Amolamatematica: intervista a Daniela Molinari

11 Apr 2016

amolamatematica

Intervista a Daniela Molinari, autrice del famoso blog Amolamatematica per il Mese delle STEM.

Stiamo intervistando donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. “Le studentesse vogliono contare” è la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.


Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Daniela Molinari, di Amolamatematica si presenta così:

Laureata nel novembre del 1998, ho cominciato a lavorare come insegnante a gennaio dell’anno dopo. Sono stata immessa in ruolo nel settembre del 2004 e dal settembre del 2005 insegno presso il Liceo “Decio Celeri” di Lovere, un paese che si affaccia sul lago d’Iseo. Da agosto del 2006 gestisco il sito www.amolamatematica.it, nato dalla volontà di offrire ai miei alunni un’ulteriore opportunità di recupero e una possibilità di approfondire la passione per la matematica.
Sono felicemente mamma di due bambini e condivido con un pazientissimo marito le mie fatiche quotidiane.

Intervista a Daniela Molinari – Autrice di amolamatematica per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Ho scelto il liceo scientifico. Ho passato buona parte della terza media indecisa tra il liceo scientifico e l’istituto tecnico per geometri, ma avevo già chiaro in testa che avrei voluto diventare un’insegnante di matematica e il mio sogno è stato determinante per la mia scelta. Ho frequentato il Liceo Scientifico “Cesare Battisti” di Lovere, il più vicino a casa: ora i licei classico, scientifico e artistico sono stati unificati nell’Istituto di Istruzione Superiore “Decio Celeri”, presso il quale insegno.

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Amavo tutte le materie, soprattutto se presentate da un insegnante appassionato e motivato, ma sopra tutte ho sempre amato la matematica: per me era un passatempo svolgere gli esercizi e, per ogni argomento, svolgevo sempre tutti gli esercizi del libro, mi rilassava.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho frequentato la facoltà di matematica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, perché anche al termine del percorso liceale avevo chiaro in mente il mio sogno: diventare un’insegnante di matematica! Per me la scelta è stata naturale, senza tentennamenti.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Tantissimi personaggi del passato: da appassionata di storia della scienza, ho l’imbarazzo della scelta. I primi due nomi che mi vengono in mente sono Marie Curie, una donna davvero speciale, non solo per i suoi risultati scientifici e Sophie Germain: cosa avrà provato a scrivere a Gauss fingendosi un uomo?

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Prima del percorso scolastico, la mia nonna materna, che mi ha mostrato con l’esempio cosa significhi insegnare: mostrare con la pratica cosa bisogna fare e attendere pazientemente che l’alunno realizzi ciò che gli hai mostrato, senza aver paura degli errori, permettendo all’alunno di provare e riprovare senza stancarsi. Lei me l’ha trasmesso insegnandomi a lavorare all’uncinetto, ma ha forse importanza cosa si insegna?
Durante il percorso scolastico, alcuni dei miei insegnanti: a loro ho “rubato” alcuni modi di fare, alcune strategie che uso anche oggi con i miei alunni.
Nel mio lavoro: i colleghi che mostrano passione per il proprio lavoro, una cultura sconfinata sempre in espansione e la voglia di mettersi in gioco ogni giorno, anche alle soglie della pensione.

Una frase che non sopporti?

“Non riesco!”. La usavo da piccola, quando non volevo fare qualcosa e sono quindi consapevole che si usa sempre in questa accezione. Si può riuscire a fare tutto, basta volerlo!

Una frase che ripeti spesso?

“Ce la posso fare”, lo ripeto a me stessa, quando mi sembra che l’obiettivo sia più alto delle mie capacità.
“Ce la puoi fare”, lo ripeto ai miei alunni, quando mi accorgo che hanno bisogno di un incoraggiamento, perché nessun ostacolo è realmente insormontabile.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Quando ho cominciato il percorso universitario, non ero certo consapevole di quanto mi avrebbe cambiata nel mio modo di ragionare. Usare la logica fa parte del mio modo di ragionare, tanto che lo ritengo scontato. Questo mi porta ad affrontare con fatica la mancanza di logica di alcune situazioni.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Attraverso la storia della scienza, mostro ai miei alunni quanto i percorsi delle donne di scienza siano stati accidentati proprio per colpa degli stereotipi di genere. Invito le mie alunne a non temere il confronto con l’altro sesso e a scegliere il percorso che a loro sembra migliore, indipendentemente dal fatto che sia una strada prettamente maschile. Invito tutti i miei alunni ad apprezzare la bravura, indipendentemente dal genere.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Consiglio sempre ai miei alunni di scegliere la propria strada lasciandosi guidare dalla passione: tutte le strade sono potenzialmente difficili, ma solo se hanno un sogno in cui credono davvero potranno raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati.

Cos’è il successo per te?

Il successo è la serenità che nasce dalla consapevolezza di aver fatto del proprio meglio in qualsiasi situazione.

 

Grazie Daniela!

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