L’aroma del caffè e della matematica 12 lug 2014

fugini

Oggi prendiamo un caffè (con matematica) con Maria Grazia, che si presenta così:

“Volentieri prendo un caffè con voi, specie se di aroma e gusto matematico, sebbene, da ingegnere, io tenda sempre ad approssimare e arrotondare tramite le best practice. Come diceva quel docente: “Dio solo sa se questa serie converge e dove!”
Il mio lavoro e la mia vita sono inzuppati di matematica. Ma d’altronde, quale vita non lo è, anche se non proprio stile torta nel caffè? Tutti facciamo conti e sogniamo numeri, magari solo per giocarli al lotto o capire se ci hanno fregato nel conteggio di una bolletta o di un resto.
Io non voglio dire che faccio ricerca, insegno, progetto sistemi informativi e così via;  voglio dire che sono alla ricerca di applicazioni per le mie idee e che  “My students are my teachers and my teachers are my students”  come afferma qualcuno di particolarmente bravo ed ispirato, il mio amico insignito del Turing Award, ma qui ci muoviamo ad alti livelli.”

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

La tua materia preferita al liceo era … la filosofia, la storia, la matematica, l’italiano, tutto tranne, il disegno in cui ho preso un bel 4 meritato.

La matematica al liceo per te era … una gran bella materia su cui esercitarsi in compagnia con le mie amiche e fare delle gran studiate con tanto di merenda. Però ci capivo, devo dire, e mi veniva tutto facile, forse troppo? Perché poi alla Facoltà di Ingegneria, con Analisi 1, 2 e altro sono arrivati i veri duelli.

Al tuo Prof. di matematica vorresti dire … una Prof. che ricordo in particolare è quella degli ultimi 3 anni. “Vero che eri laureata alla Normale, che tuo marito era ingegnere missilistico, però eri troppo nervosa! Ma, tutto sommato,  le tue urlate si concludevano con dimostrazioni al volo (brava!) e con … oggi interroghiamo Maria Grazia e Federica.” Perché sapeva che qualcosa si rimediava sempre, anche se c’era stato sciopero. Eravamo la coppia di salvataggio.

Adesso per te la matematica è … qualcosa che ancora non capisco bene. O forse meglio di quanto pensi. Insomma uno splendido blob.

L’ultima volta che hai usato la matematica è … ieri quando, guidando, vedevo i cartelli autostradali: a Milano mancano x chilometri, sto andando a y all’ora, quindi quanto mi manca per uscire da questo ingorgo di autostrada? Oppure quando devo calcolare il logaritmo della misura effettuata dai sensori d’ambiente per capire l’errore nella rilevazioni dati in ambienti di domotica. E va bene, ho scritto qualcosa di quello di cui mi occupo. E in macchina invece usavo la matematica per tenere la mente occupata. Proprio come quando ho preso una zuccata contro una porta scorrevole a vetri in Turchia, e il mio amico, durante la visita medica, mi chiedeva: Maria CCCrazzzzia (è austriaco): logaritmo di 0! Come funziona J alla J? (magica unità immaginaria elevata all’unità immaginaria che per un  miracolo matematico dovuto al nostro Eulero diventa un vero e  nitido numero reale), oppure ancora: Teorema del Campionamento! che …in sintesi è un’altra piccola magia, perché afferma che basta conoscere solo parte di un segnale per poterlo ricostruire per intero (ovviamente se i “pezzi” del segnale sono presi a frequenza opportuna). Tutto  per capire  se ero ancora in questo mondo o già nell’iperuranio!

La volta che la matematica ti ha stupito … quando ho capito che era tutto di più di quanto potessi immaginare, più anche dei numeri immaginari appunto, e che esistono teoremi e logiche a “go-go”, e dunque avrei bisogno di n lezioni aggiuntive, con n che tende a infinito.

La volta che ti ha fatto arrabbiare … quando non sono riuscita a calcolare l’IMU.

Un libro di matematica da leggere è … non proprio la mia lettura preferita nei momenti di relax. Un amico dell’Università del Maryland mi ha regalato Manifold Mirrors: The Crossing Paths of the Arts and Mathematics. Questo nel 2013 per il mio compleanno. L’ho solo sfogliato. Giace ancora intonso nella libreria di casa. Ho preferito gustarmi Around the Clock, regalatomi dal mio nipotone che compone musica.

Un consiglio per i ragazzi del liceo? Non lasciatevi impressionare, tutto è bello, mai lasciare che qualcuno vi dica: Non sei adatto per questo o quello. Alla fine scegliamo sempre la nostra strada e troviamo qualcuno che sarà tifoso della nostra vita.

Grazie Maria Grazia!