Un caffè (con matematica) con Paola Casella 13 mag 2014

Cartolina Paola Casella Redooc

Oggi prendiamo un caffè (con matematica) con Paola Casella, che si presenta così:

“Sono il critico cinematografico del quotidiano Europa e la curatrice del web magazine di Europa dedicato alle donne: Donneuropa, appunto. Dopo la maturità classica e l’università negli Stati Uniti mi sono buttata nel giornalismo di spettacolo, contro il parere dei miei genitori che volevano per me una carriera sicura: avevano ragione loro, ma anche io. Loro perché il giornalismo è diventata una professione sempre più difficile (e sempre peggio remunerata). Io perché faccio il mestiere dei miei sogni, e non me ne sono mai pentita”.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

La tua materia preferita al liceo era…
l’italiano: la mia amica Tiziana diceva che ero nata con la penna in mano. Scrivevo ovunque, su ogni superficie disponibile, e di qualunque argomento. E leggevo tanto, tantissimo.

La matematica al liceo per te era…
la bestia nera. Mia mamma sosteneva che noi donne della famiglia non c’eravamo proprio portate, e io malauguratamente le ho creduto.

Al tuo Prof. di matematica vorresti dire…
che se mi avesse fatto amare un po’ di più la matematica, invece che propinarmela come la medicina modello corvo di Pinocchio, oggi forse mi farebbe meno paura.

Adesso per te la matematica è…
una necessità quotidiana: per tenere conto dei crediti che devo incassare e per compilare le fatture da riscuotere, per sapere quanto mi resterà in banca dopo aver pagato le ultime bollette, e così via.

L’ultima volta che hai usato la matematica…
è stato stamattina, per controllare il resto che mi ha dato il giornalaio dopo aver comprato una rivista di moda.

La volta che la matematica ti ha stupito…
Quando ho dovuto fare l’esame di ammissione all’università americana e sono rimasta sconvolta dall’ottimo risultato del test attitudinale: secondo il test ero più portata per la matematica che per qualsiasi altra disciplina. Il fatto è che il test non si basava sui calcoli numerici ma su ragionamenti logico-deduttivi. E in quelli, a quanto pare, ero un asso!

La volta che ti ha fatto arrabbiare…
quando ho chiesto uno sconto a un negoziante. Ho fatto male i calcoli e ho finito per pagare di più del prezzo di partenza. Naturalmente il negoziante non me l’ha fatto notare…

Un libro di matematica da leggere è…
una pizza, a meno che la matematica non sia raccontata in modo originale e avventuroso. Come ne “Il mago dei numeri” di Hans Magnus Enzensberger, ad esempio.

Un consiglio per i ragazzi del liceo.
Leggere “Il mago dei numeri”. Non ascoltare chi dice loro che non sono portati per la matematica (o per qualunque altra materia verso cui sono attratti).

Grazie Paola!