Un caffè e due chiacchiere di matematica con Maria Gaetana Agnesi

16 May 2014

Oggi ci prendiamo un caffè con Maria Gaetana Agnesi. Matematica, filosofa, milanese fino al midollo, sognatrice di un’Italia che ancora non è come la vorrebbe. Appassionata di divulgazione e di educazione, in particolare per le ragazze.   

Maria, oggi è il tuo compleanno. Tanti auguri!
Grazie! Ma chiamami Gaetana. Maria si chiamano tutte ormai.

Cominciamo dalle cose semplici: di dove sei?
Milano.

Cosa fanno i tuoi?
Mio papà è stato prof di matematica all’università di Bologna, dove ho studiato. Ora passa il suo tempo a scrivere e pensare. :-) La mamma non c’è più, ma era una nobildonna e si occupava delle faccende di casa.

E tu che fai?
Non c’è una cosa sola. Sono una curiosona. Ho cominciato con le lingue, poi la matematica, poi l’insegnamento, la medicina, la filosofia. Uff, ne ho fatte davvero tante. Mi servirebbero altre vite per fare metà delle cose che ho in mente.

Ti chiamano “Oracolo Settilingue”, perché?
Nulla di sconcio! (Sorride! ndr) Ho semplicemente una passione per le lingue. A 5 anni parlavo già Italiano (ovviamente) e Francese. Entro gli 11 ho imparato anche il Greco, l’Ebreo, il Latino, lo Spagnolo e il Tedesco. E con il Tedesco fanno 7. Per non farmi mancare nulla. Mi seccava sentire parlare qualcuno in una lingua che non capivo. Così a volte facevo finta di non capire e ascoltavo tutto.

Si dice che ti sia ammalata di “troppo studio” quando avevi 12 anni. È vero?
Ahah! No, non era il troppo studio. (alza gli occhi al cielo ndr) Erano tutti quelli intellettualoni, dalle idee bizzarre che passavano i loro pomeriggi a casa nostra a blaterare, che mi fecero ammalare. Allora mi fingevo malata e ne approfittavo per stare in camera a farmi i fatti miei. È in quegli anni che ho scoperto gli Elementi di Euclide e altre cosette simpatiche.

Quando avevi 22 anni lavoravi già con Ramiro Rampinelli, il pioniere dell’analisi matematica, com’era?
Affascinante, ma era un uomo di chiesa. (Mi guarda e china il capo, ndr)

No, intendevo com’era lavorare con lui?
Aaah… che sciocca! La risposta però è la stessa: affascinante. Con lui abbiamo studiato Analisi dimostrata di Reyneau e ho cominciato a scrivere Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana. Ci teneva tanto e a me piaceva l’idea di fare qualcosa di utile per i ragazzi italiani. Nel 1748 l’abbiamo pubblicato. Nel ’75 l’abbiamo tradotto in Francese e ho la sensazione che lo vogliano anche in Inglese. Pensi che l’imperatrice Maria Teresa d’Austria alla quale l’ho dedicato mi ha mandato un anello di brillanti. Anche papa Benedetto XIV mi ha mandato dei regali. Goldoni invece ha scritto una poesia per me.

Quale riconoscimento hai apprezzato di più?
Secondo lei? La poesia ovviamente. Sono una donna semplice.

La tua matematica è arrivata proprio a tutti insomma. Un successo popolare, l’avrebbe mai detto?
Non voglio sembrarle sbruffona, ma onestamente sì. La matematica è per tutti, perché tutto è matematica. La musica, la pittura, la scultura, la poesia, la politica. Perfino nella fede c’è matematica.

Cosa direbbe se qualcuno le dedicasse un cratere su Venere?
Cosa me ne faccio di un cratere su Venere? (Ride, ndr)

E se le dedicassero una scuola?
Basta che sia nella mia Milano. Mi piacerebbe che fosse vicino al Naviglio che va verso Pavia, credo che quella zona di campi dal naviglio “pavese”  verso oriente sia destinata ai ragazzi, alle scuole e alla scienza per l’Italia unita. Ci vedo bene tante ragazze impegnate a imparare le scienze. Decisamente meglio di un cratere su Venere. No?

Ai ragazzi delle generazioni future cosa vorresti dire?
Vorrei parlare alle ragazze prima che ai ragazzi, che quelli la sanno già abbastanza lunga. Direi: studiate le scienze, per tutto il resto c’è tempo.

Scopri la matematica pop, come sarebbe piaciuta anche a Maria su redooc.com
Stay tuned, keep learning!

PS: a Maria Gaetana Agnesi sono dedicati (tra le altre cose) un cratere di 42 km di diametro su Venere e una scuola a Milano in via Tabacchi, vicino alla Bocconi.

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