sofia e di tante altre prima di lei (Maria Agnesi, Mary Sommerfield, Ippazia, …) deve farci riflettere: tutte queste donne hanno avuto successo in un contesto sociale avverso perché un uomo – figura socialmente privilegiata del loro tempo – si è schierato a loro favore. Un mentore, o incoraggiamento in generale, può ancor’oggi fare la differenza per aiutare le donne a seguire le proprie aspirazioni nella scienza.

Per realizzare una società giusta, dove chiunque – a prescindere da ceto sociale, sesso, orientamento sessuale, … – abbia la possibilità di seguire le proprie aspirazioni, dobbiamo riconoscere i nostri privilegi ed impegnarci attivamente a “dividerli” con altri. In questo ambito, esorto specialmente gli insegnanti, uomini e donne, a non sottovalutare il proprio potere nell’influenzare il futuro equilibrio di genere in matematica; e vorrei incoraggiare anche i ragazzi, di nuovo senza differenze di genere, a non arrendersi per colpa delle pressioni sociali e, se lo reputano utile, ad impegnarsi a trovare qualcuno che possa far loro da guida nel costruire la propria educazione e il proprio futuro.  

Ti è piaciuto quest’articolo? Quitrovi il post originale di Paola Elefante (in lingua inglese).

 

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sof%27ja_Vasil%27evna_Kovalevskaja

https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Cauchy-Kovalevskaya

http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/Kovalevskaya.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Kovalevskaya_Top

http://scienceworld.wolfram.com/physics/KovalevskayaTop.html

Cooke, The Mathematics of Sonya Kovalevskaya, Springer-Verlag, 1984.

Sofya Kovalevskaya, A Russian Childhood, Springer-Verlag, 1978.

Gantumur, The Cauchy-Kovalevskaya theorem, Math 580 lecture notes.

 

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