Intervista a Elena Bisio per il Mese delle STEM

5 feb 2017

Elena Bisio

Ecco una nuova intervista per il Mese delle STEM. Oggi è Elena Bisio a parlarci di lei e del suo rapporto con le materie STEM. Anche Elena Bisio è “una ragazza che conta”, un nuovo esempio di leadership femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Elena Bisio si presenta così:

Elena Bisio – CEO & CO-Founder di Foody

Nata e cresciuta a Genova, classe 1987, dopo una Laurea Magistrale in Giurisprudenza ho deciso che quella non sarebbe stata la mia strada definitiva ma solo l’inizio di una bellissima avventura. Mi trasferisco quindi subito dopo a Milano e intraprendo un corso di Digital marketing grazie al quale ho avuto l’opportunità di lavorare nel settore marketing e comunicazione per quasi due anni. Durante la mia permanenza milanese decido di sfruttare al massimo le opportunità che la città poteva offrirmi, e così mi si apre un mondo a me sconosciuto, quello delle Startup. Faccio un corso di imprenditoria giovanile, InnovactionLab, grazie al quale nasce Foody!

Di seguito l’intervista ad Elena Bisio.

Intervista a Elena Bisio per il Mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Ho frequentato il Liceo Classico Andrea Doria di Genova. Contenta della mia scelta, mi ha dato l’opportunità di approfondire un ventaglio di conoscenze umanistiche che oggi trovo utili. Confesso che con il senno di poi, proiettandomi più nel mondo del lavoro la scelta sarebbe stata diversa e avrei scelto il Liceo Linguistico.

Quali sono i tuoi hobby/passioni?

Confesso che forse non sono una persona molto interessante da questo punto vista ovvero ho degli interessi molto semplici. Mi accontento di poco come si suole dire. Quando non sono completamente presa dal lavoro mi piace passare del tempo con gli amici. Inoltre la famiglia per me fondamentale! E soprattutto mi piace prendermi del tempo per me. Mi piace interessarmi di materie o argomenti a me sconosciuti e così arricchirmi.

Quale Università hai scelto/pensi di scegliere e perché?

Ho scelto di frequentare Giurisprudenza, consapevole e felice della scelta che ho fatto. Durante gli anni di università si è anche manifestata in modo più chiaro la mia passione per il mondo penale e del crimine. L’obiettivo era quello di potermi occupare dell’analisi della scena del crimine nello specifico.

Qual è il tuo sogno?

Al momento ho un sogno molto pratico e concreto, quello di potermi realizzare professionalmente. Poi c’è il sogno più spirituale che provo a concretizzare ogni giorno, quello di essere felice. Che potrebbe sembrare una grande banalità ai più ma credo profondamente che la felicità sia una conquista! Un successo per aver affrontato tutta una serie di ostacoli e incertezze senza i quali non raggiungeremmo la vera felicità. Vivremmo unicamente in uno status piatto e statico. Proprio per questo la vita è meravigliosa! La più grande opportunità che ci potesse capitare per raggiungere i nostri sogni per l’appunto.

Se potessi tornare indietro o andare avanti nel tempo, chi vorresti conoscere?

A livello imprenditoriale mi sarebbe piaciuto incontrare il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, purtroppo venuto a mancare da pochi mesi. A mio avviso un esempio di innovazione e spirito imprenditoriale sempre al passo con i tempi. Mentre per quanto riguarda i personaggi del passato fare due chiacchere davanti ad un thè con Winston Churchill e Margaret Thatcher non mi sarebbe dispiaciuto!

Chi ti ispira e guida nelle tue scelte e nella tua carriera scolastica?

In primis il mio spirito guida imprescindibile è sempre stato il mio istinto. Poi, figure fondamentali nella mia vita che mi supportano, guidano e ispirano, sono i miei genitori! A loro devo dire grazie se sono la persona di oggi. Libera di agire e di intraprendere la strada che mi rende più felice nonostante gli ostacoli. Prendendomi la responsabilità delle mie azioni, ma consapevole della loro presenza qualunque cosa accada. Mi ritengo per questo una persona davvero molto fortunata.

Una frase che non sopporti?

Una frase che non solo non sopporto, ma che mi fa molto alterare è “impossibile”. Quante volte si sente dire “mi dispiace ma questa cosa non si può fare perché è impossibile”. Ma anche “non ce la farai mai”, oppure “non ce la faremo mai”. Ecco questa frase rappresenta uno status psicologico totalmente negativo. Per chi lo pensa, ma anche poi per chi indirettamente lo subisce. Quando mi viene detta questa parola, scatta qualcosa in me. Nulla è impossibile fino a quando non ci hai provato e hai la dimostrazione lampante che effettivamente non si può fare. Ma sino a quel momento non lo puoi sapere se non provandoci appunto.

