Intervista ad Elena Goos per il Mese delle STEM 6 feb 2017

elena goos

Intervista a Elena Goos per il Mese delle STEM. Un altro appuntamento con donne che sono esempio di leadership femminile. Oggi Elena Goos ci parlerà del suo rapporto con le materie STEM.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Elena Goos si presenta così:

Executive Coach e NLP Master Practitioner. Specializzata in coaching per la carriera e in diversity management.
È laureata in Scienze Politiche all’Università di Trieste e ha conseguito un MBA in International Business alla MIB School of Management. Dopo una lunga esperienza nella consulenza strategica (McKinsey & Co.), nella finanza (Borsa Italiana), nella Corporate Governance e nell’Executive Search si è appassionata al coaching e si è formata alla scuola di Menslab. E’ NPL Master Practitioner ed è Coach Certificato secondo ICF International.
Dal 2010 svolge attività di Executive Coaching, Executive Search e Board Advisory, per i vertici aziendali di alcune fra le maggiori società quotate, società ad azionariato familiare e istituzioni finanziarie.
Particolarmente attiva nell’ambito del diversity management, è Mentor Coach della Professional Women Association ed è stata nominata nella lista delle donne “Ready for Board” redatta dalla stessa PWA. È inoltre membro del Comitato Direttivo del D Club, il network tra donne di talento appartenenti al mondo finanziario italiano.

Intervista ad Elena Goos per il Mese delle STEM

  • Quale Liceo hai scelto?

Quando si è trattato di scegliere non ho avuto dubbi e mi sono iscritta alla scuola più innovativa che ci fosse in quel momento a Trieste: Il Liceo Ginnasio Sperimentale Francesco Petrarca, cinque anni di Latino, Inglese e Tedesco.

  • Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Sicuramente filosofia assieme al latino, alle lingue straniere e alla matematica. E’ la materia che più delle altre insegna a ragionare da sé e a mettere in dubbio le verità precostituite costruendo la propria visione del mondo.

  • Quale Università hai frequentato e perché?

Ho scelto Scienze Politiche all’Università degli studi di Trieste, l’ho finita in tre anni e mezzo (su un percorso di quattro anni) e contemporaneamente ho fatto un MBA full time. Avevo conosciuto una ragazza che stimavo e che aveva fatto esattamente lo stesso percorso e dall’inizio avevo deciso di seguire il suo esempio.

  • Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Mio nonno Dino, un grande manager del settore retail che dagli anni 30 agli anni 50 ha saputo ottenere risultati importanti a dispetto della guerra.

  • Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Persone diverse mi hanno trasmesso la voglia di fare la differenza, di sperimentare luoghi, aziende e attività sempre nuove. Le persone che mi hanno veramente colpito però erano le più brillanti e al tempo stesso umili, capaci di raccogliere in modo efficace i contributi di tutti. Ho sempre cercato di assomigliare a loro.

  • Una frase che non sopporti?

In dialetto triestino la classica frase decadente del “no se pol”, ovvero non ci provare nemmeno, tanto non si può.

  • Una frase che ripeti spesso?

Sono una persona fortunata che ha avuto dei doni ed ha saputo farne tesoro, goderseli e metterli a frutto.

  • Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Moltissimo, non sarei mai riuscita a passare i test e a sopravvivere in consulenza senza di esse. Mi è capitato spesso poi, come manager, di dover gestire grandi quantità di numeri e di dover fare previsioni ed assunzioni sulla base di dati insufficienti. Fare un budget o un piano industriale senza le capacità logico-matematiche sviluppate durante la mia formazione non sarebbe stato proprio possibile.

  • Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Darsi da fare sul serio, aiutare chi è in difficoltà e lottare contro i sensi di colpa verso tutto e tutti che continuano ad essere la vera zavorra di noi donne. Solo cambiando atteggiamento noi in primis smonteremo gli stereotipi.

  • Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Il concetto di realizzazione personale è senza dubbio molto ampio e sfaccettato. Se ipotizziamo che la realizzazione personale passi comunque, almeno in parte, dal raggiungimento dell’indipendenza economica, va tenuto conto del fatto che il mondo è in grande e velocissima evoluzione.
Fondamentale è quindi per i giovani capire quale direzione prenderanno i macro trend fondamentali e prepararsi per riuscire a ritagliarsi un posto, grande o piccolo che sia, in questa sempre nuova, fluida realtà.

  • Cos’è il successo per te?

E’ la capacità di godersi quello che si è già raggiunto con uno sguardo sempre comunque rivolto al futuro.

Grazie Elena!

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