Intervista a Debora Rosciani per il Mese delle STEM

3 feb 2017

Debora Rosciani

Ecco un nuovo appuntamento con le interviste per il Mese delle STEM: intervista a Debora Rosciani. Un altro esempio di leadership femminile per tutte quelle ragazze che vogliono contare!

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Oggi è Debora Rosciani a parlarci della sua esperienza e del suo rapporto con le materie STEM.

Debora Rosciani si presenta così:

Debora Rosciani – Nata ad Ancona l’8/6/1969, studi universitari a Macerata, facoltà di Scienze Politiche. E’ giornalista professionista dal febbraio 2003. Muove i primi passi nel giornalismo nelle Marche, lavorando fino al 1997 come redattrice e conduttrice dei TG nella Tv privata TVRS e dei Gr di Radio Cuore. Fino al 2001 ha lavorato prima come delegata di produzione e poi come autrice e conduttrice dei programmi per Mediolanum Comunicazione. Dopo l’esperienza, dal 2001, come volto e redattrice dei principali programmi di 24Ore Tv, nel 2004 approda a Radio 24 per condurre il programma “Salvadanaio”;, la rubrica “Soldi e dintorni” e gli aggiornamenti di Borsa. Attualmente conduce lo spazio di intrattenimento quotidiano “Cuore e Denari”, in onda dalle 1030 alle 1200. E’ autrice del libro “Donne di denari – Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi” edito da De Agostini.

Intervista a Debora Rosciani per il Mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Avrei voluto fare il liceo linguistico, ma ai tempi ad Ancona c’era solo una scuola privata e costosa, che la mia famiglia non si poteva permettere. Quindi ho scelto l’Istituto Tecnico ad indirizzo sperimentale biologico-sanitario. Sentivo una vocazione per l’ostetricia. In realtà era un ripiego, ma a scuola ho studiato anche diritto e economia e me ne sono innamorata. Quindi ho virato. Erano gli anni ’80. Alla televisione apparivano i primi mezzi-busti famosi, Michele Cucuzza, Lilli Gruber. Cominciava a stuzzicarmi l’idea del giornalismo. Ero bravissima, studiavo e avevo ottimi voti.

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Economia e diritto le ho scoperte e amate perché ci trovavo tanta concretezza. Ne sentivo parlare al telegiornale. Mi ricordo dell’esame fatto a maggio, seguito subito dopo dalle Considerazioni Finali del Governatore di Banca d’Italia. Mi sembrava di rileggere tutto quello che avevo studiato.

Quale Università hai frequentato e perché?

“Tu Debora puoi fare quello che vuoi”. Scrivevo bene e insegnanti lungimiranti mi hanno spinto a guardare in me stessa. Mi ricordo ancora la chiacchierata con la Professoressa Honorati di Diritto. Le confessai che avrei voluto fare giornalismo, ma non sapevo da dove iniziare. Ho scelto Scienze Politiche a Macerata. Un’università senza problemi. Poi per mantenermi ho scritto ad una TV locale, TVRS di Recanati. Mi prendono subito e inizio a lavorare 12 ore al giorno, 7 g su 7. Una scuola sul campo che i ragazzi oggi si sognano. Poi il mio amico regista Aurelio da Tvrs si trasferisce a Milano, chiamato TV di Banca Mediolanum. E mi dice: “Appena c’è una buona occasione ti porto con me”. Quindi dopo 12 esami a 25 anni, dopo aver studiato di notte e aver passato tutti gli esami di economia, mollo l’Università e vado a Milano. Resta un mio grande cruccio (quello di non aver completato gli studi universitari), ma dico sempre che ho frequentato l’Università della vita!

