Quattro chiacchiere con Elena Sassi: Il mese delle STEM

14 apr 2016

Elena Sassi

Una nuova intervista per il Mese delle STEM, in questo appuntamento abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Elena Sassi. In questo periodo, all’interno della rubrica “Le studentesse vogliono contare”, proponiamo una serie di interviste a donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Elena si racconta così:

Mi chiamo Elena Sassi, sono una moglie, una mamma e una donna che ha la fortuna di lavorare e contemporaneamente  coltivare la passione per la lettura e la scrittura. Ho una laurea in Economia in Bocconi, da sempre mi occupo di marketing, ho lavorato in aziende multinazionali e in società di consulenza. Ora, grazie alla mia passione per la lettura, affianco all’attività di marketing quella di organizzatrice di incontri e attività legati al mondo editoriale e alla letteratura contemporanea.

 

Il mese delle STEM: intervista a Elena Sassi

Quale Liceo hai scelto?

Ho scelto lo scientifico, adoravo dimostrare i teoremi e mi piaceva l’idea di trasformare in qualche cosa di tangibile quello che, apparentemente, era solo teoria.

 

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Nei primi anni ero interessava soprattutto alla matematica, poi mi sono appassionata alla letteratura francese, anche grazie ad una insegnante che ha saputo farmi amare gli autori, come individui, con le loro fragilità e debolezze: dietro a grandi opere ci sono grandi persone.

 

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho scelto Economia e Commercio, spinta dalla curiosità di conoscere i meccanismi delle realtà chiamate “aziende”. Erano gli anni ’80, gli anni della pubblicità, del mito della Coca-Cola e della gomma del ponte (il destino mi ha portato a fare il product manager proprio di Brooklyn) e mi affascinava capire come si potevano costruire i marchi, aumentarne la  notorietà e la positiva percezione da parte dei consumatori. E proprio per capire meglio i meccanismi della mente, mi sono iscritta di recente a Psicologia.

 

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Certamente i grandi navigatori, Cristoforo Colombo in primis.  Sono attratta dalle scoperte, dall’entusiasmo di andare oltre, di scovare il nuovo, di conoscere luoghi e ambiti inesplorati.

 

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Il mio professore di Italiano delle scuole medie. Un uomo all’avanguardia (ora professore di un Liceo classico di Milano) che mi ha sempre spinta a non arrendermi, a seguire le mie passioni e soprattutto a lavorare sodo per poter arrivare ai risultati desiderati. Mi ha anche insegnato a non fermarmi all’apparenza, a mantenere la curiosità e la voglia di scoprire, restando sempre fedele a me stessa e ai miei valori personali.

Una frase che non sopporti?

“Abbiamo sempre fatto così”, restare immobili e non aperti al cambiamento ritengo  sia un approccio negativo in qualsiasi ambito.

Una frase che ripeti spesso?

Leggi, rileggi e respira.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Logica, numeri e senso pratico sono stati fondamentali in tutte le attività lavorative che ho svolto e svolgo, soprattutto nei momenti in cui si devono prendere decisioni e si ha poco tempo a disposizione.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Ho una figlia che frequenta l’ultimo anno del Liceo scientifico. Le ho sempre suggerito di  pensare con la propria testa, di essere curiosa,  di ragionare in modo autonomo, senza porsi barriere mentali. Nulla può e deve frenare la voglia di fare, di costruire, di credere nelle proprie potenzialità. Essere donna è avere una marcia in più: intuizione e sensibilità ci avvantaggiano sugli uomini.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Studiare e lavorare con metodo e passione, oggi le opportunità non mancano e le esperienze internazionali sono dietro l’angolo. Importante è essere flessibili e avere un approccio costruttivo e aperto. Credo sia importante anche l’umiltà nel sapere imparare dai più bravi.

Cos’è il successo per te?

All’inizio della carriera il successo era per me ottenere risultati professionali importanti e in breve tempo, dedicando tutta me stessa al lavoro. Dopo la maternità ho scoperto il successo di vivere al meglio anche tutto quello che non è strettamente lavorativo: leggere, sperimentare, continuare a mettermi alla prova, anche nella sfida più lunga e appagante della vita che è l’essere genitore.

Grazie Elena!

Se ti è piaciuta l’intervista a Elena Sassi ti consigliamo di dare un’occhiata alle altre interviste che trovi qui.

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