Francesca Rizzi per il mese delle STEM

21 giu 2016

Francesca Rizzi

Oggi pubblichiamo l’intervista a Francesca Rizzi per il Mese delle STEM. Intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. Ecco con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Francesca Rizzi presenta così:

Mi chiamo Francesca Rizzi, sono imprenditrice, ex consulente, founder di Jointly, una startup che si occupa di far star bene le persone dentro e fuori il luogo dove lavorano. Ho 39 anni, due figlie femmine, e un marito paziente. Sono curiosa di natura, mi piace sperimentare e sono in continua ricerca di nuove avventure.

Francesca Rizzi per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Ho studiato al liceo classico, con indirizzo informatico.

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Mi piaceva un po’ tutto ma forse il greco, latino e matematica erano le preferite. In comune avevano sia tre professori coinvolgenti e appassionanti, che la forte componente logica di queste materie.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho studiato Economia Politica a indirizzo di politica monetaria. Mi piaceva l’idea di leggere dall’altro i sistemi, le relazioni causa effetto. Non mi è mai piaciuto occuparmi dei dettagli e dei particolari, ma preferisco avere la visione d’insieme di come sono fatte le cose e di come si muovono, in che direzione vanno e perché. La macroeconomia è un po’ questo.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Leonardo da Vinci, genio assoluto, inventore, pittore, ingegnere e scienziato. Personaggio unico e irripetibile. Ammirare i suoi modellini al Museo della Scienza di Milano è affascinante. Un uomo che non si è arreso di fronte a mille tentativi falliti di tentare di far volare l’uomo con le ali, ma ci ha provato fino alla fine…io lo trovo meraviglioso!

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

L’ispirazione non mi è mai venuta da una ma tante persone, uomini e donne, parenti, colleghi, amici o personaggi casualmente incontrati nella mia vita. Però non mi sono mai fatta guidare da nessuno, la guida l’ho sempre mantenuta io.

Una frase che non sopporti?

“Non si può fare”. Non la sopporto quando non è accompagnata da nessuna motivazione. Non si può fare perché non è mai stato fatto prima, perché fino adesso abbiamo fatto in un altro modo. E quindi? Dall’invenzione della ruota in avanti la storia ci dimostra che c’è sempre un modo diverso, nuovo, migliore per fare le cose. Altrimenti saremmo ancora fermi alla preistoria.

Una frase che ripeti spesso?

Tante cosa da fare e troppo poco tempo. Se fosse possibile le mie giornate dovrebbero durare 48 ore

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Mia figlia a 8 anni nel suo primo tema ha scritto “se fossi la matematica andrei avanti all’infinito”. Secondo me la bellezza della matematica è questa: portare con se l’idea di infinite possibilità di sognare, infiniti modi di risolvere problemi. La matematica è per me ogni giorno una specie di cassetta degli attrezzi con cui affrontare nuove sfide e situazioni inattese.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Vedo tanti genitori che hanno figli maschi e femmine crescere con approcci molto diversi i due. Spesso è fatto in modo inconscio, ma vedo le madri proteggere e viziare in misura maggiore i bambini rispetto le bambine. Bisogna iniziare da lì, abituandoli a percepirsi, comportarsi e sentirsi trattati nello stesso modo anche in casa.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Non smettere di sognare. Pensare che nella vita, come nella matematica, le possibilità sono infinite, che non vuol dire semplici da realizzare. Non avere paura di fallire, e non provarci perché gli altri ti dicono che è impossibile o perché non ce l’hanno fatta loro. Occorrono testa, cuore e un pizzico di coraggio.

Cos’è il successo per te?

Successo è una parola che non amo molto perché porta con sè troppi stereotipi. Successo per me è libertà di poter scegliere e fare ciò che ti piace, come ti piace ed essere apprezzati e ringraziati per questo.

Grazie Francesca!

 

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