Una frase che ripeti spesso?

Una frase che ho fatto mia e che molto spesso ripeto non solo agli altri ma soprattutto a me stessa per supportarmi ed incoraggiarmi è “Combattere sempre, mollare mai” perché la verità sta tutta nella perseveranza, nel non arrendersi, nel continuare ad andare avanti nonostante tutto quello che possa accadere, e forse è anche questo proprio il bello.

Quanto contribuiscono le conoscenze logico – matematiche nella tua vita quotidiana?

Sono importanti. Fondamentali soprattutto se viste proprio come un tipo di approccio alla vita quotidiana. Nel mio piccolo vado a tentativi. Non c’è una regola prefissata. Se ci fosse non si commetterebbero errori e tutto sarebbe perfetto al primo tentativo. Invece agire con una mentalità di questo tipo ti consente di testare in modo semplice e lineare, per poi ottenere una propria personale “formula matematica”. Il tutto condito con un pizzico di immancabile istinto. La vita di ognuno di noi è diversa, fatta di situazioni e persone diverse tra loro e quindi anche tale approccio sarà diverso, ma indubbiamente utile.

Cosa fare per supportare le ragazze a studiare materie STEM?

Far capire che le materie STEM di per sé non sono unicamente una mera formula matematica. Come banalmente si potrebbe immaginare solo a sentire pronunciare il nome! Sono invece un qualcosa di più profondo, oserei quasi dire un vero e proprio approccio alla vita, uno stato mentale, un modus operandi.

Qual è il tuo consiglio ad una ragazza che pensa di “non essere portata” per le materie STEM?

Le direi che non esiste “il non essere portata per qualcosa”. Si tratta delle opportunità per il suo futuro in un campo in completa espansione dove non ci sono donne. Ottima opportunità per poter emergere. Per esempio le “Stemette” in Inghilterra sono ragazze appassionate di settori nei quali la presenza femminile è ancora scarsa. E siccome nel 2020 in Europa ci saranno circa 900 mila posti solo nel settore computer science, escludere le donne o inibirne lo studio non è del tutto edificante. Per questo occorre smontare gli stereotipi che le portano spesso a stare in difesa, e a non mettersi in gioco.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Cosa ne pensi?

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, non sarebbe corretto e poi veritiero. Penso però che la maggior parte dei giovani oggi non abbia voglia di rimboccarsi le maniche davvero e di “fare”. Ma è solo così che si cambia, che si raggiungono degli obiettivi, che ci si realizza appunto. Alla fine cosa è la realizzazione se non il mettersi in discussione, prendersi la responsabilità di essere felici?! Certo tutto questo non è assolutamente facile, anzi, è una strada in salita. Spaventa e comporta sacrificio. Elementi che evidentemente non vengono abbastanza insegnati e trasmessi, altrimenti i giovani di oggi sarebbero anche più consapevoli della realtà delle cose, di come gira il mondo…come si suole dire. Bisogna invece spezzare una lancia a favore di tutti quei giovani e non solo, che invece ci provano e si mettono in discussione perché affamati.

Ecco, personalmente ritengo che quello che fa la vera differenza è la “fame” di fare, di ottenere, e almeno di provare. Avere paura e timore è più che normale, io ne ho tutti i giorni! Ma tra avere timore di non realizzarsi e farcela, e la comodità di farsi scudo di questo pensiero la linea è molto sottile. Forse sono troppo drastica? Possibile, ma sulla mia pelle e per mia esperienza ho imparato che se vuoi ottenere qualcosa devi andartelo a prendere! Nulla ti viene regalato. Quindi quello che consiglio è di tirare fuori un po’ di coraggio, a maggior ragione perché giovani e con il futuro davanti, e di andarsi a prendere quello che ritengono meritarsi.

Cos’è il successo per te?

Per me il successo non ha un significato unico e fine a stesso. E’ la felicità delle persone dopo che le ho confortate o incoraggiate. Avere la loro stima e il loro affetto. Essere il punto di riferimento per qualcuno. E’ vedere il team con cui lavoro unito, affiatato, che crede e condivide con me la stessa visione con la stessa passione. Nonostante gli alti e i bassi come è normale che ci siano. Il successo per me è imparare dai miei errori, migliorarmi e poter vedere i frutti del cambiamento.

Grazie Elena!

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