Intervista a Elisabetta Cugnasca per il mese delle STEM

31 mag 2016

Elisabetta Cugnasca

Abbiamo il piacere di intervistare Elisabetta Cugnasca per il Mese delle STEM. In questo periodo proponiamo una serie di interviste a donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. La storia di Elisabetta Cugnasca è davvero interessante, soprattutto per tutte quelle studentesse che dopo aver affrontato delle difficoltà sentono di non riuscire ad avere successo nelle materie scientifiche, e soprattutto nella matematica.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Elisabetta Cugnasca si presenta così:

Dopo un’esperienza in una delle principali società di revisione contabile, Elisabetta dal 2001 lavora nel mondo della Finanza, in particolare nella funzione di Investor Relations in Autogrill, della quale è responsabile da diversi anni. Pochi sanno cosa sia il suo lavoro – occuparsi delle relazioni con gli investitori istituzionali potenziali ed effettivi di una società quotata – e lei quando lo deve spiegare dice che “vende panini”.

Adora fare sport, leggere e giocare con i suoi due bellissimi nipotini, Ludovica e Pietro.

Il mese delle STEM: intervista a Elisabetta Cugnasca

Quale Liceo hai scelto?

Liceo linguistico: si è trattata di una scelta quasi obbligata, visto che ho fatto l’asilo e le elementari alla Scuola Svizzera … sarebbe stato davvero un peccato non portare avanti l’essere “quasi bilingue” .. la cosa buffa è che mio padre, che a 4 anni aveva scelto per me questa scuola, al momento di scegliere il liceo mi suggeriva invece il liceo classico

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Storia e storia dell’arte .. ho imparato a leggere con i fumetti di Asterix e il mio preferito è sempre stato “Asterix e Cleopatra” … la storia di una imperatrice, le piramidi e la Sfinge mi hanno talmente incuriosita che il primo viaggio fatto con i miei genitori è stata proprio una crociera sul Nilo

Quale Università hai frequentato e perché?

Economia e Commercio: la tentazione di studiare storia è stata molto forte ma il desiderio di essere autonoma e indipendente è stato più forte e da questo punto di vista una laurea in economia dà qualche ragionevole certezza in più che una laurea in storia.. ma non si sa mai nella vita..

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Cleopatra e Marie Curie come personaggi storici e donne, Herman Hesse come scrittore, Mozart e Freddy Mercury come musicisti .. troppi?

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Diverse persone in diversi momenti della mia carriera .. di sicuro all’inizio mia madre e le mie zie, il loro esempio è stato molto importante per me.. non hanno potuto studiare ma essendo persone in gamba e intelligenti si sono rimboccate le maniche e hanno raggiunto risultati che altre donne della loro generazione, magari anche laureate, che conosco non sono state in grado di ottenere 

Una frase che non sopporti?
“Non ce la puoi fare, rinuncia” … me la sono sentita ripetere in due diversi momenti della mia vita ..  durante l’università dopo le bocciature agli esami di matematica: chi me la diceva era preoccupato per me perché mi vedeva giù di morale e quindi mi suggeriva di passare a Lingue dove avrei fatto molto meno fatica .. era assolutamente in buona fede ma per me era assolutamente controproducente… successivamente circa 20 anni dopo quando ho avuto un problema di salute e in questo caso l’impatto negativo sarebbe stato decisamente maggiore se avessi ascoltato chi me la diceva

Una frase che ripeti spesso?

“Never, never, never give up” .. è di Wiston Churchill, l’ho scoperta studiando la II Guerra Mondiale al liceo … al liceo, per fortuna!!!

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Lavoro in finanza e quindi i numeri sono il mio pane quotidiano ma se penso che sono stata bocciata diverse volte all’esame di matematica all’università e che ho pietito un 18 all’esame di statistica… l’ultimo esame, pochi giorni dopo sarei partita per la Germania con una borsa di studio per la tesi … la logica, intesa come “forma mentis” è stata fondamentale… sapere analizzare le situazioni, capire i pro e contro, cercare di intuire le possibili conseguenze…

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Educare, educare, educare i bambini fin da piccoli .. e mi riferisco a tutti gli stereotipi, non solo a quelli di “genere” ma anche quelli di “razza” o di “religione” .. in particolare, sui primi penso che l’educazione ricevuta fin da piccoli e gli esempi siano fondamentali perché su quelli di razza e religione influisce molto anche la maturità personale e le esperienze fatte, anche a prescindere dal contesto familiare.

Per quelli di “genere” è quello che si vede in casa tutti i giorni che fa la differenza… per un bimbo vedere una mamma che cerca di conciliare lavoro e famiglia oppure vedere in casa madre e padre che si dividono i lavori domestici, sapere che non ci sono “cose da maschi” e “cose da femmina” (p.e. aiutare in giardino e pulire l’auto di papà da una parte e fare i letti e sparecchiare la tavola dall’altra) è molto importante…

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Di cercare sempre il giusto compromesso fra quello che si vorrebbe fare e quello che si può fare .. mi sarebbe piaciuto studiare storia ma sono molto contenta di aver scelto economia .. la storia non è forse diventata il mio lavoro ma è rimasta la mia passione che posso coltivare … ampliando il discorso, di essere flessibile!

Di rimboccarsi le maniche perché essere bravi non basta, bisogna lavorare e lavorare sodo

Cos’è il successo per te?

Poter fare quello che mi piace fare con le persone che mi sono care.

 

Grazie Elisabetta!

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