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Oriana Fallaci, una figura pazzesca per il nostro mestiere, con momenti personali duri, una grande tenacia. Leggere della sua vita mi aiuta a non abbattermi e a rialzarmi più in fretta. E poi Hillary Clinton. Ho una grande passione per questa storia di donna, anche tanto controversa. Mi ha sempre affascinato per la sua tenacia e intelligenza, per l’impegno politico fin dai 16 anni …

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Devo tutto alla mia determinazione e al senso di responsabilità che mi hanno trasmesso i miei genitori, ma anche a incontri fortunati con persone che mi hanno sostenuto perché vedevano le mie capacità e mi hanno incoraggiato. Il salto professionale l’ho fatto quando mi ha assunto il Sole. La mia amica Rosalba Reggio fu chiamata a partecipare alla start-up della Tv del Sole 24 Ore e mi chiese di andare con lei. Portò di nascosto una cassetta della mia intervista a bordo campo all’allenatore del Milan Zaccheroni, fatta per Mediolanum. Massimo Donelli mi disse che mi prendeva proprio per quella intervista! Questo è intuito sulle potenzialità. Da quel giorno ho parlato solo di borse e mercati finanziari. Devo tanto anche ad Ezio Trussoni, caporedattore della RAI che pure si trasferì a 24oreTv e che mi mandava in onda continuamente. E anche Luca Orlando, che mi assegnava pezzi sempre a fine turno e mi ha fatto crescere tanto.

Una frase che non sopporti?

“Buona vita!” … ma cosa vuol dire?

Una frase che ripeti spesso?

A me stessa: “Lasciare il passato nel passato”. E’ il titolo di un libro di una psicoterapeuta americana che mi ha insegnato a lasciare andare le cose. Sono una che tende a guardare avanti…

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

La matematica è la grande occasione perduta. Avrei dovuto studiarla di più e meglio a scuola. Nella mia professione mi sono d’aiuto la proprietà di linguaggio, l’intuizione, la velocità di ragionamento… ma forse sono proprio competenze matematiche.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Far finta che non esistano. Bisognerebbe smettere di enfatizzare il dibattito in corso. Vedo un ambiente maschilista, con pregiudizi. Ma se pensi che tutti ce l’hanno con te, poi finisci con il crederci. E se pensi di essere discriminata in quanto donna perché lo dicono tutti, magari finisci per cadere nella trappola di non impegnarti abbastanza perché “tanto è così”. E’ un approccio sbagliato. Bisogna lavorare, dimostrare che si hanno doti e capacità non inferiori. Bisogna crederci e dimostrarlo. Piuttosto bisogna concentrarsi sugli altri temi aperti che riguardano la donna. La società sta invecchiando e le donne che hanno una maggiore speranza di vita non considerano abbastanza questo aspetto: il loro tenore di vita quando si saranno ritirate dal lavoro o non saranno più autosufficienti, quindi la pensione basterà? Di questo si dovrebbe parlare di più! E’ uno dei temi che affronto nel mio libro “Donne di denari: le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi”.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

I ragazzi dovrebbero tapparsi le orecchie quando i genitori dicono che oggi è difficile realizzarsi. I ragazzi hanno le zavorre in casa. Invece, non li si deve scoraggiare, perché è anche nostra responsabilità se oggi si trovano catapultati in un mondo radicalmente diverso di quello in cui hanno vissuto i loro genitori. E invece spesso di questi genitori mi colpisce l’atteggiamento. Un giorno in radio ci chiama un signore in lacrime, che racconta che suo figlio, 26enne, laureato a pieni voti, tanto bravo e stimato, non era stato assunto in Prefettura dopo lo stage … Io gli ho detto: “Ma davvero si augura che la vita di suo figlio finisca in una Prefettura a Milano?”. Il mio consiglio è farsi cittadini del mondo. A mio nipote Michele, 9 anni (che è nella fase “faccio il calciatore”) ripeto sempre che l’importante è conoscere le lingue, il vero passaporto per il mondo.

Cos’è il successo per te?

Andare a letto la sera contenta, sicura di fare un lavoro con spirito di servizio.

 

Grazie Debora!

Ti è piaciuta l’intervista a Debora Rosciani? Leggi anche le altre interviste di “Donne che contano” nella sezione INTERVISTE del nostro blog.

#natale2020 - Offerta di natale 2020!
#natale2020 - Offerta di natale 2020!